San Severino: il Consiglio dice sì alla cittadinanza onoraria ai fratelli Di Segni
Il Consiglio comunale di San Severino Marche ha votato all’unanimità la concessione della cittadinanza onoraria ai fratelli Frida, Elio e Riccardo Di Segni, quest’ultimo rabbino capo di Roma, discendenti di una famiglia ebrea che, sfollata dalla Capitale, venne ospitata in città fra gli anni 1943 – 1944 in un’abitazione di proprietà della famiglia Strampelli, sita in località Serripola. Qui il capofamiglia, Mosè Di Segni, un noto medico, prestò tantissime cure alla popolazione civile ed a chi era impegnato nella Resistenza quale componente del Battaglione Mario. Già sostenuta dalla locale sezione dell’Anpi, intitolata al capitano Salvatore Valerio, la richiesta di conferimento della cittadinanza onoraria è stata presentata all’Assise cittadina dal sindaco, Cesare Martini, il quale ha ricordato: “Dalle toccanti memorie dei figli del dottor Mosè: Frida, Elio e Riccardo, ma anche da altre testimonianze raccolte in queste ultime settimane, non ultima quella del Vescovo di Ancona, monsignor Edoardo Menichelli, che condivise con i fratelli Di Segni gli storici avvenimenti, emerge un sincero e profondo legame con San Severino Marche che non solo è rimasto immutato negli anni, ma che si è rinnovato nel corso delle manifestazioni ufficiali già ospitate in città e che, di recente, si è arricchito del dono di un manoscritto del dottor Mosé Di Segni, una sorta di diario inedito sull’attività e sui combattenti del 1° Battaglione Mario e sulla lotta partigiana per la Liberazione delle Marche. Tale documento – ha sottolineato il sindaco Martini – ha un grandissimo valore per la storia locale”.
La cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria si terrà a San Severino Marche nel mese di ottobre.
Nella foto: Riccardo Di Segni con Papa Benedetto XVI
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CORO UNANIME DI CONSENSI DA PARTE DI TUTTE LE FORZE POLITICHE IN AULA
La proposta di concedere la cittadinanza onoraria ai fratelli Frida, Elio e Riccardo Di Segni, da parte del Comune di San Severino Marche, ha trovato un coro unanime di consensi nella stessa Assise settempedana nel corso della quale, intervenendo anche in qualità di presidente della Commissione consiliare n.3 (Pubblica istruzione e politica culturale), il consigliere Romina Cherubini ha voluto sottolineare: “Vorrei esprimere la mia personale soddisfazione per questo riconoscimento nei confronti di queste eccellentissime figure. Due dei fratelli Di Segni cui oggi va il nostro riconoscimento, Riccardo non era ancora nato, insieme al papà Mosè ed alla loro mamma, fra il 1943 ed il 1944 trovarono rifugio a San Severino in quanto inseriti nella lista degli ostaggi dell’oro. Mosè Di Segni, in particolare – ha ricordato la Cherubini – con il farmacista Giulio Strampelli, organizzò un servizio di assistenza sanitaria che permise di salvare la vita di molti cittadini”. Il capogruppo della maggioranza, Fernando Taborro, ha invece tenuto a rimarcare: “L’opera del dottor Di Segni è stata soprattutto rivolta alla salvaguardia della vita, senza distinzioni politiche o di altra natura. A lui, e alla sua famiglia, la Città di San Severino deve ancora oggi molto”. A fare eco alle parole di Taborro è poi intervenuto il consigliere del Pdl Fabio Eusebi: “Questo riconoscimento – ha detto Eusebi – rende merito ad un uomo che ha fatto solo del bene rischiando la propria vita. Voglio ricordare, con l’occasione, che nel corso del nostro mandato abbiamo voluto anche noi celebrare qualcuno che salvò molte vite umane, e cioè Giorgio Perlasca. Sugli ebrei andrebbe detto qualcos’altro – ha poi aggiunto Eusebi, sottolineando – Non possiamo più avere atteggiamenti equivoci. Gli ebrei hanno subito una delle più grosse persecuzioni della storia e meritano il rispetto di tutti. Molto spesso vediamo ancora nei loro confronti atteggiamenti che qualche volta arrivano a ricordare quello che questo stesso popolo ha vissuto in passato”. Il vice sindaco ed assessore Vincenzo Felicioli ha invece voluto aggiungere: “Tutti gli uomini sono uguali, tutti gli uomini hanno diritti e tutti gli uomini vanno rispettati come tali. Plaudo a questa iniziativa, avviata già dalla precedente Amministrazione, e che ci riavvicina all’essere umano”. Per il capogruppo Alessandra Aronne: “E’ un onore per la Città di San Severino Marche annoverare fra i suoi cittadini i Di Segni. Questo riconoscimento va al papà Mose, già Medaglia d’Argento al Valor Militare, ma anche, e soprattutto, a Frida, Elio e Riccardo perché, con la loro attività, portano alto il nome della nostra San Severino. Ho personalmente conosciuto Frida che nelle sue pubblicazioni e negli incontri cui è invitata a partecipare ricorda spesso quanto la popolazione di San Severino sia stata attenta a salvaguardare diritti che in passato, in un particolare momento storico, non venivano evidentemente salvaguardati”. A favore della cittadinanza onoraria ai fratelli di Segni si sono anche espressi tutti gli altri capigruppo in Consiglio comunale. Il consigliere del Pdl Gabriela Lampa, da ultimo, si è voluta unire “al coro di chi è favorevole alla concessione di questo riconoscimento che è molto importante quanto delicato. La cittadinanza onoraria ai Di Segni esprime un pluralismo ideologico e, soprattutto, è in linea con la politica di Papa Ratzinger che tanto segue, in questo momento, l’ebraismo chiedendo collaborazione con la religione ebraica. La storia ci ha inorridito – ha poi ricordato la Lampa, concludendo – Plaudo al Consiglio per questa iniziativa”.
