Patto sicurezza
per sconfiggere
la criminalità
Il vertice a Porto Recanati
di Laura Boccanera
Si chiama “patto per la sicurezza” la risposta che il Sottosegretario del Ministero degli Interni Alfredo Mantovano ha ipotizzato per sconfiggere la criminalità a Porto Recanati. Il problema delle lotte fra immigrati, droga e violenza è stato il tema all’ordine del giorno del vertice che si è tenuto questa sera attorno alle 19 presso la sede del Comune di Porto Recanati. Un summit politico con le forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Prefetto e Questore per ipotizzare le misure da adottare dopo i drammatici fatti di sangue di questi mesi. Prima l’omicidio di Draiff Lofty all’Hotel house, ora l’assassinio brutale nel bar “Asso di cuori” dell’albanese Ardjan Sheahg hanno attirato l’attenzione della politica nazionale. Un incontro di circa un’ora e mezza a cui doveva seguire una conferenza stampa, poi annullata che ha lasciato il posto a qualche rapida domanda sullo stato della situazione e se si deve considerare il caso di Porto Recanati un’emergenza.
<<Questo territorio ha bisogno di una maggiore considerazione – ha detto il Sottosegretario – ho già avuto modo di studiare il caso grazie ad un dossier inviatomi dalle forze politiche e dal prefetto, ma poterlo verificare di persona è molto più costruttivo. Abbiamo lanciato delle ipotesi di lavoro, abbiamo immaginato per la città un patto per la sicurezza dal momento che la situazione attuale desta parecchie preoccupazioni. Sarà un piano operativo non astratto o generico, con tempi e obiettivi precisi in modo tale da lasciare possibilità di verifica continue. Il potenziamento delle strutture non è tuttavia una risposta, occorrono invece risposte adeguate e proporzionali agli obiettivi, un sistema di controllo flessibile che permetta il ritorno alla normalità>>.
Soddisfatta del vertice il sindaco Rosalba Ubaldi che ha inoltrato al governo centrale alcune richieste, soprattutto in riferimento all’Hotel house: <<la maggior parte delle persone che risiedono all’Hotel house è gente perbene che deve avere garantita la propria dignità, ma questo non significa non condannare i comportamenti irregolari che vengono perpetrati all’interno della struttura. Per questo abbiamo chiesto aiuto, per salvaguardare l’immagine turistica della nostra città. La nostra accoglienza non si deve tradurre in atteggiamenti sbagliati o in deboli prese di posizione da parte nostra. I due omicidi hanno molto allarmato la città, ma noi vogliamo uscirne quanto prima, e ho buona ragione di credere che prima dell’estate il problema sarà risolto>>.
Già da domani intanto aumenterà il numero di Carabinieri in forze presso la stazione di Porto Recanati, potenziato con tre militari in più, mentre per la nuova caserma si dovrà attendere fino alla fine di febbraio. Sembra poi farsi sempre più strada la possibilità di inserire un circuito di telecamere fuori dell’Hotel house in modo da monitorare chi arriva e chi esce. Soddisfatto anche il senatore Salvatore Piscitelli che circa un mese fa aveva preparato il dossier poi sottoposto al Sottosegretario: <<Voglio ringraziare per la disponibilità il sottosegretario che fin da subito ha prestato attenzione al nostro problema. A Porto Recanati è aumentato considerevolmente il tasso di criminalità, c’è una presenza elevata di extracomunitari, molti dei quali irregolari. Il vertice di oggi è stato un comitato tecnico e sono sicuro che arriveranno risposte all’altezza della situazione. Il patto per la sicurezza che verrà sottoscritto è un risultato che ci lascia ben sperare per il futuro, si è parlato di molte cose e ritengo che grazie anche all’intervento di tutte le forze dell’ordine che verranno stanziate sulla città verrà potenziata la sicurezza ed il controllo>>.
(foto di Roberto Vives)






Le telecamere.. sai quale utilità?!.. sappiamo tutti quale è l’unica soluzione da adottare con l’hotel House…
ci vuole un’azione di forza degna del significato della parola stessa e le faccie viste non esprimono la forza necessaria e che la gente desidera.
Certo è che con (soli) 3 carabinieri in più l’impengo sarà impegnatissimo…
Il problema, sempre che lo si voglia risolvere, andrebbe affrontato in altri termini.
Inanzitutto si dovrebbe capire perchè, nelle ondate migratorie, accando a tanti che migrano in cerca di lavoro e per sfuggire a condizini di miseria c’è sempre una componente che migra solo ed esclusivamente per delinquere.
Secondariamente si dovrebbe cercare di porre in atto tutte quelle iniziative affinchè ci possa essere reale integrazione di chi viene qui a lavorare (spesso con stipendi da fame), magari organizzando cosri si lingua oppure facilitando gli immigrati a prendere un diploma di specializzazione (corsi serali, ecc.)
Al riguardo all’Hotel House altrove è stato scritto che una forma utile di deterrente sarebbe quella di posizinare un posto di Polizia Municipale dentro la struttura.
Aggiungerei che sarebbe altrettanto necessario verificare quali sono gli immigrati regolari, chi ha un regolare contratto di affitto, quanti risultano esere i residenti registrati, ecc. al fine di avere un migliore controllo della situazione per poter poi intraprendere le azioni a salvaguardia della sicurezza del complesso.