Ricci: padre o non padre?
Intanto la Cina
sceglie Civitanova
Per i festeggiamenti dell'anno culturale cinese

Il Primo Ministro cinese Wen Jiabao e Suan Guang, presidente Associazione Italia- Cina Cultura e Impresa, titolare del ristorante "Pechino" di Civitanova (primo ristorante aperto nelle Marche, nel 1987) e primo cinese ad acquisire la cittadinanza italiana nella nostra regione
di Laura Boccanera
Civitanova per un giorno si trasforma in una piccola Chinatown in occasione dei festeggiamenti per le celebrazioni dell’ anno culturale cinese volute dal Consolato della Repubblica popolare. Solo altre sei città italiane oltre Civitanova hanno avuto il privilegio di partecipare al cerimoniale:Roma, Milano, Torino, Venezia, Napoli. L’evento, che prende il nome di “Cina Danza e Musica”, sarà organizzato in città dall’Assessorato al Turismo del Comune di Civitanova Marche, grazie all’intervento del presidente dell’associazione “Italia Cina” Sun Guang che ha inserito nel calendario dell’anno culturale cinese la ricorrenza dei 400 anni dalla morte di Padre Matteo Ricci (1611 ndr) e del quarantesimo anniversario italiano delle relazioni diplomatiche con la Cina. Mentre a Macerata si discute se chiamare il diplomatico marchigiano in Cina padre o semplicemente Matteo Ricci, Civitanova festeggia con la comunità cinese Li Madou. Ospiti di rilievo, il console generale della Repubblica popolare Cinese a Firenze signora Zhou Yunqi e l’ambasciatore a Roma signor Ding Wei. “Si tratta di un evento culturale molto importante – ha detto l’assessore Sergio Marzetti – sia dal punto di vista etnico, vista la numerosa presenza nella nostra comunità di cittadini cinesi, ma anche dal punto di vista turistico ricettivo perché tutti gli artisti che arriveranno, che sono circa 70, soggiorneranno per qualche giorno nelle strutture cittadine”. I festeggiamenti partono il prossimo 8 febbraio alle ore 16,00 quando la delegazione cinese sarà accolta dalla Giunta comunale nella sala “Sibilla Aleramo” per i saluti ufficiali del sindaco e degli assessori. Alle ore 17,00, spettacolo in piazza XX Settembre del “Dragone vivente” e della “Tigre vivente”. In questa occasione, tutta la piazza sarà addobbata con le tipiche lanterne rosse. Il pomeriggio proseguirà con l’esibizione Shaolin Kung Fu Cinese a cura dell’Associazione “Ergon Shaolin” Civitanova Marche e si chiuderà alle ore 18,30 con spettacolo pirotecnico. La festa e il divertimento proseguiranno al cine teatro “Rossini” con 40 artisti che si esibiranno in danze e musiche cinesi (ore 21,00, ingresso libero). Per lo svolgimento del programma, piazza XX Settembre sarà chiusa al traffico dalle 16,00 alle 20,00.
Gle sta vè alli maceratesi. Questo ha voluto questo se merita
Ai cinesi sai quanto gliene frega di Matteo Ricci???
alex non sei molto informato…..in Italia, e a Macerata soprattutto siamo usi dimenticare i nostri concittadini anche se hanno fatto cose più o meno importanti.
In Cina o meglio nell zona di Pechino c’è il culto di padre Matteo Ricci, tant’è che lì se dici che sei di Macerata ti dicono subito LI MADOU (LI – l(r)icci – Madou Matteo) !
@ Martello: Axel, non Alex. Prego, non mi confonda con quello sopra di me, che manco sa parlare italiano (almeno qui, dove tutti sanno chi è, tra l’altro…).
Il fatto che alcuni cinesi conoscano Ricci, non vuol dire nulla. E’ un personaggio noto a pochi. Provi a chiedere ai cinesi dei numerosissimi negozi che spuntano per ogni dove, qua in zona…
Comunque, intendo dire che i cinesi vanno più a Civitanova che a Macerata, perché li girano più soldi, anche se qua il vescovo vuol fargli una statua…
I cinesi, fin dall’antichità sono stati sempre abituati a pensare ai soldi. Tranne il periodo del comunismo, la Cina è sempre stata una potenza mondiale, a tutti i livelli.. Fin da piccoli vengono educati al denaro, a come farlo e a come gestirlo. In moltissimi paesi asiatici, ad esempio Malaysia, Indonesia, Singapore, Thailandia, etc. i cinesi sono una minoranza esigua (2.3%),ma comandano perchè sanno come fare i soldi. Il potere economico è in mano loro e spesso sono oggetto di massacri, quando i locali non ne possono più e si vendicano.
E’ in questo contesto che ho detto ‘sai quanto gliene frega ai cinesi di Matteo Ricci??’
Io non sono molto d’accordo con axel munthe, nel passaggio in cui dice che la Cina sia sempre stata una potenza mondiale, tranne che negli anni del comunismo. Penso che, al contrario, la cina pre-regime fosse così debole da farsi imporre dei trattati chiamati appunto ineguali perché svantaggiosi per essa, perfino dall’Italia di inizio ‘900, che era la più “sgangherata” delle potenze nello scacchiere mondiale.
Credo sia vero il contrario; il regime comunista, con tutte le peculiarità che ha, ha condotto la Cina a ciò che è oggi: ufficialmente la seconda economia del mondo (è dell’altroieri il sorpasso sul Giappone) ma nei fatti tutti sanno che Pechino è la prima forza economica planetaria. E’ utile, anche se con parecchi anni di ritardo, muoversi per intrattenere rapporti positivi con una nazione del genere. Evidentemente non per Macerata, dove stiamo discutendo su livelli che nemmeno al processo di Galileo. E’ giusto che Civitanova prenda quello che le viene lasciato, se i livelli dei dibattiti sono sul padre o non padre..
Axel (pardon) lasciamo stare il commercio, lasciamo stare la vicenda di una statua inutile che nessuno vuole, parliamo di storia e geografia. La Cina è immensa e molto popolata, certo la maggioranza dei Cinesi non sa chi è P.Matteo Ricci, ma nella zona di Pechino ove ha vissuto e lavorato tutti sanno chi è P.Matteo Ricci, tanto che ci sono anche stanze di musei a lui dedicati, tanto che viene studiato nelle scuole.
E’ una grande figura di Maceratse che dobbiamo onorare punto! Certo se la discussione verte solo su statua o non statua, su padre o su cartografo..ha ragione Filippo ne lo onoriamo!
caro alex solito trend che continua da 15 anni a questa parte, solita perdita di posizioni di Macerata, con l’avallo ed il tacito assenso di (alcuni) maceratesi.
certo che nel 2011, nel mondo globalizzato, discutere di padre o non padre, costruire ripicche e concorrenza tra citanò e macerata neanche fossimo allo stadio, è proprio il segno de quanto simo provincialotti, (quasi) tutti quanti…. triste borgo selvaggio