L’Alieno Allevi:
“Finalmente a casa”
Concerto al Rossini di Civitanova
di Laura Boccanera
E’ in arrivo domani (venerdì) al teatro Rossini di Civitanova, Giovanni Allevi, un alieno contemporaneo che sta per “atterrare” nelle Marche. Oltre ai suoi più grandi successi, sul palco del Rossini e il prossimo 3 aprile ad Ancona al teatro delle Muse, Allevi eseguirà i brani di “Alien”, ultimo disco di inediti di pianoforte solo, un disco che l’artista stesso definisce «lontano dalle richieste del mercato, ma vicino a tutte quelle persone che vogliono vedere oltre la realtà che ci raccontano solo con gli occhi della Musica».
Dopo Los Angeles e Tokio com’è tornare nelle Marche?
«E’ bellissimo, emozionante, entusiasmante. Ne ho bisogno perché rappresenta il ritorno a casa e l’idea che per un attimo io possa ritrovare quel contatto con le radici e respirare quell’aria familiare che mi occorre per ricaricarmi e continuare il tour».
Oggi rappresenti nel mondo della musica classica una specie di marziano gioioso che sovverte l’accademia, come hai fatto con jeans e t-shirt a rivoluzionare un ambiente piuttosto rigido?
«Ho proposto una musica che ha creato un cambiamento profondo e che ha scatenato nell’ambiente accademico un’azione di delegittimazione della mia figura artistica, per cui vivo e affronto la musica con grande intensità e con un forte senso di concentrazione. Alien è il disco più dolce, impetuoso e passionale che sia mai uscito dalle mie dita – ha detto Allevi -. Ho lasciato che la musica fluisse senza alcuna limitazione, verso una costruzione complessa, dove la tecnica compositiva è sempre a servizio dell’espressività. La creazione musicale – racconta il compositore – mi porta in luoghi talmente lontani dalla quotidianità, astratti e al tempo stesso emotivi, che ogni volta mi ritrovo a guardare il mondo con occhi nuovi, tanto da sentirmi un alieno circondato da alieni. Alien è un lavoro sperimentale, dove la ricerca musicale è tesa verso la dilatazione delle forme e il raggiungimento di una purezza maniacale del suono, volti ad esaltare le sonorità e i ritmi della contemporaneità”.
