Scacco alla gang della droga
Sequestrati 17 chili di hashish
Operazione delle Squadre Mobili di Macerata e Pescara. Arrestati due albanesi e un siciliano residente a Montecosaro. Gli stupefacenti erano destinati per lo più a giovani e minorenni
di Alessandra Pierini
Tre arresti (un italiano e due italo albanesi) e 17 kg di hashish sequestrati per un valore di oltre 50.000 euro. E’ questo il risultato di una brillante operazione portata a termine nel giro di 3 giorni dalle Squadre Mobili di Macerata e Pescara contro una banda italo albanese di narcotrafficanti attiva lungo la costa adriatica. La droga, confezionata in panetti e trasportata in una valigi, era pronta ad essere immessa nel mercato ed era destinata a giovani e minorenni, in parte a Civitanova Marche ma per lo più a Pescara.
Gli arrestati sono Fatjon Dule, albanese, classe 1985, residente a Porto Sant’Elpidio, Massimo Taibi, originario di Canicattì, 34 anni, residente a Montecosaro e Avenir Berdica, albanese, classe 1980, residente a Roma, tutti incensurati.
L’indagine ha preso il via dal controllo di un albanese che, qualche giorno addietro, era stato notato aggirarsi al centro di Pescara, in piazza Rinascita, in compagnia di alcuni giovani minorenni del posto. Seguendo i suoi spostamenti e ricostruendo le sue frequentazioni, sono stati individuati altri soggetti residenti nella provincia di Macerata pertanto è stata immediatamente attivata la Squadra Mobile della Questura di Macerata i cui servizi di pedinamento e appostamento hanno consentito nell’arco di poco tempo, non solo di acquisire ulteriori elementi utili all’indagine ma di restringere il campo dei sospetti a due/quattro persone tra cui due degli arrestati nel corso dell’operazione in questione.
Teatro della conclusione delle indagini è stata la stazione di Civitanova Marche. «Ieri all’ora di pranzo -ha raccontato Alessandro Albini, commissario capo della Questura di Macerata – abbiamo seguito i movimenti di uno dei soggetti monitorati che si comportava in maniera sospettosa. Nel pomeriggio è stato visto incontrarsi all’interno della stazione ferroviaria di Civitanova con Avenir Berdica, poi tratto in arresto, il quale appena sceso da un treno proveniente da Roma, ha consegnato a Doule un trolley di medie dimensioni. I due, sempre seguiti dagli agenti, si sono poi allontanati verso il parcheggio retrostante la Stazione e hanno infilato il trolley sotto un’auto in sosta. Abbiamo aspettato ancora un po’ ad intervenire per non rischiare di vanificare l’operazione».
A questo punto, il “corriere” romano Berdica è rientrato in stazione per acquistare il biglietto per il primo treno utile per rientrare a casa, nel frattempo Dule è tornato a vigilare il trolley. In breve tempo è stato raggiunto da Massimo Taibi che, arrivato a bordo di un furgone, era pronto a prelevare il carico.
«Quando abbiamo visto arrivare il furgone – aggiunge Albini – siamo subito intervenuti con i colleghi di Pescara che nel frattempo avevamo avvertito ed erano arrivati a nostro sostegno, abbiamo bloccato il mezzo e i due uomini mentre con un’azione simultanea è stato fermato anche Berdica. Questa volta siamo arrivati talmente in anticipo da scongiurare un traffico del valore di 50.000 euro in una sola volta. Abbiamo intercettato il carico in una prima fase evitandone quindi la dispersione che avrebbe reso molto più difficile rintracciarlo».
Poco dopo l’arresto, sul posto è arrivata la moglie di Massimo Taibi la quale ha dato in escandescenza e ha protestato con forza contro l’arresto del marito che ora, insieme agli altri due arrestati, si trova nel carcere anconetano di Montacuto.


