Salta il numero legale
Carancini infuriato
“E’ un sabotaggio”

Banchi vuoti per la discussione sulla vendita della Smea al Cosmari. Salta l'accordo nella maggioranza. E si parla di rimpasto di Giunta - GUARDA IL VIDEO
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di Alessandra Pierini

Doveva essere il gran finale della vicenda Smea Cosmari ad andare in scena questo pomeriggio in Consiglio Comunale a Macerata, invece si è aggiunta una ulteriore puntata di una questione che sembrava ormai definita. Il nuovo episodio ha il sapore della resa dei conti e l’arma è il numero legale che è stato fatto mancare, nonostante la delibera che fissava i termini per la definitiva cessione della Smea al Cosmari, predisposta dalla Giunta, fosse stata approvata questa mattina dalla Commissione Bilancio col voto favorevole dei consiglieri presenti (Luciano Borgiani della Federazione della Sinistra, Giuliano Meschini dell’Idv, Narciso Ricotta e Mauro Compagnucci del Pd) compreso Fabio Pistarelli, capogruppo del Pdl. Si è astenuto Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel cuore).

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Fabio Pistarelli

Alle ore 16,30, termine perentorio per l’inizio fissato dal Presidente del Consiglio Romano Mari, i banchi dell’opposizione risultano quasi vuoti ma soprattutto nelle file della maggioranza pesano le assenze dei Comunisti Italiani, di Guido Garufi dell’Idv, di Massimiliano Bianchini di Pensare Macerata e di alcuni consiglieri del Pd tra i quali Luigi Carelli, Andrea Netti e Claudio Machella.

Romano Mari ha seguito alla lettera la procedura prevista in questi casi e ha ripetuto per 3 volte a distanza di dieci minuti l’appello e tra una votazione e l’altra si è anche avventurato alla ricerca di consiglieri nei corridoi che si erano intanto popolati dei componenti dell’opposizione, dei lavoratori e degli amministratori della Smea. Nulla da fare. L’aula è rimasta vuota e il numero legale non si è mai raggiunto.

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Romano Mari

 

Secondo il presidente Mari   l’assenza di alcuni consiglieri è normale: «Avevano già comunicato in precedenza di avere altri impegni» ma le parole di Bruno Mandrelli, segretario del Pd e del sindaco Romano Carancini non lasciano spazio a nessuna interpretazione.
«E’ grave  – ha dichiarato alle telecamere di Cronache Maceratesi  TV Bruno Mandrelli – se c’erano perplessità sulla delibera, andavano discusse prima di arrivare in aula. Mi impegnerò per ricompattare la maggioranza».
Amareggiato il sindaco Carancini che contava di concludere in poco tempo un percorso, quello relativo ala cessione Smea Cosmari, sul quale l’amministrazione lavora da mesi:

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Romano Carancini

 

«Quello che è accaduto oggi è grave – ha sottolineato – il fatto che sia mancato il numero legale in una delibera così importante deve farci riflettere. Segnalo delle assenze incomprensibili come quella dei Comunisti Italiani che potranno usare la scusa delle imminenti votazioni provinciali ma la realtà è diversa». Il sindaco usa termini forti: «E’ sconcertante come ci si riempia la bocca parlando della centralità di Macerata poi quando la città deve mostrare tutta la sua forza e generosità in un atto a beneficio della comunità viene meno. Chi ha remato fin qui contro questa operazione sta provando a sabotarne la buona riuscita ».

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Bruno Mandrelli

E’ rimasto fuori dall’aula ma ha seguito con attenzione l’andamento delle votazioni Fabrizio Nascimbeni che già nei giorni scorsi aveva manifestato le sue perplessità nei confronti della delibera di cessione: «La delibera così com ‘è è invotabile. Vanno chiariti 3 aspetti, la situazione dei dipendenti, il patrimonio della società e la tutela dei cittadini. A quanto pare ciò che abbiamo detto ha creato dei mal  di pancia nella maggioranza. Spero che la questione non sia affrontata solo sul piano politico ma che si possa entrare nel merito della questione».

La situazione si potrebbe complicare ulteriormente in seguito alle elezioni provinciali. Stefania Monteverde, rappresentante di Sinistra per Macerata in Giunta sembra essere a rischio come anche Luciano Pantanetti della Federazione per la Sinistra. Malumori nella maggioranza  anche nei confronti di  Ubaldo Urbani, nome scelto da Carancini come assessore nonostante le indicazioni dell’Idv fossero verso altri esponenti. Tutti elementi questi che fanno pensare a un possibile rimpasto di Giunta.

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