Fermi i treni fino al 4 settembre
E i bus alternativi sono nel caos

L'interruzione del servizio di Trenitalia nella tratta Civitanova-Fabriano sta creando molti disagi. All'arrivo a Macerata i pullman sono già pieni, diversi cittadini protestano
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trenitalia1-300x2251di Beatrice Cammertoni

Nuovi disagi per i pendolari della tratta Civitanova Marche-Fabriano delle Ferrovie dello Stato. Trenitalia ha sospeso il servizio per tutto il periodo compreso tra il 1 agosto ed il 4 settembre, indirizzando la clientela rimasta a piedi verso il servizio-bus della Contram Camerino che si muove lungo lo stesso percorso. Il motivo di tale provvedimento si rintraccia in alcuni lavori di ristrutturazione delle infrastrutture percorse dai vagoni, che verranno, secondo una nota ufficiale, potenziate e migliorate. Dopo il caos dello scorso giugno, quando molti treni della tratta furono sospesi a causa di un più generale disservizio che riguardava l’intera regione, è di nuovo critica la situazione dei più assidui frequentatori delle Stazioni servite. I loro spostamenti, fino ai primi di Settembre, saranno vincolati alle condizioni del traffico e delle strade, come riconoscono le stesse Ferrovie dello Stato nelle righe con cui si accompagna la notizia dello stop al servizio (leggi). Non saranno solo i pendolari di Trenitalia a risentire dei lavori alle infrastrutture: anche gli automobilisti che si muovono nei paraggi dei binari riscontreranno delle difficoltà per quanto riguarda la viabilità nei prossimi giorni. L’intera area nord del territorio provinciale sarà interessata dai cantieri. Via Roma, nel capoluogo, sarà chiusa al traffico il prossimo 22 agosto: divieto di transito per entrambe le direzioni di marcia nel tratto compreso tra la rotatoria che si trova all’incrocio tra via Roma e via Pirandello (altezza Eurospin)  direzione Sforzacosta con anche un divieto di transito all’altezza dell’incrocio con contrada Pieve per i veicoli provenienti da Sforzacosta verso il centro della città, fatta eccezione per i residenti.

Le prime settimane con il mezzo alternativo hanno però messo in luce una situazione a tratti insostenibile per i clienti di Trenitalia. A loro le Ferrovie dello Stato hanno destinato una apposita linea servita dalle corriere della Contram che percorre teoricamente nello stesso tempo e con le stesse fermate il percorso tra Fabriano e Civitanova e viceversa.

Arrivano diverse proteste dai cittadini tra cui quella di Sara Ballini, che ieri mattina ha scelto il servizio per andare da Macerata alla costa, trovandosi di fronte ad un viaggio molto meno confortevole del previsto. “Ieri mattina sono andata con il mezzo delle 8,26, molto frequentato perché il successivo non parte prima delle 10,30. Da Macerata erano pronte a salire almeno 30 persone, ma la corriera, in viaggio da Fabriano è arrivata con tutti i posti già occupati. Quando l’autista si è trovato tutte quelle persone in piedi, ha iniziato a consigliare il mezzo di linea (quello con cui normalmente viene servita la tratta Macerata-Civitanova e quindi non il servizio alternativo per Trenitalia). La differenza tra le due corriere è sui tempi: 40 minuti contro 1 ora di percorrenza a causa delle numerose fermate che la Contram effettua regolarmente. C’erano ragazzi con valige, gente seduta con gli ombrelloni tra le gambe. Una ragazza che stava viaggiando in piedi si è sentita male e si è dovuta sedere avanti. La settimana scorsa, allo stesso modo, un gruppo di turisti giapponesi si è trovato in grande difficoltà.” Ma non sono solo i clienti di Trenitalia ad avvertire disagi: “Il bus dovrebbe fare tassativamente le stesse fermate che avrebbe fatto il treno, ma i clienti della Contram che lo vedono passare si mettono in mezzo alla strada per farlo fermare e salire, pensando di rischiare di perdere un autobus di linea”. La Stazione di Macerata non ha inoltre provveduto ad aggiornare i tabelloni relative a partenze e arrivi: “Non era segnalato il nostro pullman e non c’era riferimento a quello di linea che l’autista ci ha consigliato. Tuttavia va riconosciuta la disponibilità del conducente, che per evitare un eccessivamente lungo viaggio in piedi a molti ha tentato in tutti i modi di rientrare nei 40 minuti previsti.”

 

stazione5-300x225Quella che percorre i binari da Civitanova a Fabriano è l’unica tratta che serve la Stazione di Macerata, fondamentale dunque per coloro che si dirigono verso l’entroterra e altrettanto importante per chi deve raggiungere Civitanova e da lì la linea Adriatica che si muove lungo la Penisola. Allo stesso tempo risulta indispensabile per chi da fuori vuole raggiungere il capoluogo in treno. Disservizi e disagi sono però ormai all’ordine del giorno: le problematiche che riguardano sempre più consistentemente le Ferrovie dello Stato in tutto il territorio nazionali si aggiungono a quelle dovute alle dimensioni poco estese della linea, in molti casi trascurata dagli organi centrali dell’azienda. Andando a ritroso nel tempo, ricordiamo non solo il già citato caos del mese di giugno, quando Cronache Maceratesi raccolse le lamentele di una pendolare vittima dei ritardi e delle linee soppresse (leggi l’articolo). La Stazione di Civitanova Marche fu vittima di un altro episodio singolare lo scorso 26 settembre 2010: 150 passeggeri furono costretti a scendere da un treno a causa di un vagone in fiamme, sfiorando quasi la tragedia. A prendere fuoco fu la carta accumulata in grande quantità in un’intercapedine del bagno  e il sistema di aria condizionata fece il resto diffondendo in tutto il convoglio il fumo (guarda il video).

La tratta in questione è caratterizzata da fermate in piccole stazioni, spesso lasciate in condizioni di degrado e abbandonate a se stesse e ai pochi frequentatori. Questo quadro, poco roseo, ha attivato anche la classe politica, che si è detta in primo piano per richiamare l’attenzione dei dirigenti e per tutelare i consumatori dei servizi. Non resta che sperare che con i lavori avviati vengano risolti almeno alcuni dei problemi che attanagliano le ferrovie maceratesi, considerando il fatto che migliorando un servizio come quello ferroviario ne verrebbe incentivato l’utilizzo a discapito dell’auto con guadagni sostanziosi anche per la viabilità delle strade.



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