“L’altro Pd” difende Carancini e va contro il documento di verifica

In vista del secondo "round" della riunione di maggioranza, nove membri del direttivo del Partito Democratico criticano i contenuti e le modalità con cui è stato redatto
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carancini-verificaRiprenderà domani (martedì) la riunione di maggioranza interrotta venerdì sera dopo la relazione del sindaco (leggi l’articolo).  Intanto 9 dei 26 membri del direttivo comunale del partito scrivono criticando il documento della verifica di cui Cronache Maceratesi ha riportato i punti chiave (LEGGI L’ARTICOLO).

Si definiscono “L’altro Pd” , sono Federica Carosi, Vladimiro Cerquetti, Ninfa Contigiani, Cristiana Menghini, Marco Morresi, Fabrizio Principi,  Caterina Rogante, Valentina Ugolinelli e Annabianca Zammit:

“L’andamento della verifica amministrativa – scrivono – fa appello al nostro senso di responsabilità e ci costringe a ribadire la nostra posizione. Contrariamente a quanto diffuso la scorsa settimana, non risponde al vero che all’interno del coordinamento cittadino del PD ci sia unanime convergenza sul documento di verifica sottoposto al Sindaco dalla maggioranza consiliare. Come sostenuto convintamente nel direttivo in questione, riteniamo il documento quantomeno inopportuno sia nel metodo e che nel merito.

Pur non sottraendoci all’esigenza di richiamare il Sindaco e la Giunta ad un’azione amministrativa più attenta alle criticità emerse, pensiamo che i presupposti per il superamento e la risoluzione delle questioni ci siano tutti. Condividiamo, infatti, la necessità di un «maggior coordinamento con i gruppi della maggioranza», attraverso riunioni tematiche che permettano il confronto delle posizioni, per poi addivenire però ad una decisione finale, senza continuare a spostare i termini della questione.

Richiamiamo l’attenzione sull’utilità di un più costante rapporto ‘informativo’ con la città, che consenta di tenere la cittadinanza al corrente in itinere dei passi avanti fatti, delle realizzazioni, delle programmazioni come pure delle impossibilità sopraggiunte, per via delle difficoltà imposte dal quadro politico nazionale.

Interpretiamo in senso “contemporaneo” la funzione dei partiti, ritenendoli soggetti pienamente integrati nella società civile e raccogliendo la richiesta di rinnovamento nella gestione della vita politico-istituzionale del nostro paese. Per noi ciò significa l’impossibilità di lasciare solamente ai partiti il giudizio sui governanti e ancor di più sugli amministratori. La legge elettorale amministrativa riconosce ai partiti sicuramente un ruolo importante di controllo e di indirizzo, attraverso i propri consiglieri comunali, ma indiscutibilmente crea un rapporto diretto e privilegiato del Sindaco con il suo elettorato e con la cittadinanza tutta.

Per questo critichiamo con forza prima di tutto il metodo di formazione dei contenuti del documento, in quanto non è stato frutto di un percorso partecipato e condiviso con gli iscritti del PD (l’assemblea degli iscritti sarà convocata solo a settembre, a percorso concluso), ma addirittura neppure adeguatamente condiviso con il Coordinamento cittadino a cui il documento è stato ufficialmente fatto conoscere già steso, senza possibilità di modifica. Partito e Gruppo consiliare sono, infatti, soggetti diversi nei ruoli e nella rappresentanza politica. Il Gruppo consiliare, o i suoi membri, autonomamente possono promuovere azioni diverse dall’indirizzo politico del PD, ma solo assumendone a pieno la responsabilità.

Rivendichiamo la capacità e la possibilità  per il Pd, il partito più grande della maggioranza, di una elaborazione politica autonoma che non si accodi alle strumentali lamentele di un gruppo consiliare, peraltro recentemente dimezzatosi, dalla cui visione anacronistica della politica ci sentiamo molto distanti. Basti pensare che il consigliere Lattanzi, preda di un vero e proprio attacco di ‘centralismo non democratico’ si è spinto a sostenere l’inutilità di far conoscere alla città il resoconto amministrativo delle attività del primo anno
Quali dirigenti del Partito democratico ci sentiamo di rivendicare un ruolo guida che faccia perno sulla partecipazione della cittadinanza ai processi di governo della città come un elemento fondamentale del nuovo agire politico-amministrativo.

La nostra è una difesa ‘a voce alta’ del nostro ruolo dirigente e della necessità di riaffermare e difendere il ricambio generazionale che la città ha fortemente auspicato e di cui ci sentiamo protagonisti. E rifiutiamo con fermezza di buttarci semplicemente nell’arena del ‘pro o contro il Sindaco’ così come si va semplificando.

Entrando nel merito del documento, esso manca totalmente di riferire sulle responsabilità del governo centrale nei tagli dei finanziamenti che hanno scaricato tutto il peso della crisi economica sui comuni, causando una difficoltà di bilancio senza precedenti e costringendoli a farsi carico di scelte onerose ma inevitabili per mantenere almeno l’ordinaria amministrazione. Tale silenzio solleva Berlusconi dalle conseguenze del suo agire scellerato e non valorizza un agire amministrativo di centro sinistra che qualsiasi sia lo scenario, mette in primo piano l’attenzione alle persone, dai servizi sociali alle attività culturali.

In un’Italia da emergenza da ricambio generazionale, ci appaiono del tutto strumentali le critiche di «poca esperienza amministrativa», «timidezze operative», «carenze nell’elaborazione pratica» delle nomine assessorili fatte dal Sindaco. Un grande partito come quello democratico figure adeguate e competenti da questo punto di vista ce li ha in abbondanza, come dimostrano non solo tutti i componenti PD della Giunta, ma anche la scelta dello stesso partito, che in fase di composizione di rose assessorili, offrì al Sindaco tutti gli iscritti e i candidati consiglieri comunali e regionali, in un generoso atto di fiducia e lungimiranza politica. Si tratterebbe di un percorso virtuosissimo, se poi si riuscisse anche a sfuggire alla tentazione di volerli meri strumenti esecutivi dei propri dettami.

Per quanto riguarda la rappresentatività delle nomine fatte poi, il rinnovamento parte proprio dalle persone, benché non esclusivamente, come è ovvio. Allora ai partiti della maggioranza che sindacano della sovra-rappresentanza del PD in questa amministrazione chiediamo: quanti uomini con competenze specifiche hanno offerto nelle rose presentate al sindaco, quanti giovani, quante donne? Alcuni di loro hanno avuto delle incontestabili lacune al riguardo, allora, delle due l’una: o il ricambio e il rinnovamento si praticano, oppure non si fanno spot elettorali.

Sull’urbanistica, punto cruciale del documento, ci pare unilaterale e forzosa la richiesta al Sindaco di proporre la delega ad un assessore specifico eludendo un giudizio di autocritica sulle figure consiliari che guidano la relativa Commissione. Figure che hanno accentuato sistematicamente il conflitto sulla materia, spesso senza nemmeno informare e convocare il Sindaco-assessore alle riunioni della commissione.

Infine, sulle nomine nei CdA e nelle Partecipate ci sentiamo di dover ribadire come, certamente gli enti ‘collaterali’ all’istituzione comunale siano parte integrante del progetto generale di un’amministrazione e che per questo gli uomini e le donne a cui se ne dia la responsabilità debbano certamente essere di fiducia, ma allo stesso tempo prendiamo le distanze dal  riaffacciarsi di un vecchio modo di far politica, spartitorio ed egemonico, che schiaccia le competenze a favore della lottizzazione.

PRIMI FIRMATARI (in ordine alfabetico):

Carosi Federica

Cerquetti Vladimiro

Contigiani Ninfa

Menghini Cristiana

Morresi Marco

Principi Fabrizio

Rogante Caterina

Ugolinelli Valentina

Zammit Annabianca



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