Il mito de “La lancetta”
rivive in un libro

La tradizione marinara civitanovese

- caricamento letture
barca-lancetta

"La lancetta" si trova nella rotonda del lungomare nord di Civitanova

di Laura Boccanera

“Un legno, una vela e al posto del motore un cuore grande così”: è questa la descrizione più poetica che si ritrova nella tradizione orale per descrivere “la lancetta”, imbarcazione tipica civitanovese del 900 che racchiude in sé un mondo di gesti e consuetudini, di personaggi scomparsi e di un linguaggio che appartiene ormai alla storia. Per non far morire tutto questo Primo Recchioni a distanza di trenta anni ha presentato la riedizione del libro “La lancetta e il vecchio ambiente marinaro civitanovese. Un mondo scomparso”, una pubblicazione che ha fatto da apripista alla letteratura specialistica di genere e che è un caposaldo per gli appassionati di nautica. Alla presentazione del libro avvenuta nei giorni scorsi al Club Vela anche tanta commozione per i compagni di viaggio che negli anni 80 avevano partecipato alla stesura del testo e che oggi non ci sono più.

Un lavoro di ricerca da parte dei primi autori (Mariano Guarnieri, Angelo Guarnieri, Primo Recchioni e Nazzareno Baiocco) a cui si sono aggiunti Antonio Eleuteri e il professor Dante Cecchi dell’università di Macerata che ha raccolto le testimonianze di vecchi pescatori, riproducendo fedelmente il dialetto e i neologismi e facendo riaffiorare un mondo sconosciuto alle generazioni più giovani, fatto di calafati (maestri d’ascia) e di pesca allo strascico, di conoscenza del vento e rispetto del mare. E proprio una classe di pescatori assestante era composta da coloro che si imbarcavano sulle lancette e che quotidianamente cercavano di strappare alle acque quel pesce che, una volta venduto, avrebbe rappresentato il solo mezzo di sussistenza. Poi nel dopoguerra vennero le barche a motore, prima fase di una lenta scomparsa per le lancette e per quell’universo di maestranze e indotto altamente  qualificato che si era formato a ridosso del porto. Questa ed altre storie si trovano nel libro che raccoglie anno per anno i nomi dei proprietari delle lancette civitanovesi, riemersi dai vecchi registri della delegazione di spiaggia. E per un esercizio di memoria che si rinnova, l’ultima testimonianza di quel mondo rischia invece di finire al macero. E’ il caso della lancetta di “Peppinello”, all’anagrafe Giuseppe Santini, uno degli ultimi maestri d’ascia civitanovesi che l’amministrazione aveva voluto celebrare apponendo nel mezzo della rotatoria del lungomare nord un esemplare della tipica imbarcazione civitanovese. La povera lancetta, che dal 2005 fa bella mostra di sé di fronte al locale vip del lungomare, rischia però senza manutenzione di andare in rovina. Il sole, lo smog, il sale e la sabbia hanno corroso la vernice e provocato una lacerazione nel fasciame del lato destro. Segni concreti dell’oblìo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X