Una nuova automedica
per l’Ospedale di Macerata
Stamattina la donazione da parte della Fondazione Carima
Si è svolta stamattina, all’Ospedale di Macerata, la cerimonia di consegna di un’automedica che la Fondazione Carima ha donato all’ASUR Marche – Zona Territoriale n° 9.
Sono intervenuti per l’occasione il Presidente della Fondazione Carima Franco Gazzani, il Direttore Generale dell’ASUR Marche – Zona Territoriale n° 9 Enrico Bordoni, il Responsabile del 118 di Macerata Ermanno Zamponi, il Responsabile del Pronto Soccorso Marco Esposito ed altri rappresentanti dei due enti.
“Si tratta di un’assegnazione molto rilevante – ha spiegato il Presidente Gazzani – poiché l’automedica è un mezzo di soccorso di primaria importanza, in quanto viene impiegata per trasportare sul luogo dell’emergenza l’equipe sanitaria da cui dipende la vita di persone che sono state ad esempio colpite da malore o coinvolte in un incidente stradale”.
Le dimensioni ridotte rispetto a quelle dell’ambulanza e l’indipendenza da quest’ultima, infatti, la rendono particolarmente adatta ad intervenire nelle situazioni più critiche, consentendo al personale medico ed infermieristico specializzato una maggiore rapidità di spostamento, a sostegno delle associazioni di volontariato che svolgono il servizio di 118.
L’iniziativa si colloca nell’ambito degli interventi realizzati dalla Fondazione Carima in campo sanitario, finalizzati alla tutela della salute della collettività maceratese, e consolida il proficuo rapporto di collaborazione già avviato con l’ASUR Marche – Zona Territoriale n° 9, grazie al quale negli ultimi anni è stata portata avanti una politica di concertazione delle priorità da soddisfare, come è avvenuto anche in questo caso.
La cerimonia si è conclusa con la benedizione del mezzo dispensata dal cappellano dell’Ospedale di Macerata. Domani la donazione di un’altra automedica all’Ospedale di Civitanova Marche completerà Il quadro delle assegnazioni di mezzi di trasporto di utilità socio-sanitaria.



A quando una bella donazione di nuovi medici, magari anche preparati a svolgere il loro lavoro?
infatti la caretteristica essenziale, sopratutto per una città con vicoli e viette ed una traffico decisamente congestionato, e che il mezzo abbia “[..] le dimensioni ridotte rispetto all’ambulanza [..]”.
Non voglio immaginare se facessero un auto medica con un mezzo come quel “panzer” che si vede nella foto ad intralciare l’ingresso dell’ospedale !
ciò, tuttavia, è soltanto una mia opinione.