No alle aperture domenicali
I sindacati denunciano il caso Civitanova

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di Laura Boccanera

I sindacati di Categoria del commercio di Cisl Cgil e Uil, insieme a Confcommercio e Confesercenti, protestano contro le aperture indiscriminate degli esercizi commerciali nei giorni festivi e preannunciano iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni. Al centro della polemica la mancata osservanza della legge regionale che disciplina le aperture festive mettendo il limite di 28 deroghe in un anno. In queste date le Amministrazioni comunali possono autorizzare l’apertura degli esercizi commerciali in sede fissa. Contro questa norma il Comune di Porto S. Giorgio ha fatto ricorso al Tar e in attesa di conoscere l’esito del giudizio l’efficacia della legge è stata sospesa.  <<Il problema però riguarda tutti i Comuni del maceratese –  afferma Marco Squartini, Segretario generale della Fisascat, la categoria dei lavoratori del Commercio della Cisl – in particolare quelli della costa, dove l’afflusso di turisti nel periodo estivo può indurre molti esercizi commerciali a decidere di utilizzare la deroga e rimanere aperti. Particolarmente problematica è la situazione a Civitanova Marche, dove l’amministrazione comunale ha fatto delle aperture estive un punto fermo della sua azione di governo. Sarebbe una cosa positiva se rimanessero aperti i negozi dei centri storici purché le deroghe fossero parte di una strategia più ampia di rivalutazione delle città come luogo di socialità per le famiglie. Invece a restare aperti saranno gli esercizi commerciali della grande distribuzione situati nei centri commerciali, senza alcun reale vantaggio per la città e per lo sviluppo del turismo». E sembra, secondo il sindacato che non ci sia alcun vantaggio consistente neanche per i lavoratori. <<Il lavoro domenicale non viene considerato “straordinario” e alle ore lavorate si applica una maggiorazione retributiva insignificante che non ricompensa adeguatamente i lavoratori – continua Squartini –  molti dei quali donne e mamme costrette a sottrarre tempo ai figli e alla famiglia. Sarebbe bello – conclude Squartini – riuscire a far capire alla gente che la domenica, in particolare d’estate, si possono fare cose più interessanti che affollare i centri commerciali che già sono aperti 13 ore al giorno. Anche le amministrazioni comunali dovrebbero fare la loro parte, ad esempio evitando di delegare ai centri stessi l’organizzazione di eventi per dare un senso alle aperture domenicali e sviluppando invece iniziative per rivitalizzare e valorizzare le città>>.


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