Sinistra per Macerata:
“La città si aspetta più rispetto
da parte del Vescovo”
Da Sinistra per Macerata, riceviamo:
Avevamo provato a tenerci fuori dalle polemiche sulla statua in onore di Padre Matteo Ricci nella ferma convinzione che i tanti problemi con cui si trovano a convivere i nostri concittadini non meritassero lo sfregio di diatribe sull’opportunità di una statua troppo costosa per essere vera o, addirittura, sull’identità e caratura artistica del suo creatore.
Ci è parso un dibattito irreale in tempi di fabbriche che chiudono, di negozi che abbassano le saracinesche, di sacrifici che coinvolgono tante persone. Non ritenevamo giusto dare la priorità ad una statua da mezzo milione di euro quando altre sarebbero le questioni da affrontare e che richiedono l’impegno di tutti.
Il nostro dignitoso silenzio aveva un senso fino a quando si è parlato della statua. Ora, dopo l’ultimo intervento del Vescovo Giuliodori, l’argomento è definitivamente sfociato in quello che era evidentemente il suo brodo culturale: l’autonomia delle istituzioni rispetto alle posizioni della Chiesa.
Non intendiamo addentrarci in dispute sulla personalità di questo Vescovo: è un problema della Chiesa la capacità pastorale dei soggetti messi a capo della comunità cattolica, ma di certo le posizioni espresse di fronte alle istituzioni cittadine manifestano un atteggiamento che noi non intendiamo avallare.
Mons. Giuliodori pretende rispetto e riconoscimento per la figura di grande missionario e uomo di fede di Padre Matteo Ricci; reclama considerazione per la comunità cristiana che vive nella nostra città – e di cui è l’autorevole pastore – da parte di un’amministrazione laica e non laicista (come si premunisce di sottolineare). Si tratta di pretese sacrosante, che nessuno vuole mettere in discussione. Tuttavia la città (con le sue tante anime) e i cittadini chiamati ad amministrarla chiedono – e meritano – da parte di Mons. Giuliodori lo stesso sacrosanto rispetto, cosa che non sembrerebbe disposto a concedere nel momento in cui minaccia la città sul suo impegno futuro affinché possano essere occupati con simboli della fede spazi pubblici destinati alla fruibilità di tutti i cittadini, ammonisce il nostro Sindaco per le sue posizioni politiche, ne mette il discussione l’autonomia che gli deriva dall’essere il rappresentante di tutti i maceratesi, cristiani e non.
Se l’abito del Vescovo, come dice egli stesso, è una figurazione di altissimi valori spirituali, allo stesso modo la fascia tricolore del Sindaco è il simbolo laico di una comunità di cittadini, dalle posizioni religiose più diverse, ma che nella maggioranza hanno scelto il loro rappresentante e si esprimono attraverso le sue scelte politiche ed amministrative.
Fortunatamente sembra che la nostra città si stia dimostrando capace di un atteggiamento molto equilibrato sull’argomento: anche cattolici impegnati hanno ben inteso il ruolo, le responsabilità e le prerogative assegnate a chi amministra e non hanno colto nel no al simulacro di pietra un becero laicismo, ma l’accorta e sofferta decisione di un’amministrazione laica che fa i conti con i tanti bisogni della città, prioritari rispetto alla pur dovuta commemorazione di un suo illustre cittadino. Ci sono tempi, modi e forme che l’amministrazione deve avere la libertà di poter decidere, anche di concerto con la Curia, ma sempre mantenendo l’interesse collettivo come stella polare.
Non possiamo permetterci che le scelte politiche forti di cui questa città ha bisogno rimangano affossate da polemiche che richiamano “schiaffi di Anagni” o “umiliazioni di Canossa”: ritroviamo la giusta misura delle cose, il pensiero e l’azione di tutti deve essere rivolto al futuro, alla costruzione di progetti, di politiche che nel lungo periodo tengano conto e portino beneficio all’intera comunità. Così sia.
Per Sinistra per Macerata
Alberto Cicarè e Lina Caraceni

La città si merita più rispetto da parte della sinistra…
Finalmente, da un partito di sinistra, parole di sinistra.