Raduno nazionale di Vespe:
Treia e Recanati unite sotto il segno
di Giacomo Leopardi e Carlo Didimi
In una calda domenica estiva si è concluso il 7° raduno turistico nazionale del «Vespa Club Recanati Carlo Balietti». Una “due giorni” iniziata sabato 10 luglio a Recanati e conclusasi a Treia attraverso la stretta collaborazione tra il club “leopardiano” e la pro loco della “Città del Bracciale”. Simbolico abbraccio che dalla prova del campionato italiano di gimkana, in piazza Giacomo Leopardi, ha condotto i numerosi associati nel conviviale organizzato nel centro storico treiese. I trenta chilometri che separano le due città sono stati così percorsi dalla caratteristica e ormai storica “carovana” formata dagli oltre 300 vespisti intervenuti. Un sentito e nuovo gemellaggio tra la «Pro Treia» e il «Vespa Club» siglato grazie alla signora Luciana Balietti, figlia dello scomparso fondatore Carlo, e ai due presidenti Francesco Pucciarelli e Giorgio Baldoni. L’incontro ha così riunito appassionati provenienti dalla Capitale, dall’Emilia Romagna e da svariate zone del Centro Italia. Hanno altresì preso parte alla giornata alcuni membri delle due amministrazioni comunali come il vice sindaco Corrado Speranza, l’assessore Luana Moretti e i consiglieri Andrea Mozzoni e Simone Medei, per Treia, oltre all’assessore Daniele Massaccesi per la città di Recanati. «È per noi un grandissimo piacere – ha detto Pucciarelli – avere qui con noi la signora Balietti e potervi ospitare tutti oggi nel cuore della nostra città. Spero perciò che questo evento possa ripetersi nei prossimi anni nel segno di una tradizione così radicata nel nostro territorio».
«Il legame che unisce Recanati e Treia – ha aggiunto il vice sindaco Speranza – contiene in sé tutta l’importanza e il valore della storia di queste due città. Un legame dovuto alla grandezza di due grandi personalità come il poeta Leopardi, tra i più grandi nella letteratura mondiale, e il patriota risorgimentale treiese, oltre che eccelso sportivo, Carlo Didimi». Al Didimi, infatti, il poeta recanatese dedicò una delle sue odi, «A un vincitore nel pallone», nei primi anni dell’Ottocento. Un omaggio al simbolo dell’identità più viva di Treia: la “Palla al bracciale”. Autorevole “testimonianza”, dunque, per la sublime abilità e l’alto valore morale incarnato dal Didimi. Evidenti doti tramandate nello spirito di sacrificio dei giovani atleti treiesi che rivivono ogni prima domenica di agosto nella «Disfida del Bracciale».



