A Corridonia arrivano la Varvello e Bellassai
per la rassegna “Non a voce sola”

Prosegue il viaggio della rassegnaal femminile

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Oriana Salvucci

di Maurizio Verdenelli

“Il caso di Rosalba Ubaldi, sindaco di Porto Recanati, é esemplare: non ha esitato a mettere in gioco il proprio ruolo, la sua stessa posizione di primo cittadino all’interno di una forte giunta di centrodestra, per scendere solidalmente a fianco del proprio segretario regionale indicato dal centrosinistra come candidato presidente della Provincia: Antonio Pettinari”.
Così Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna al femminile “Non a voce sola” nel presentare oggi a Corridonia la quinta ‘tappa’ che vede venerdì all’auditorium San Francesco due protagonisti d’eccezione: la scrittrice e poetessa Elena Varvello, allieva di Alessandro Baricco e Sandro Bellassai, docente di Storia Sociale all’università di Bologna.
L’intervento dell’ideatrice stessa della rassegna -“Dialoghi di poesia, narrativa, filosofia ed arti”, recita il sottotitolo- è servito ad argomentare meglio l’aspetto, solidale ed operativo alla ricerca di una nuova alleanza, del rapporto della donna con lo spazio pubblico e con l’uomo nel contesto politico in giorni che sembrano registrare un recupero della mascolinità stando ad un sondaggio recentissimo che indica come un italiano su due sogna di essere superdotato.
A Corridonia l’ospite maschile sarà lo scrittore Bellassai autore de “L’invenzione della virilità. Politica e immaginario maschile nell’Italia contemporanea” presto in libreria. “Trovo importante che lo stereotipo della virilità sia considerato un’invenzione: sarà interessante sapere in anteprima dall’autore di cosa si tratta” ha detto Oriana Salvucci nel corso della conferenza stampa tenuta nella sala consiliare dominata dal grandioso affresco equestre di Mussolini le cui tracce sono dovunque presenti nel palazzo comunale eretto (con la prospiciente piazza) a celebrare Filippo Corridoni.
A guidare Corridonia c’è, come a Porto Recanati, un’altra donna ‘forte’: Nelia Calvigioni. La domanda, sul fil rouge della rassegna, è d’obbligo per l’assessore alla Cultura, Massimo Cesca (che risponde in maniera impersonale): “La passione e la determinazione nelle donne é effettivamente superiore. Basta adeguarsi… certo questa affermazione va presa come una battuta. In ogni caso interagire non é sempre semplice. La difesa delle proprie idee da parte delle donne in politica é forte. Non è questo comunque un ostacolo per un efficace confronto ed il raggiungimento della sintesi finale tanto necessaria per l’operativa della amministrazione pubblica. Ad epigrafe, cancellata, dell’affresco mussoliniano in questo palazzo c’era la nota scritta: Noi tireremo diritto. Ebbene anche la donna in politica lo fa, tuttavia conosce le regole della democrazia e le rispetta”.
“La donna -ha detto da parte sua la manager Manila Marinucci- ama tuttavia il privato sopratutto, non ama mettersi in mostra ma quando lo fa, naturalmente é molto efficiente. La mia impresa é gestita al femminile, al vertice ci sono donne che hanno responsabilità superiori rispetto agli uomini. Credo tuttavia che questo quadro non muterebbe molto se a governare fosse il genere maschile. Noi donne forse mettiamo maggiore sensibilità in settori dove la creatività ha un ruolo preciso, come in questa azienda, e generalmente ha più riguardo, vivendoli di persona, ai problemi delle lavoratici madri”.
L’azienda Marinucci, specializzata in arredamenti, ha sposato in modo convinto “Non a voce sola” accompagnando la rassegna sin dalla sua nascita. “E’ bello travalicare il proprio ambito specifico” dice Manila “ed interessarsi alle varie forme del sapere”.
Sulle sponsorizzazioni, linfa vitale ormai assoluta di ogni iniziativa culturale, è intervenuto Cesca: “Ci sono grandissimi imprenditori marchigiani che investono sopratutto e forse esclusivamente fuori, legando il proprio nome a progetti di grande richiamo… ma io dico pure che investire sul proprio territorio è segno di maggior coraggio se si vuol far crescere anche le proprie zone nelle quali vivono le forze lavoro che hanno dato e continuano a dare successo al prodotto. Da parte nostra abbiamo accolto con entusiasmo l’offerta di far parte della ‘scaletta’ della rassegna che sarà ospitata nell’auditorium San Francesco, una delle ‘perle’ artistiche più preziose di Corridonia, seppure non la più conosciuta. Sarà un modo per riscoprirla. Infine ho una proposta: rendere pubblici i budget di tutte le manifestazioni socioculturali anche per un’esigenza ormai insopprimibile di trasparenza e per rendere insieme la dovuta attribuzione di merito ai mecenati che vi concorrono”.
A Corridonia la presenza femminile è quella di Elena Varvello, torinese, 40 anni, una raffinata giovane ‘narratrice’, così come ama definirsi, che ha avuto come modelli Virginia Woolf e Karen Blixen. E’ stata finalista allo Strega con “La luce perfetta del giorno”. Un libro dominato dalle figure di Matilde e Clara. Il progetto ‘necessario’ “di una nuova alleanza fra i generi maschile e femminile, che non riduca l’altro ad un proprio bene “(Luce Irigaray) sarà tentato a Corridonia da Sandro Bellassai socio fondatore di Maschile/Plurale, una rete di uomini che hanno iniziato un percorso speculare a quello di “Non a voce sola”, avviando una riflessione ed una presa di parola pubblica sulle relazioni tra i sessi e sulla costruzione sociale delle identità in genere. Dice Oriana Salvucci: “E’ un percorso che vuole risignificare, insieme uomini e donne, parole come desiderio, forza, autonomia, politica, libertà e molto altro”.


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