Arriva la media-conciliazione
Ma gli avvocati chiedono aiuto
Processi sempre più lunghi. Il presidente dell'ordine, Piero Paciaroni, ha sottolineato le difficoltà dovute alla carenza di organico e alla mancanza di spazi: "Proponiamo agli organi competenti la realizzazione di una cittadella giudiziaria"

Aldo Alessandrini, StefanoGhio, Piero Paciaroni, Ezio Perini, Maria Cristina Ottavianoni e Giancarlo Savi
di Alessandra Pierini
I Tribunali italiani sono intasati e la giustizia ordinaria è lenta. Non fa eccezione il Tribunale di Macerata dove la situazione è ulteriormente aggravata dalla carenza di organico. A Macerata infatti a fronte di un organico formale di 16 magistrati, ne sono presenti solo 14 e a breve due di questi saranno trasferiti lasciando l’ufficio con una carenza pari al 25%. «Presto la situazione, già difficile, diventerà tragica e rischiamo il blocco completo». A lanciare l’allarme è Piero Paciaroni, presidente dell’Ordine degli avvocati che questa mattina, in una conferenza stampa con i componenti del Consiglio dell’Ordine, ha presentato le criticità. La sua preoccupazione è alimentata anche dai dati relativi alla durata dei processi. Si parla di almeno 6 anni per un processo ordinario, nella sezione civile ogni magistrato ha in media 1.000 fascicoli, salgono a 1.800 nella sezione lavoro e la Corte d’Appello rinvia al 2017.
Per risolvere il problema dell’intasamento, negli ultimi mesi è stato introdotto dal Ministero l’istituto della mediaconciliazione che è un’anticamera del giudizio vero e proprio ed è obbligatoria in materia di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicita’, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

«Il Foro di Macerata – ha spiegato l’avvocato Paciaroni – è stato iscritto all’apposito registro e può iniziare l’attività di media conciliazione. Riteniamo che siano sbagliate le norme che la regolano e che la sua obbligatorietà sia incostituzionale. Così com’è la media conciliazione rappresenta solo un ostacolo a spese dei cittadini per accedere al servizio giustizia. Secondo noi, l’istituto della media conciliazione va favorito va favorito con la gratuità del procedimento e con la possibilità di portare in detrazione la spesa nella propria dichiarazione dei redditi». Nonostante le perplessità, per senso di responsabilità, l’ordine ha messo in atto le misure necessarie per iniziare l’attività di media conciliazione. «Abbiamo predisposto lo statuto e il regolamento dell’ordine – ha continuato Paciaroni – in modo da prevedere un costo contenuto per l’ottenimento del verbale di mancata conciliazione, l’assistenza obbligatoria del difensore a tutela dei diritti dell’istante e una definizione professionale della figura del conciliatore che deve essere iscritto all’albo degli avvocati e che sarà soggetto al controllo e alla valutazione della sua attività». Al momento i conciliatori sono 7 ma l’elenco sarà incrementato già nei prossimi mesi.
Altro problema molto sentito dall’Ordine è quello relativo all’ampliamento degli spazi dove svolgere l’attività giurisdizionale.
«Abbiamo inoltrato una richiesta al Comune di Macerata – racconta Paciaroni – per poter adibire la terrazza ad uffici, ha fatto la Procura della Repubblica, abbiamo anche ipotizzato un contributo economico da parte dell’avvocatura, come ma non abbiamo avuto alcuna risposta, né ricevuto alcun sopralluogo per verificare la fattibilità. Abbiamo proposto sia al Sindaco di Macerata che all’ex Presidente della Provincia Franco Capponi che al suo vice Antonio Pettinari l’ipotesi di destinare ad uffici giudiziari l’edificio scolastico dell’Istituto Pannaggi, dove potremmo sviluppare una cittadella giudiziaria, e abbiamo avuto una dichiarazione di fattibilità di massima. Chiediamo quindi che al prossimo insediamento della giunta provinciale venga convocata una riunione delle istituzioni competenti per verificare la definitiva percorribilità».
Ieri pomeriggio, il Presidente dell’Ordine Paciaroni ha incontrato il Ministro Angiolino Alfano al quale ha presentato la situazione del Tribunale maceratese e ha sottoposto l’esigenza dell’immediato reclutamento di almeno 2000 magistrati per coprire le carenze di organico e per dotare gli uffici di un numero adeguato di giudici. «Abbiamo anche chiesto al Ministro – va avanti Paciaroni – la riforma delle circoscrizioni che comporterà la chiusura dei Tribunali di Camerino e Urbino».