Popsophia si prepara
al week end del fashion
IL FESTIVAL DI CIVITANOVA ALTA - Tra i protagonisti Platinette, le Winx, Barbara Alberti, Francesca Rigotti, Remo Bodei e Umberto Curi. Si inaugura la mostra fotografica Stockholm – Tokyo
Che cosa rende una scarpa, una cintura, un dettaglio così carico di significati? Perché la società dell’immagine rafforza il senso evocativo di un oggetto? Per George Simmel la moda rappresenta un duplice e opposto bisogno della società: da un lato il bisogno di coesione, dall’altro quello di differenziazione. Sul piano semiotico la moda è strettamente connesso con l’icona, il modello. Ma la moda è anche la ricerca del nuovo e rende raggiungibile il fascino inarrivabile dello stile, dell’identità e della differenza. La moda è cambiamento, come tale è veloce, liquida, cala dall’alto verso il basso, donando alle masse il sogno della distinzione. La moda è pura evocazione, è il predominio dell’immagine sulla cosa, della rappresentazione sulla realtà, dell’apparenza sull’essere.
E cosa c’entra la moda con la filosofia? A questa domanda cercheranno di rispondere da venerdì prossimo filosofi, intellettuali, scrittori ed artisti per Popsophia. Sulla moda si soffermò anche Roland Barthes con un saggio dedicato, segno evidente che ciò che appare può interpretare i cambiamenti culturali e storici di una generazione. Cosa sarebbero stati gli anni 60 senza la minigonna di Mary Quant, il lato rock degli anni 80 sarebbe emerso ugualmente senza i capelli cotonati ed il look aggressivo? E allora è ovvio che anche il fashion è uno dei temi pop filosofici che il festival vuole approfondire sotto ogni angolazione.
Il week end del Fashion comincia venerdì con la rassegna ‘Pensare il futuro’ di cui la scorsa settimana è stato ospite Umberto Galimberti, incollando alla sedie oltre duemila spettatori. Questa volta, sempre al Lido Cluana, Remo Bodei passeggerà sul giardino pensile di Pellegrini Garden per una lectio su “La creatività della moda”. Bodei, che è anche il coordinatore scientifico del Festival filosofia di Modena, parlerà del rapporto tra l’uomo e i beni che lo circondano, tema al quale ha dedicato anche un libro (“La vita delle cose”, Laterza). Ne discuterà con Umberto Curi, preceduto dal Punto di Paolo Pagliaro: una panoramica economica sull’industria manifatturiera. Un tema che si anticipa già come molto sentito in una città come Civitanova che ha fatto dell’“intelligenza delle mani” e del modello industriale manifatturiero basato sullo stile e sul fashion un modello socio-economico.
Il programma del festival prosegue poi in centro città con la Danza Urbana. Protagonista il corpo, il medium del fashion: il corpo in movimento, il corpo manipolato, il corpo allo stremo delle forze con le performance di Bach Kommando, coreografia di Marco Becherini – Hangart in Piazza Conchiglia; City Flash, coreografia di Dorothy Rossi, Laila Melappioni, Gruppo Danza Dorothy in Piazza Conchiglia; Performance dell’immobilità, coreografia di Giosy Sampaolo in Vicolo Marte; Le Coup, coreografia di Michela Paoloni alla Pescheria, lato via Pola.
In Piazza XX Settembre proseguono le passeggiate mentali, alle ore 23.30: ‘Stelle di neutroni e pulsar’ con Franco Rustichelli, presso la galleria Per mari e Monti. In Corso Vittorio Emanuele, presso la Mondandori, prende il via alle ore 23.30 la seconda serata di Tricolore, rassegna dedicata all’Unità d’Italia. Parlerà Matteo Soldini sul tema ‘Unità d’Italia: luci ed ombre nel maceratese’.
Ospiti illustri sabato e domenica a Civitanova Alta dove le arti si esprimono nelle Grandi Mostre e la quotidianità si fa filosofia per cercare di spiegare, in questo weekend, chi siamo e chi vorremmo essere attraverso ciò che indossiamo e mostriamo all’altro.
Come per venerdì è il corpo protagonista: il primo mezzo con cui esprimiamo la nostra presenza nel mondo. Per le ‘Grandi Mostre’, infatti, sabato alle 18.30 arriva il momento di visitare insieme all’autore Bengt Wanselius (vedi comunicato allegato) la mostra fotografica ‘Stockolm – Tokyo and in between’ che sarà aperta nella Pinacoteca Marco Moretti fino al 7 agosto. Bengt Wanselius ha collaborato con artisti e coreografi di fama mondiale e le immagini raccontano proprio questi legami professionali che – dalla lunga esperienza con Saburo Teshigawara al lavoro con Mats Ek, specialmente per due balletti con Mikhail Baryshnikov e Ana Laguna – hanno prodotto gli scatti più affascinanti della storia della danza recente.

Alla Popfilosofia invece saranno dedicati gli incontri del main stage in piazza della Libertà e del Chiostro di Sant’Agostino. Il primo dei problemi del Fashion ad essere affrontato sarà quello dell’essere e dell’apparire, fulcro della filosofia della moda. Protagonista di questo dilemma sarà colui/colei che ha scelto di fare del costume, della maschera, il proprio essere: Platinette. Con lei il direttore artistico Evio Hermas Ercoli parlerà dell’esistenza di Maurizio Coruzzi e dell’apparire di Platinette e di quanto si sia rovesciato il rapporto fra questi due mondi nel corso del tempo e dell’esposizione ai mezzi di comunicazione di massa. Com’è stato costruito il personaggio e come sia possibile inventare un’immagine esterna che assomigli di più al proprio io interiore di quella naturale: la maschera da Eschilo a Nietsche.
Il personaggio Platinette dal punto di vista pofilosofico aiuta ad indagare non solo questo ma anche come sia cambiata la società italiana: perché pochi decenni fa sarebbe stato impensabile vedere in tv una drag queen tanto ambigua e perché oggi appare naturale e credibile solo nei panni di Platinette e meno invece in quelli di Maurizio Coruzzi.
Il secondo tema della Moda ad essere indagato sarà ‘Old Fashion’: la filosofia delle piccole cose, alle 21.30, nel Chiostro di Sant’Agostino, nella lectio di Francesca Rigotti, scrittrice e uno dei massimi studiosi italiani della Filosofia degli oggetti. A seguire Antonio Gnoli, per anni curatore delle pagine culturali di Repubblica, spiegherà le componenti culturali e psicologiche che portano Otello ad uccidere Desdemona, un climax di follia e gelosia che parte proprio da un oggetto semplice e insignificante: Il fazzoletto di Desdemona.
Subito dopo la degustazione con la cantina Borgo Paglianetto, Michela Zitti presenta al Chiostro di San Francesco ‘La cura di sé’, consulenza estetica a cura di Vitality’s e Hair Bond in un excursus sui modelli contemporanei da Lady Gaga a Avril Lavigne.
Domenica 24 luglio, alle 21.30, la Filosofia della Moda in Piazza si divide in due tempi entrambi ispirati a libertà e condizionamento del Fashion: prima ci si interroga sull’influenza della comunicazione di massa nello stile e nell’educazione al consumo delle bambine e poi sulla capacità di essere se stessi di fronte alle tendenze.
Protagoniste del primo tempo sono le Winx, fatine fenomeno di moda e costume che, attraverso il disegno di Iginio Straffi, presente a Popsophia, modificano la percezione del corpo e di ciò che è bello fin dall’infanzia. A seguire Barbara Alberti e Evio Hermas Ercoli si chiederanno se è possibile essere davvero liberi di fronte alle tendenze e se è libero colui che le rifiuta prendendo spunto dal film ‘Il diavolo veste Prada’.
Al Chiostro di Sant’Agostino alle 21.30, due grandi personaggi della Popfilosofia: Umberto Curi su Cinema e filosofia e Arnaldo Colsanti su Verità e bugia.
La fotografia internazionale
Sabato 23 luglio alle ore 19 presso la Pinacoteca Marco Moretti avrà luogo l’inaugurazione della mostra fotografica Stockholm – Tokyo. And in between di Bengt Wanselius, maestro di fama internazionale. Il giorno seguente – domenica 24 luglio – al Teatro Annibal Caro sarà la volta della proiezione in prima italiana del film di Saburo Teshigawara A boy inside the boy coprodotto da Karas, Civitanova Danza, AMAT, Svim e Tokyo University of the Arts. La proiezione sarà preceduta da una presentazione a cura di Leonetta Bentivoglio, illustre critico de “la Repubblica”.
Stockholm – Tokyo. And in between raccoglie gli ultimi quindici anni del lavoro dell’artista svedese in particolare nell’ambito della danza. Bengt Wanselius ha collaborato con artisti e coreografi di fama mondiale e le immagini raccontano proprio questi legami professionali che – dalla lunga esperienza con Saburo Teshigawara (a partire dalla produzione di Light behind Light del 1998) al lavoro con Mats Ek, specialmente per due balletti con Mikhail Baryshnikov e Ana Laguna – hanno prodotto gli scatti più affascinanti della storia della danza recente. Nato nel 1944 in Svezia, Bengt Wanselius ha iniziato nel 1962 la propria attività di fotografo free lance per le maggiori riviste scandinave. Tra il 1984 e il 1998 è il fotografo ufficiale del Royal Dramatic Theatre di Stoccolma, dove opera in stretta collaborazione con Ingmar Bergman per il quale segue 22 produzioni. Ha documentato oltre 600 allestimenti lavorando a fianco di registi di fama internazionale come Alf Sjöberg, Arthur Miller, Andrej Wajda, Robert Lepage e Juri Ljubimov. L’obiettivo di Wanselius spazia dal teatro al cinema e alla televisione ma privilegia il mondo della danza con i suoi grandi protagonisti, tra gli altri ha infatti lavorato con Mats Ek e con il coreografo e regista giapponese Saburo Teshigawara.
A boy inside the boy è il nuovo film di Saburo Teshigawara girato tra Giappone e Italia, la cui direzione della fotografia è firmata da Bengt Wanselius e Akiko Ashizawa. Le riprese si sono svolte a Civitanova Marche e in tutta la regione Marche lo scorso agosto in occasione del festival Civitanova Danza. La storia è narrata attraverso gli occhi di un ragazzo, che vaga tra sogno e realtà. La quotidianità della sua vita si trasforma in un mondo surreale grazie alla particolare sensibilità che solo la fanciullezza può dare. I vicoli di Civitanova Alta, i tramonti sul mare fanno da sfondo ai gesti e ai raffinati movimenti, mentre il paesaggio rurale di vigneti si fonde con i corpi dei danzatori. A partire da un rapporto seguito a due importanti collaborazioni tra Teshigawara e Civitanova Danza, che hanno portato nel 2005 all’ospitalità in prima ed esclusiva europea di Green, straordinario spettacolo con un serraglio di animali in scena e nel 2006 alla residenza creativa per il debutto di Black water, lavoro che è stato poi invitato nei teatri più importanti del mondo – Teshigawara ha scelto di dare vita a questo film a partire dalle emozioni che proprio nel periodo di lavoro nella magica atmosfera della regione Marche avevano toccato la sua sensibilità. Un film sulla danza capace di rappresentare il rapporto tra una terra come quella marchigiana e la cultura orientale, tra Tokyo e le Marche.

