Rifondazione Comunista: “Anche i rifiuti
sono un bene comune da difendere”
Dalla segreteria provinciale di Rifondazione Comunista:
“Le recenti inchieste giudiziarie che si sono abbattute sulla nostra provincia, nel delicato mondo dei rifiuti, ci hanno fatto risvegliare da un torpore generalizzato, in cui si ritenevano le Marche, e la provincia di Macerata in particolare, come un eden felice alieno da qualsiasi presenza anomala. La gestione dei rifiuti ha generato ovunque in tutta Italia situazioni di ambiguità.
Quello dei rifiuti è però un settore articolato e complesso, del quale, al di là dei facili populismi e delle banali semplificazioni, bisogna parlare con un minimo di cognizione di causa ma soprattutto con onestà intellettuale, evitando, come ha fatto il centro-destra in questi giorni le sin troppo facili strumentalizzazioni politiche. Di seguito alcune riflessioni e considerazioni che speriamo contribuiscano a dare informazioni utili e a comporre un giusto quadro della situazione.
1)In merito a questa vicenda si sono spesso sovrapposti erroneamente, ma volutamente i ruoli del pubblico e del privato nella gestione dei rifiuti. Un conto è la gestione del rifiuto urbano dalla raccolta allo smaltimento, che in provincia di Macerata è gestito quasi interamente da l Cosmari, un conto è il circuito del rifiuto pericoloso o non pericoloso, che la legge per tutto il suo ciclo, dalla raccolta, al trattamento, allo smaltimento, lascia al libero mercato; a quelle aziende cioè in possesso delle autorizzazioni richieste, senza possibilità di vincoli territoriali.
Quindi quando il centro destra, in merito a questa vicenda afferma che il modello Cosmari funziona bene, quasi ponendolo in alternativa al sistema oggetto di inchiesta giudiziaria, mente, speriamo almeno sapendo di mentire.
2)Il Decreto Legge 25 settembre 2009 n. 135, noto come decreto Ronchi, parliamo del governo Berlusconi all’ articolo 23 bis recita: ….è ora previsto che la gestione dei servizi pubblici locali sarà conferita “in via ordinaria” attraverso gare pubbliche a società miste e la gestione in house ( a totale capitale pubblico) sarà consentita soltanto in deroga “per situazioni eccezionali” e dietro parere preventivo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Questo articolo che ha dato vita alla entusiasmante avventura dei comitati per il referendum sulla ripublicizzazione dell’acqua, in realtà pone le basi anche per la privatizzazione di altri servizi quali i rifiuti. Notate bene, non per la gestione privata del circuito dei rifiuti pericolosi oggetto dell’inchiesta, ma per il ciclo dei rifiuti urbani!
Dopodichè il centro-destra afferma impunemente di essere per la gestione pubblica! Ci diranno che lotteranno perchè venga riconosciuta al Cosmari la possibilità giuridica della gestione in house, ma questo sarà tutto da verificare.
3)Nella nostra provincia d’altronde l’esistenza di un consorzio pubblico come il Cosmari ha garantito l’efficienza della gestione dei rifiuti urbani, evitando quelle derive affaristiche di cui abbiamo abbondantemente letto nelle cronache degli ultimi anni. L’avvio della raccolta “porta a porta”, inoltre, ha consentito la realizzazione di quella che fino a pochi anni fa era ritenuta una utopia, è cioè la differenziazione dei rifiuti ed il conseguente recupero degli stessi, una vera e propria sciagura nei confronti di coloro i quali ritenevano la “termovalorizzazione”, termine elegante che indica l’incenerimento, l’unico destino per i rifiuti.
Pertanto, ferma restando la necessità che l’inchiesta prosegua nelle modalità che la magistratura ritenga più opportune, è necessario che la politica provveda a restringere sino ad eliminarle, quelle stesse sacche, onde evitare che la privatizzazione dei servizi pubblici, e dei rifiuti in particolare, possa diventare una realtà, con tutto ciò che comporta in ordine alla qualità dei servizi, all’efficienza ed alla trasparenza. Giusto qualche settimana fa, il “popolo dell’acqua” ha raccolto, nonostante la chiusura del sistema dell’informazione nazionale, nella sola provincia di Macerata, quasi ventimila firme per la ripubblicizzazione del servizio idrico: ciò testimonia quanto la difesa dei beni comuni (ed i rifiuti rientrano in questa categoria) stia a cuore alle cittadine ed ai cittadini della nostra provincia. Per questo, anche in vista delle prossime consultazioni elettorali, è necessario che la Sinistra faccia una scelta di campo chiara e netta, senza quei timori che l’hanno condannata alla marginalità negli ultimi anni.