A Macerata la celebrazione provinciale
del 66° anniversario della Liberazione
Concerto in piazza Mazzini con i Vincanto e i Folkabbestia
Domani, lunedì 25 aprile, Macerata sarà la sede della cerimonia provinciale per la celebrazione del 66° anniversario della Festa della Liberazione che quest’anno assume un significato e un valore particolare in quanto si festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Il programma dei festeggiamenti – che vede il coinvolgimento e l’organizzazione sinergica della Prefettura, della Regione Marche, del Comune e della Provincia di Macerata, dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea Mario Morbiducci, dell’Anpi, dei tre sindacati Cgil, Cisl e Uil, della Rete “Le Marche fanno storia” e della Biblioteca Statale di Macerata -nprevede, alle ore 9, la deposizione di una corona di alloro davanti al monumento dedicato alla Resistenza, in via Cioci.
Alle 10, invece, in piazza Cesare Battisti è previsto lo svolgimento della cerimonia ufficiale. Qui, dopi i saluti ufficiali da parte del sindaco Romano Carancini e del commissario della Provincia, Sandro Calvosa, interverrà Paola Magnarelli, docente dell’Università degli Studi di Macerata, in veste di oratore ufficiale.
I festeggiamenti si concluderanno alle ore 21.30, in piazza Mazzini, con il tradizionale concerto che vedrà esibirsi sul palco il gruppo folk marchigiano Vincanto e quello barese dei Fokabbestia!.
Il gruppo folk Vincanto pone al centro del proprio lavoro la ricerca e la promozione della tradizione musicale, sia marchigiana sia extraregionale. Profondamente convinti dell’esigenza di riscoprire, ma al contempo di trasformare ed emancipare la natura stessa della tradizione orale tout-court, i componenti del gruppo operano in una prospettiva musicale di re-invenzione del patrimonio popolare, fondando il proprio lavoro su principi di dialogo, condivisione e trasformazione.
Per quanto riguarda invece i Folkabbestia! è un gruppo che si muove tra ritmi gitani, pop e rock –punk veloce, simil – ska, ironia e citazioni, spaziano tra suggestioni cantautorati, deliri caparezziani e ballate balcaniche. Insomma i presupposti per una serata di buona musica ci sono tutti.
