Cavalcavia, braccio di ferro
tra Silenzi e il sindaco Mobili

Il primo cittadino di Civitanova: "Anche lui aveva firmato la delibera e ora fa il paladino". L'ex presidente della Provincia: "E' un bugiardo, lo querelo"

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Massimo Mobili e Giulio Silenzi mostrano le carte

di Laura Boccanera

A tre giorni dalle elezioni provinciali sembra ormai certo che la campagna elettorale a Civitanova si gioca sul cavalcavia. E il centrodestra e il centrosinistra si battono a suon di delibere e documenti ufficiali, anche se più che i partiti allo scontro faccia a faccia sono finiti Silenzi e Mobili. Il sindaco replica a Silenzi facendosi fotografare con delibera in mano del 28 maggio 2004: <<Silenzi mente – dice Mobili – lui ha firmato per il cavalcavia e ora fa il paladino e in occasione della visita di Bersani (leggi l’articolo) dice che lo butterà giù a testate. Con questa delibera quando Silenzi era assessore veniva approvato il progetto preliminare per il cavalcavia e poi il 13 dicembre del 2007 la provincia, presieduta da Silenzi aderisce alla Quadrilatero spa e versa anche la bellezza di 508 mila euro. Inoltre approva 5 progetti della stessa Quadrilatero, uno dei quali era proprio quello per il cavalcavia di Civitanova>>.

E oggi arriva per direttissima la replica di Silenzi: <<Mobili è un bugiardo, una città come Civitanova non merita un sindaco che ricorre a questi metodi per fare colpi di teatro per screditare chi lo mette di fronte alle proprie responsabilità>>.

E la scena si ripete, Silenzi mostra la stessa delibera del Maggio 2004: <<mostra chiaramente a pagina 1 che io ero assente alla riunione di giunta anche perchè dal 16 aprile (mostra la lettera ndr) avevo inoltrato al presidente della giunta Vito D’ambrosio la sospensione immediata delle mie funzioni avendo accettato di candidarmi per la provincia. Sospensione di cui la regione ha preso atto in data 20 aprile 2004 (mostra l’atto ndr), conferendo i miei compiti di indirizzo ad altri componenti della giunta provinciale. Delle sue bugie Mobili risponderà in tribunale a Macerata, al quale mi rivolgerò non solo e non tanto per ottenere un risarcimento, ma per insegnare a Mobili che le menzogne non pagano e ancor meno paga l’uso simulato di un atto pubblico che, in quanto tale, consente di scoprire facilmente tali menzogne>>.

In merito invece alla questione relativa alle varianti che avrebbero permesso la costruzione di abitazioni in un piano che già prevedeva la costruzione del cavalcavia Mobili dice: <<i permessi a costruire  della lottizzazione Acquemarine sono stati concessi quando già era stato deciso che in quell’area passasse il cavalcavia. Se poi qualcuno ha venduto le case dicendo che qui il cavalcavia non sarebbe mai stato costruito non è un mio problema>>. La pensa diversamente invece Giorgio Berdini che nel merito illustra l’iter: <<il problema non è di chi ha venduto le case, ma di chi ha permesso che venissero edificate. La delibera del Cipe del maggio 2004 parla di interferenza del tracciato con la lottizzazione adottata, ma il 26 ottobre del 2004 il consiglio comunale adotta la variante definitiva che rende l’area edificabile, senza considerare che nel piano regolatore del 1999 è già anticipata l’edificazione di quell’area>>.


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