Raffaele Camilletti racconta la favola
del San Girio capolista

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Raffaele Camilletti, uno dei fondatori del San Girio

di Emanuele Trementozzi

Il girone I di Terza categoria ha una protagonista assoluta dall’inizio del campionato: il San Girio. La squadra guidata da mister Fontinovo è reduce da cinque vittorie consecutive e nelle nove giocate ha riportato solo un pareggio con Maranello alla quarta, nelle restanti gare ha conosciuto solo il verbo vincere. Seconda miglior difesa con sole quattro reti al passivo e media inglese +6. Ci racconta la splendida cavalcata Raffaele Camilletti, terzino destro affidabile e uno degli artefici di questa splendida realtà.

Salve Camilletti, da dove nasce questa splendida realtà del San Girio?
“La nostra società nasce nel 2008 per mia volontà e di altre tre persone che intendo ringraziare di tutto cuore: Maurizio Mei, Stefano Andreani e Massimiliano Rinaldoni. Venivamo tutti dall’esperienza in Terza categoria a Loreto, ma notavamo come il divertimento andasse sempre più scemando. Si pensava a vincere, ai soldi, a tutto quello che nulla a che fare con il calcio che noi vogliamo. Tutte le realtà, non solo Loreto, si erano adeguate a questo e allora abbiamo pensato: “Perché non fare una squadra tutta nostra il prossimo anno? ”. Da qui nasce la nostra realtà”.

Come siete passati dall’idea alla realizzazione della stessa?
“All’inizio sembrava fosse uno scherzo, ma da subito ci siamo interessati e abbiamo chiesto informazioni al comitato locale della federazione gioco calcio e ci siamo messi alla ricerca di sponsor”.

Questione che sta a cuore a tutti. Come avete ovviato agli impegni finanziari iniziali?
“Sinceramente non credevamo che per partecipare ad un campionato di Terza categoria avremmo necessitato di così ingenti risorse finanziarie. E invece man mano sono venute alla luce le spese e al termine della prima stagione siamo arrivati a spendere quasi 15 mila euro per materiale sportivo, affitto impianto e versamenti i.v.a. Un salasso a cui abbiamo fatto fronte con il grandissimo apporto di tutti i nostri sponsor; chi più chi meno ci ha dato una grande mano e noi non dimenticheremo questo aiuto fornitoci. Ma c’è uno sponsor in particolare che vorrei ringraziare: l’imprenditore Carlo Sampaolo che ha creduto nel progetto e ci ha sostenuto con enormi esborsi di denaro”.

I vostri ragazzi si sono subito calati nella realtà e hanno sostenuto enormi sacrifici. Vero che a fine allenamenti vi prendete del tempo per andare alla ricerca di nuovi investitori?
“Verissimo. Per noi i sacrifici sono molteplici, anche economici. Ma la passione ci spinge a dare il meglio e mai nessuno si è lamentato se deve pagarsi una visita medica. Tutti conoscono la situazione e tutti nel loro piccolo danno una mano”.

Quali sono stati i risultati sportivi ottenuti nei due anni precedenti?
“Il primo anno, il 2008, ci siamo classificati al secondo posto in classifica dopo una lunga battaglia con il Real Porto e solo ai play off ci siamo arresi. Ma il divertimento è stato assoluto. La seconda stagione, lo scorso anno quindi, abbiamo perso i play off con Cingoli. Ma c’è una cosa che vorrei sottolineare”.

Prego, quale?
“La nostra è molto di più di una squadra di calcio. Stiamo molto insieme oltre gli orari sportivi. Abbiamo organizzato anche delle corriere con 50 posti per andare a Sefro e Cingoli; un modo per stare insieme. E infine ogni mercoledì ceniamo insieme; cementifichiamo il gruppo e creiamo un gruppo vincente”.

Infine Raffaele, una presentazione del mister capolista. Se la merita no?
“Ci mancherebbe. Marco Fontinovo ci ha presi ad inizio della scorsa stagione, quando il vecchio mister Ballerini per motivi familiari ha dovuto lasciare. Conosceva molti di noi, vive a Potenza Picena, chi meglio di lui? Ci fa adottare un 4-2-3-1 oppure un più coperto 4-4-2 a seconda della disponibilità dei giocatori. Dalla scorsa stagione ha iniziato questa fantastica avventura con tutti noi”.



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