Economia marchigiana in lenta ripresa
Ma la disoccupazione rimane alta
Secondo Bankitalia la produzione industriale marchigiana è cresciuta meno della media italiana: +3,8% in sei mesi (del 3,2% fra luglio e settembre dice la Confindustria), e l’export è a +6,9% nel semestre, mentre il dato nazionale è quasi doppio, +13,1%.
La ripresa dunque procede molto “lentamente”. La disoccupazione è scesa dal 6,6% al 5,5%, ma per effetto di coloro che non cercano più un lavoro attivamente. Mentre secondo la Cgil sono 8.227 i lavoratori licenziati o messi in mobilità fra gennaio e ottobre, con un monte ore di cassa integrazione autorizzata schizzato a 32,5 milioni.
I dati vengono dall’aggiornamento congiunturale semestrale della Banca d’Italia-sede di Ancona, dall’indagine trimestrale di Confindustria-BdM, da un convegno della Cgil regionale sul tema ‘Lavoro e diritti’. Segnali di recupero si vedono, ma il processo di ristrutturazione, spiega il presidente di Confindustria Marche Paolo Andreani, ‘’rallenta la capacità di beneficiare in pieno del miglioramento della domanda mondiale’’. Mentre il direttore della sede anconetana di Banca d’Italia Cosimo Centrone mette l’accento sul precedente calo dell’export e il suo lento recupero, per ricordare che ‘’la ripresa dipende dalle esportazioni più che dalla domanda interna’’.
Questo è un argomento che scotta e che merita un ingente numero di interventi
Che invece non ci sono!
Dall’azienda dove lavoro io, di ripresa non ne vedo affatto, nè nella domanda interna, nè dalle esportazioni.
Cosa faranno quelle famiglie che oggi vivono di cassa integrazione?
Dove andranno i nostri figli se non si trova un accidenti di lavoro, nemmeno per raccogliere le foglie morte in autunno?
E a rimetterci veramente della crisi economica sono solo gli operai e gli impiegati di ditte private.
I liberi professionisti, gli industriali, gli imprenditori in genere, e le alte gerarchie lavorative non sanno nemmeno cosa significa per una famiglia vivere con mille euri al mese e non lo sapranno mai.
E quando chiudono le piccole e medie imprese, le entrate dello Stato calano drasticamente tirandosi dietro anche le sorti dello Stato intero che non eroga più servizi.
E in questo chi ci rimette veramente?
Sempre il meno abbiente perchè il benestante il servizio se lo compra da sè!
Un vero disastro!
Però le alte classi politiche litigano per un bunga bunga e la provincialotta marchigiana per una statua di bronzo!
Non se ne può proprio più!