Civitanova Danza
svela le sorprese

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di Laura Boccanera

Civitanova Danza tutto l’anno, danza tutto e dappertutto. Si potrebbe riassumere in questo modo il programma densissimo e di assoluta qualità della programmazione per la 18esima edizione della kermesse coreutica che diventa maggiorenne e festeggia con un carnet di spettacoli ricercatissimi, variegati, interdisciplinari. Questa mattina lo staff organizzativo dell’Amat e dei TDC, sotto il coordinamento di Gilberto Santini direttore artistico, ha presentato il cartellone. Soddisfazione e grandi aspettative per questa edizione che derivano anche da una collaborazione in più, una novità che arricchisce la manifestazione di un tocco ancora più contemporaneo: <<A Civitanova Danza è nata una sorellina – scherza Santini – si tratta di Popsophia che è entrata nel programma con alcune produzioni inedite e create appositamente per la sinergia fra festival e danza. Un programma che è davvero pieno di appuntamenti di qualità, prime nazionali e grandi nomi della danza, io credo che Civitanova quest’anno abbia davvero superato se stessa, è una città in crescita che può e deve permettersi eventi di questo tipo>>. E’ d’accordo anche il sindaco Massimo Mobili, soddisfatto di andare contro tendenza: <<in un periodo di crisi noi rilanciamo con tante novità, da Popsophia fino allo sconfinamento fra danza e filosofia, portando l’arte dal chiuso dei teatri in mezzo alla città. Per quest’anno infatti Civitanova Danza si apre al centro, invadendo con i corpi e le coreografie i luoghi e le cornici più suggestive della città>>.

L’inaugurazione il 1 luglio al Teatro Rossini è affidata alla Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala diretta da Frédéric Olivieri che torna a Civitanova Marche con uno spettacolo che propone un programma molto impegnativo per la ricercatezza e la difficoltà delle coreografie di George Balanchine, Angelin Preljocaj, William Forsythe, Ji_í Kylián, tra le più note ed apprezzate del repertorio contemporaneo. <<E’ uno degli spettacoli più belli che abbiano mai fatto, raffinatissimo, con 50 danzatori sul palco – commenta Santini – inoltre ci siamo concessi una sopresa. Dal momento che quest’anno si è diplomata alla Scala la prima vincitrice del concorso civitanovese Civitanova danza per domani, il maestro Olivieri ha studiato per lei una coreografia e tornerà a Civitanova che ha visto lungo intravedendo in una ragazzina una professionista oggi ricercata dalle maggiori compagnie del mondo>>. Si continua il 7 luglio con l’astro emergente della coreografia israeliana e internazionale, Yasmeen Godder che si distingue per la qualità coreografica e l’intensità dei suoi lavori. In Storm end come – presentato a Civitanova Danza in prima italiana al Teatro Annibal Caro – i performers si avventurano in un viaggio fatto di tappe imprevedibili, stati mentali che conducono verso incontri ed interazioni con il mondo circostante, in continuo movimento. Attraverso questa atmosfera instabile, il lavoro svela un mondo complesso e confuso, che mette in gioco le identità degli individui ma che non riesce a frenare il desiderio di espressione personale, di intimità, di collettività. Fanno riferimento al Bronx ma in realtà provengono dalla Francia, in particolare dal quartiere ferroviario di Varennes-Vauzelles, nei pressi di Nevers, soprannominato appunto Bronx a causa delle sue vie ad angolo retto e della sua gigantesca officina, Les Tambours du Bronx che animeranno il 17 luglio – in collaborazione con Popsophia e in esclusiva regionale – piazza della Libertà nella città Alta. Il gruppo si è formato nel 1987 in occasione del festival “Da Nevers all’alba”. Quello che all’inizio non doveva essere altro che un delirio per un solo concerto, si trasformò rapidamente in un’autentica istituzione. Ragazzi di strada, occhiali neri, muniti di manici di piccone, sono una ventina a tambureggiare su degli enormi bidoni metallici. Giunto dalla parte più remota della contemporaneità, il loro “rock ferroviario” è una poesia industriale sul fondo dei barili di petrolio. L’esibizione sarà preceduta il 16 luglio da un workshop per il pubblico tenuto dal gruppo. Il 19 luglio (Teatro Rossini) la scena è per Balletboyz, considerata come una delle forze più originali e innovative nel panorama della modern dance. A Civitanova Danza presentano in prima ed esclusiva regionale Talent, uno spettacolo composto da tre differenti coreografie, un vibrante e maestoso lavoro d’ensemble che spinge danzatori al limite delle loro capacità fisiche. Dalla loro nascita nel 2001, la compagnia ha ricevuto numerosi riconoscimenti e nomination per premi internazionali: l’Olivier Award, due nomination al South Bank Show Award, la Rose d’Or, l’International Emmy e il Golden Prague Grand Prix per i documentari televisivi. Ma il vero cavallo di battaglia è la mostra che fa da cornice ai corpi danzanti: STOCKHOLM – TOKYO, and in between è il titolo dell’esposizione di un grande maestro della fotografia internazionale Bengt Wanselius, allestita presso la Pinacoteca Moretti dal 23 luglio (anche questa in coproduzione con Popsophia). La galleria raccoglie gli ultimi quindici anni del lavoro dell’artista svedese in particolare nell’ambito della danza. Bengt Wanselius ha collaborato con artisti e coreografi di fama mondiale e le immagini raccontano proprio questi legami professionali che – dalla lunga esperienza con Saburo Teshigawara (a partire dalla produzione di Light behind Light del 1998) al lavoro con Mats Ek, specialmente per due balletti con Mikhail Baryshnikov e Ana Laguna – hanno prodotto gli scatti più affascinanti della storia della danza recente. E dopo aver ospitato lo scorso anno Saburo Teshigawara e la sua troupe per le riprese del film A boy inside the boy, girato tra il Giappone e Civitanova Alta, il festival offre al suo pubblico il 24 luglio la proiezione al Teatro Annibal Caro in prima italiana del lavoro coprodotto da Karas, Civitanova Danza, AMAT, Svim e Tokyo University of the Arts. La storia è narrata attraverso gli occhi di un ragazzo, che vaga tra sogno e realtà. La quotidianità della sua vita si trasforma in un mondo surreale grazie alla particolare sensibilità che solo la fanciullezza può dare. I vicoli di Civitanova Alta, i tramonti sul mare fanno da sfondo ai gesti e ai raffinati movimenti, mentre il paesaggio rurale così ricco di vigneti si fondono con i corpi dei danzatori. Il 3 agosto al Teatro Rossini un importante debutto in prima assoluta del Balletto di Roma che, nella sua costante ricerca e volontà di sperimentazione nel panorama della danza contemporanea, affida la sua nuova produzione La morte e la fanciulla – il celebre quartetto in re minore di Franz Schubert successivamente trascritto per orchestra d’archi da Franz Mahler – al giovane coreografo Paolo Santilli che agisce sull’apposita elaborazione drammaturgica firmata da Riccardo Reim. Le musiche sono eseguite dal vivo dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana. Ma l’appuntamento di punta e più atteso, ricercato da oltre 5 anni arriva l’11 agosto con la chiusura: Svetlana Zakharova, considerata attualmente la migliore ballerina classica in assoluto, approda nelle Marche per la prima volta, nella magnifica cornice dello Sferisterio di Macerata, grazie alla rinnovata sinergia tra due importanti realtà della regione, Civitanova Danza e Sferisterio Opera Festival. L’appuntamento prevede un vero e proprio Gala con le étoiles del Bolshoi Ballet di Mosca e del Teatro dell’Opera di Kiev.


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