Acom: i soci pubblici
chiedono alla Regione
di prendere una decisione
Gli enti che attualmente detengono la quota di maggioranza pubblica della Acom SpA hanno chiesto alla Regione Marche di far conoscere se c’è intenzione da parte della stessa di acquisire il loro pacchetto azionario della società che, promossa a suo tempo dalla Provincia di Macerata, opera nel campo dei farmaci per la diagnostica oncologica.
Lo hanno fatto con una lettera inviata al presidente della Regione e all’assessore regionale al Bilancio. La nota è stata spedita dal Commissario prefettizio della Provincia, Sandro Calvosa, il quale ha sottoscritto la richiesta anche a nome degli altri soci pubblici e cioè il Comune di Montecosaro, il Comune di Tolentino e l’Università di Camerino.
La necessità di conoscere entro breve tempo l’intenzione della Regione – ha spiegato il Commissario Calvosa – è data da una scadenza di legge: entro il 31 dicembre, infatti, sia la Provincia, sia l’Università devono obbligatoriamente dismettere le proprie quote. Per i due Comuni l’analoga scadenza di legge è posticipata alla fine del 2011. Da parte di tutti e quattro gli enti, del resto, anche a seguito di un incontro che si è svolto in Provincia su convocazione del Commissario prefettizio, c’è la volontà di precedere unitariamente alla cessione delle rispettive quote alla Regione, sempre che questa sia intenzionata a subentrare nella maggioranza del capitale sociale dell’Acom SpA.
Le quattro amministrazioni pubbliche detengono complessivamente il 50,1% del capitale sociale. Queste le singole quote: Provincia di Macerata 39%, Comune di Montecosaro 9,48%, Comune di Tolentino 1,12 , Università di Camerino 0,50%.
Come sempre vengono smentite le affermazioni di Silenzi il quale cercava di scaricare le responsabilità proprio sugli Enti Locali che partecipano al capitale sociale di ACOM. E’ la Regione che da mesi fa’ attendere la sua volonta’ mettendo in pericolo la possibilità degli obbligati alla dismissione (Provincia e Comuni) di valorizzare adeguatamente le loro quote. Annuncio una prossima conferenz astampa sull’argomento da parte del PDL provinciale e dei Consiglieri regionali del PDL.
Gentile signor Capponi, sono rimasta stupita perchè ho seguito con attenzione la vicenda Acom e le cose non sono come lei dice. Quando dichiara: “come sempre vengono smentite le affermazioni di Silenzi ecc” che cosa intende? Sono andata a rileggere gli articoli dei giorni scorsi e in nessuno, viene “scaricata” la responsabilità sugli Enti locali. Viene al contrario evidenziato un comportamento a dir poco incomprensibile del presidente dell’Acom (che, ho letto, è stato scelto proprio da lei) il quale ha deciso la convocazione dell’assemblea straordinaria della società con l’intenzione di procedere alla privatizzazione dell’Acom. Quando in ballo ci sono cose serie come la salute, sarebbe necessario un comportamento più dignitoso.
Come sempre Capponi distorce la verità per usarla a proprio piacimento. E’ una sua tecnica. Basta rileggere gli ultimi comunicati pubblicati su Cronache Maceratesi per rendersi conto che le sue affermazioni sono prive di ogni fondamento. Il Commissario della Provincia e gli Enti pubblici che detengono la maggioranza dell’Acom, hanno formalizzato una richiesta ufficiale alla Regione indicando una data di scadenza. Questo si doveva fare ed è stato fatto. Al contempo è incredibile che si voglia far passare sotto silenzio il tentativo di privatizzare l’Acom messo in atto con la convocazione dell’assemblea straordinaria per eliminare il punto 6 in cui si stabiliva che “in ogni caso la società doveva essere a prevalente capitale pubblico”, dopo che il Comune di Montecosaro, con un bando, aveva ufficializzato la vendita delle proprie azioni subordinandola alla modifica dello statuto stesso, contravvenendo di fatto ad una diffida che la Provincia aveva nei mesi scorsi indirizzato al Sindaco.
Rispetto a tutto questo, c’è stato il silenzio di tutti. Capponi la conferenza stampa poteva convocarla prima e non dopo che il tentativo di privatizzare l’ Acom è fallito anche grazie all’intervento che alcuni di noi del pd hanno fatto.
per mister Silenzi. La sua battaglia per non privatizzare la Acom sarebbe più credibile ed onesta se finalmente rendesse chiaro a tutti quali sono i vantaggi che ne derivano al cittadino (n.b. “al cittadino”). In altre parole, in attesa che ci metta le mani la Corte dei Conti, per favore ci chiarisca quale utilità pubblica legittima la distorsione del mercato legata al ripiano dei disavanzi di quella azienda da parte delle Istituzioni e legittima la disposizione regionale di acquistarne i prodotti quando sul mercato internazionale se ne offrono a costi molto inferiori. Se poi fosse vero che la Acom ha qualche brevetto da sfruttare, tanto meglio! Può correre sulle gambe private con la sicurezza di sicuri profitti aziendali. Insomma, io non voglio pagare addizionali per quel che non mi serve solo perché…., già: perché?