Azione Universitaria Macerata:
“No al blocco della didattica”

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“Dopo le fantomatiche agitazioni presso le Università italiane” scrive in una nota Azione Universitaria Macerata “nell’Ateneo maceratese l’attenzione per la questione riforma non sembra poi così sentita visto che i presenti alla riunione dei ricercatori erano solo una quindicina.
Scienze Politiche è stata l’unica Facoltà a far sentire “la propria voce” visto che per una settimana ricercatori e forse anche qualche professore bloccheranno la didattica”.
Così, Azione Universitaria Macerata è partita con la contro-protesta studentesca affiggendo uno striscione dinnanzi la Facoltà di Scienze Politiche con su scritto: “No al blocco della didattica, Avanti con la riforma!”.
Afferma Vitttorio Guastamacchia,  presidente provinciale di Azione Universitaria: ”questa Riforma rappresenta un grande passo in avanti del Paese Italia. Sino ad oggi le Università sono state utilizzate troppo spesso come “aziende” per collocare amici politici e familiari, creando i famigerati “baronati” e centri di potere che Azione Universitaria denuncia da tempo .
Il sistema Università  necessita di una svecchiata, occorre dire basta ai Ricercatori che anziché fare il proprio dovere (Ricerca e Didattica) sono costretti a “servire” qualcuno per poter sperare in un futuro da Professore.
Occorre dire basta al proliferare di Università (in Italia sono già 92 e 256 sedi distaccate!), in altre parole dobbiamo dire basta al non cambiamento.
Infine e non per ultimo il fondo del merito previsto dall’Art.4 comma 1 il quale è promozione sociale che per molto tempo è stata disattesa nei confronti di un egualitarismo radicale.
Per tale motivo crediamo che tale cambiamento possa solo che migliorare il sistema ridando dignità alla ricerca vista come una missione per innovare il Paese che fino ad oggi è stato cibo per squali”.
”Se credono nell’Università pubblica non dovrebbero metterla ulteriormente in crisi bloccando la didattica” aggiunge Michele De Simone, Presidente Regionale della Giovane Italia “È assurdo che solo per poche teste venga leso il diritto allo studio di tutti gli studenti, non devono essere tutelati i difensori ideologici dello status quo. Le finalità di tale provvedimento governativo mirano a criteri di qualità nel rispetto di principi di efficienza, efficacia, trasparenza e meritocrazia”.


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