San Severino Blues Festival: tre serate di applausi per il ventennale
Con tre serate d’applausi, ospitate da venerdì 15 a domenica 17 luglio in piazza Del Popolo e nella piazzetta di palazzo Servanzi Confidati, è stato salutato il lungo week end, tutto settempedano, che ha animato la ventesima edizione del San Severino Blues Festival. Il primo dei tre appuntamenti, vero evento dell’intera rassegna che proseguirà nelle prossime settimane facendo tappa in altre piazze del Maceratese, ha visto la partecipazione straordinaria di Raphael Gualazzi, il vincitore di Sanremo Giovani 2011, artista del momento, giovane talento marchigiano scoperto proprio dal festival di casa nostra nel 2008. Accompagnato da un settetto di straordinari musicisti, Gualazzi ha entusiasmato il pubblico concedendo diversi bis ed intrattenendosi, al termine della sua esibizione, con i numerosi fan che lo hanno atteso per diversi minuti sotto il loggiato della stupenda piazza Del Popolo. Il giovane urbinate è stato accolto, al suo arrivo a San Severino Marche, dal sindaco, Cesare Martini, dall’assessore comunale alla Cultura, Simona Gregori, e dal direttore artistico della rassegna, Mauro Binci. Come prima ed unica richiesta Gualazzi ha solo espresso il desiderio di poter ammirare l’ovale di piazza dall’alto ed è stato subito accontentato dal primo cittadino che gli ha aperto le porte del suo ufficio.
Applausi, nella seconda delle tre serate, anche per il duo formato da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti che ha presentato il nuovo cd di inediti “Complici”, eseguendo, fra l’altro, alcune immancabili cover come una sensazionale “Bocca di Rosa”. La voce unica di Petra ed il contrabbasso di Ferruccio si sono fatti “strumento” per brani di Pacifico, Bruno Lauzi, Lucio Dalla, Al Jarreau e tanti altri ancora.
L’ultima della tre serate, quella con il chitarrista di Seattle, Randy Hansen, ha mandato in delirio il pubblico che, in piedi, ha letteralmente osannato l’emulo di Jimi Hendrix. Per tutta risposta l’autore della colonna sonora del film “Apocalypse Now”, tra i pochi musicisti ad essere riconosciuto ufficialmente dalla famiglia Hendrix, si è concesso a momenti unici con passaggi di chitarra dalle proprie mani a quelle del pubblico che ha ringraziato e salutato l’artista con grandissimo calore e trasporto.
