Apertura domenicale dei negozi
Civitanova si divide

Sindacati imbufaliti per la violazione della legge. Il Comune non ci sta

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L'assessore Mauro Canale

di Laura Boccanera

<<Civitanova è l’unico comune della Regione Marche che  viola così  spudoratamente la legge sulle aperture domenicali. Non è più  tollerabile questo atteggiamento>>. Sono imbufaliti i sindacati Cgil, Cisl e Uil che  insieme ad una decina di dipendenti della grande distribuzione hanno fatto sentire la loro voce per protestare contro quella che definiscono <<una violazione arbitraria della legge>>. Il problema è la normativa in materia di deroghe alla chiusura: secondo la legge le domeniche di apertura di centri commerciali e negozi non possono essere superiori alle 26 annue. <<Il comune ha definito il calendario pochi giorni dopo l’applicazione della legge e già aveva programmato 31 aperture, aumentate fino a 49 lo scorso 3 maggio, quindi 18 in più da giugno a settembre>> spiega il delegato Cgil Marsilio Marsili. <<Non è assolutamente vero che siamo l’unico comune delle Marche, così come non corrisponde a realtà il fatto che abbiamo definito il calendario pochi giorni dopo. – ribatte l’assessore al commercio Mauro Canale – Noi abbiamo stabilito la programmazione con la vecchia legge regionale, poi emendata e ulteriormente modificata. E poi le nostre 49 deroghe sono niente in confronto a quelle definite da altri comuni. A Porto Recanati, per esempio, i giorni di apertura festiva sono 53 e i negozi hanno potuto tenere aperto anche il 25 aprile. Se vogliono penalizzare noi che penalizzino anche gli altri>>.

Intanto però per domani presso la sede della Regione è già stato fissato un incontro per chiedere di intervenire al più presto con provvedimenti immediati: tra questi c’è la possibilità che la Regione applichi il potere di sostituzione, facendo, all’atto pratico, le veci del Comune in materia di commercio e deliberando nuovi orari e giornate di apertura. <<Questa situazione non ci preoccupa>> conclude Canale. Ad essere più preoccupati invece sono i dipendenti, specie quelli della grande distribuzione e dei centri commerciali che maggiormente subiscono gli effetti dell’apertura domenicale: <<stiamo aperti tutto il giorno ma prima delle 18 non arriva mai nessuno, con l’onere ulteriore di dover posticipare la chiusura>> -commenta un dipendente, <<ci arrivano lettere di richiamo in continuazione anche per piccole cose, inoltre anche se abbiamo contratti part time dobbiamo dare una disponibilità di 7 giorni alla settimana con una maggiorazione di stipendio pari solo ad un euro all’ora>> .


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