La filosofia Bonsignorecentrica
non porta lontano questa Maceratese

I biancorossi arrancano nei bassifondi della classifica
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Mister Sabbatini e l'attaccante della Maceratese Gabriele Bonsignore

di Filippo Ciccarelli

Nessuno si senta in discussione. È tutto ampiamente normale. Ormai non serve nemmeno più porsi le domande, perché le risposte si conoscono. Le cause del campionato fallimentare? La sfortuna, l’atteggiamento mentale sbagliato, il fatto che l’altra squadra abbia più punti della Maceratese e che quindi sia, evidentemente, più forte. Abbiamo spesso posto interrogativi che fungessero da spunto per delle riflessioni ad ampio raggio, da queste colonne. Sintetizzando al massimo, la questione dominante era la seguente: com’è possibile che la Maceratese, con la rosa che ha, si trovi a lottare per non retrocedere? Tre i filoni privilegiati, che puntano verso società, giocatori, preparazione atletica. Eppure, domenica dopo domenica, la squadra ha sempre arrancato. Mister Sabbatini prosegue nel suo credo, che pone Bonsignore come punto fisso imprescindibile del suo schema di gioco. Tutto il resto può cambiare, possono cambiare i suoi partner in attacco, da Cacciatori, a Testa, fino a Meligeni che è stato posizionato a Tolentino in un ruolo che dubitiamo gli competa, non foss’altro perché è un centrocampista. Spesso e volentieri è cambiato anche il centrocampo, e non solo per motivi dettati dall’infermeria; in mediana e sugli esterni hanno giocato per esempio, sia pur con alterne fortune Grcic, Gigli, Belkaid e Trillini. Quest’ultimo in un paio di occasioni è stato provato pure sulla fascia, con esiti poco lusinghieri. In ogni caso la filosofia Bonsignorecentrica non ha condotto al Nirvana i biancorossi. Inutile tornare a ragionare sugli acquisti fatti; verrà fuori che tutto sarà normale. Il calcio di rigore realizzato dai cremisi è stato trasformato da Iacoponi, che ci risulta sia un ragazzo nato e cresciuto nel maceratese. Quello che si è procurato il penalty pare fosse un certo Melchiorri, curiosamente omonimo di quello che non poteva essere tesserato se non a gennaio, di Macerata pure lui. Certo, è facile parlare ora, è facile dire che si poteva investire in altri settori. Dove li vai a pescare i giocatori in questo periodo di magra? Strano però che la Sangiustese, squadra che ha l’ambizione di non essere umiliata in un campionato in ogni caso onorato dai propri giocatori viste le vicende societarie, abbia puntato su un certo Pomiro, preso a febbraio e svincolato. Un giocatore tesserato da meno di un mese, che ha già realizzato cinque goal pur non essendo né una prima né una seconda punta, questo a dire praticamente il doppio di quelli messi a referto da Bonsignore, che è arrivato nel capoluogo con un paio di settimane di anticipo sul termine del girone di andata. Per la cronaca, questo argentino che pure non ha evitato la sconfitta della Sangiustese contro la Maceratese al Villa San Filippo, è lo stesso che ha realizzato la tripletta con cui i ragazzi di Marcaccio hanno stoppato la corsa dell’Atletico Piceno, compagine che umiliò Cacciatori e compagni per 1-4 all’Helvia Recina. Ma è, altrettanto evidentemente, un giocatore che è difficile individuare se si hanno limitate conoscenze calcistiche; non è questo il caso della Maceratese, che aveva allestito una squadra da playoff secondo la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori, e che si avvale della collaborazione di fior di professionisti ma che per sfortuna, debolezza e normalità è lì a contendersi il quint’ultimo posto con l’Urbania. Quest’Eccellenza, in ogni modo la si guardi, pullula di grandi nomi. Poco importa se si passa in vantaggio con l’uomo in più contro l’Ancona e per di più in casa, è normale che si perda. Perché l’Ancona è l’Ancona. Spiegatelo anche a Cardinali, curiosamente (e sono due) omonimo di quello che giocava con la Maceratese e che ha portato al trionfo la blasonatissima e temuta Elpidiense Cascinare contro i dorici. È inutile lambiccarsi il cervello; con Pierantoni la Maceratese ha ottenuto 26 punti in 22 partite, viaggiando ad una media di 1.18 punti a partita. Con Sabbatini 7 punti in 8 gare, 0.87 per match. Che c’è anche la sfortuna e che ci sta perdere col Tolentino, anche se mancante di 6 effettivi. Tutto normale, appunto.



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