La strana tentazione di Matteo Martino
Lasciare la Lube per il beach volley

Il talento di Alessandria: "Ne parleremo a fine stagione"
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Lo schiacciatore della Lube Matteo Martino, ultima stagione con la Lube per lui?

di Andrea Busiello

“Non voglio parlare del mio futuro. Devo dare il meglio di me stesso fino alla fine della stagione con la maglia della Lube e poi vedremo il da farsi”. Lapidario, ma molto coinciso il pensiero di Matteo Martino che non risponde direttamente alle nostre domande ma lascia più di un sospetto sul suo futuro in maglia biancorossa. Non tanto per cambiare aria ed andare a giocare altrove ma bensì per cambiare proprio sport, passando dal volley indoor a quello sulla spiaggia, il cosiddetto beach volley. Sollecitato sull’argomento, il talento di Alessandria non si scompone e rimanda ogni decisione alla fine dell’anno agonistico con la casacca della Lube: “Ripeto, non voglio dire nulla ora. Fino alla fine della stagione darò il massimo affinchè la Lube possa conquistare i due trofei rimasti in gioco (Challenge Cup e Scudetto) e poi parleremo di quello che farò nella prossima stagione”. Per lui si potrebbero aprire anche le porte del nuovo corso con la nazionale (ha già vestito diverso volte la maglia azzurra) di Mauro Berruto ma se il talento di Alessandria sceglierà il beach è ovvio che il capitolo sarebbe chiuso ed il che rappresenterebbe una gravissima perdita per tutto il mondo della pallavolo nazionale. Inevitabile tornare sulla cocente delusione della Coppa Italia, dove i biancorossi sono stati estromessi dalla finale da Cuneo con una sconfitta 15-13 al tie break: “Fa molto male perdere in questo modo dopo aver giocato una gara su ottimi livelli. Alla fine sono stati due palloni a fare la differenza: sono stati favorevoli a loro, peccato perchè eravamo davvero ad un passo dalla finale”. Nessuno cancellerà dalla mente la palla del 13-12 per Cuneo nel tie break che sarebbe potuto essere tranquillamente 13-12 per la Lube: sul tema lo stesso Martino dice cosa è successo: “Avevo intenzione di attaccare la palla che stava arrivando verso la mia posizione però ho pensato che l’arbitro mi fischiasse fallo d’invasione ed allora ho optato per un’altra strategia, quella di saltare a muro sul possibile tocco di Grbic. Il palleggiatore di Cuneo ha fatto una finta e m’ha tratto in inganno, al che mi sono ritrovato la palla sulle mani ma ho regalato il punto ai nostri avversari non riuscendo a ricostruire l’azione”.



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