Scacco al lavoro nero
23 operai “fantasma”
in 13 laboratori stranieri

L'operazione ha interessato i comuni di Civitanova, Corridonia, Montecosaro, Morrovalle e Treia. Lavoratori trovati in condizioni igienico-sanitarie disastrose. In arrivo sanzioni per oltre 100mila euro

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di Roberto Scorcella

Per loro ieri, 150esimo dell’Unità d’Italia, non era festa e si lavorava, anche di notte. Ma per certi lavoratori, purtroppo, non è mai festa, specialmente per quelli sfruttati e spremuti come limoni dai loro connazionali e costretti a vivere in condizioni igieniche e sanitarie assurde. Ma la guerra scatenata dalla Direzione provinciale del Lavoro e dai carabinieri al lavoro nero non conosce tregua. Così, dopo le numerose operazioni delle scorse settimane, la più recente delle quali ha portato lunedì scorso a scoprire due operaie bambine in un tomaificio gestito da cinesi, ieri sera è stata attuata un’altra vigorosa offensiva che ha portato risultati tanto importanti quanto inquietanti per le dimensioni che il fenomeno dello sfruttamento del lavoro nero sta assumendo in provincia di Macerata. Sono stati tredici i laboratori complessivamente ispezionati dai militari e dagli ispettori del lavoro: un suolificio a conduzione pakistana, 4 pelletterie a gestione cinese e 8 tomaifici ancora a conduzione cinese. Sono stati trovati intenti al lavoro ben 23 lavoratori completamente in nero. Tutte le aziende sono risultate irregolari e per nove di queste è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale in quanto operavano con oltre il 20% di lavoratori in nero rispetto alla totalità dei lavoratori presenti.

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L’operazione è stata condotta dalla Direzione provinciale del lavoro di Macerata e dal Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro, con la partecipazione dei Comandi Stazione Carabinieri di Civitaanova,  Civitanova Alta, Morrovalle e Corridonia.

Il blitz, coordinato dal Direttore della DPL, Pierluigi Rausei, e dal Comandante del NIL, appuntato Martino Danilo Di Biase, ha riguardato laboratori di etnia cinese e pakistana, del settore manifatturiero delle calzature e pelletterie, situati nel territorio dei Comuni di Civitanova, Corridonia, Montecosaro, Morrovalle e Treia.

Sette delle aziende sospese hanno già proceduto alla regolarizzazione dei lavoratori in nero, provvedendo alla loro assunzione e al ripristino delle condizioni di tutela assicurativa e contributiva. Per ottenere la revoca della sospensione hanno pagato complessivamente 10.500 euro di sanzioni accessorie.

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A causa delle gravi condizioni igieniche e sanitarie rilevate dagli Ispettori del lavoro e dai Carabinieri, i titolari di tutte e tredici le aziende irregolari sono stati segnalati alle singole Zone Territoriali della Azienda Sanitaria Regionale per i controlli di competenza in materia di prevenzione, salute e sicurezza sugli stabilimenti e sui locali ed ambienti di lavoro che daranno luogo a pesanti sanzioni penali per il mancato rispetto delle norme di tutela, all’esito dei necessari accertamenti tecnici.

A seguito dell’attività ispettiva nei prossimi mesi saranno irrogate ulteriori sanzioni pecuniarie amministrative per un ammontare di circa 107.000 euro per le violazioni sulla tutela delle condizioni di lavoro.

Inoltre seguiranno segnalazioni ai singoli Comuni interessati per le verifiche relative al controllo sulla effettiva destinazione d’uso degli immobili, in quanto in molti laboratori sono stati realizzati dei veri e propri dormitori con pareti di cartongesso e compensato dove tutti gli operai sono costretti a vivere senza soluzione di continuità con gli ambienti di lavoro.


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