La “Domenica” de Il Sole 24 Ore
si dedica alla mostra sul Barocco

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“Barocco nascosto nelle Marche” è il titolo del servizio che “Il Sole 24 Ore” ha dedicato alla mostra Meraviglie del Barocco, curata da Vittorio Sgarbi, ed ospite fino al 12 dicembre a San Severino. A firmare una lunga recensione sull’esposizione, nelle pagine dell’inserto “Domenica”, il noto critico d’arte Marco Bona Castellotti, docente di Storia dell’Arte Moderna nella sede di Brescia dell’Università Cattolica, che si è occupato da sempre di arte lombarda, con particolare attenzione al Seicento, al Settecento e alla storia del collezionismo antico. Bona Castellotti ha pubblicato i “Repertori fotografici Longanesi” sulla pittura lombarda del Seicento e del Settecento e presso la casa editrice “Le Lettere” di Firenze un volume dal titolo “Collezionisti a Milano nel Settecento”. Ha curato varie mostre, fra le quali si ricordano quella dedicata ad Alessandro Magnasco, a Tanzio da Varallo e recentemente Pietra dipinta, tutte a Palazzo Reale di Milano. Per Rizzoli ha pubblicato nel 1998 “Il paradosso di Caravaggio”. Per Einaudi Scuola ha curato il manuale di Storia dell’Arte per i Licei.

“L’esposizione – scrive il critico de Il Sole 24 Ore commentando l’evento culturale settempedano – è il frutto di ampie ricognizioni sul territorio maceratese e di ricerche di archivio fittissime, tradotte in un catalogo che rimarrà come una pietra miliare negli studi sul Seicento marchigiano, tutt’altro che valorizzati in passato dal giudizio a dir poco limitativo di Bruno Molajoli. Oggi il faro viene puntato sulla straordinaria ricchezza di questo patrimonio pittorico e sulla sua capillare distribuzione nella zona compresa tra San Severino e l’Alto Maceratese, talmente ricca di quadri, per lo più di destinazione ecclesiastica, da rendere irrinunciabile porsi la domanda delle ragioni di simile addensamento, che sono da ravvisare nella lungimiranza della committenza”. Dopo aver ricordato i nomi dei vari mecenati committenti delle opere in mostra, il professor Marco Bona Castellotti conclude: “Nel complesso la serie di quadri esposti presenta alte testimonianze di diverse scuole italiane: da quella fiorentina, all’emiliana, alla napoletana, alla toscana. Fra tutti i pittori spicca Orazio Gentileschi. Ma anche altri maestri “minori” sono stati riscoperti in quest’occasione”.


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