Emergenza sfratti
a Civitanova

Il problema casa

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Civitanova dall'alto (foto Picchio)

di Laura Boccanera

Nonostante i 25 nuovi alloggi di via Tarigo consegnati poco meno di un mese fa dal Comune, la casa rappresenta ancora un’emergenza per Civitanova. Sono infatti circa 200 le famiglie che aspettano da anni l’assegnazione di una abitazione, ma che probabilmente anche per quest’anno non riusciranno neanche a vedere le chiavi. Sono aumentati di anno in anno anche gli sfratti dovuti soprattutto alle così dette “case parcheggio”, ovvero edifici temporanei per ospitare cittadini in condizioni disagiate. A peggiorare la situazione sono i parametri Isee con i quali si ha diritto ad un’abitazione, così bassi da non contenere anche i “nuovi poveri”, famiglie benestanti pre crisi che oggi invece hanno perso lavoro, vengono dal fallimento di un’azienda a gestione familiare e con figli adolescenti e adulti alle prese con stage e tirocini non retribuiti. Un problema dunque che si è acutizzato sempre più tanto che circa un anno fa ha condotto un operaio 55enne disperato a gettarsi dal balcone della sua abitazione davanti agli occhi dell’ufficiale giudiziario che era giunto per formalizzare lo sfratto.

Per tentare di risolvere tale emergenza l’amministrazione comunale si accinge a trasformare gli alloggi temporanei in case permanenti, cercando di smaltire le liste di attesa di persone ancora senza un tetto. Le “case parcheggio” interessate dall’iniziativa si trovano nel quartiere di San marone, in via Verga e a Civitanova Alta in via del Sole. Sono abitazioni pubbliche dal 1983, affidate poi all’erap, e alle quali si aggiunsero altre 6 palazzine. Le case furono però negli anni in qualche modo “occupate” dai residenti in quanto non riuscivano a trovare un alloggio a prezzo calmierato. Ad aggravare la situazione è stato anche l’aumento degli affitti più o meno in tutte le zone della città costiera che aveva reso le abitazioni inaccessibili dal punto di vista economico a chi viveva con il solo aiuto delle casse comunali o con pensioni minime.

Solo recentemente sono stati assegnati 25 nuovi alloggi, una percentuale minima rispetto a quella che era stata ipotizzata nel 2003 (1000 alloggi). Ci sono poi voluti 5 anni per approvare una variante che identificava i quartieri nei quali costruire comparti per l’edilizia popolare, una superficie capace secondo il Comune di coprire il fabbisogno abitativo di 3000 persone. Secondo l’assessore ai servizi sociali Ciarapica è però fuorviante parlare di emergenza: <<i dati sono in linea con le città ad alta densità abitativa. Il Comune sta facendo il possibile, oltre agli ultimi alloggi consegnati abbiamo elargito 300mila euro di contributi per gli affitti, inoltre a breve nel quartiere Risorgimento sorgeranno altri 34 abitazioni di edilizia agevolata>>.


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