Sulla morte di Mattei
l’ombra della mafia

La rivelazione del pentito

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La mafia di Gela sarebbe stata coinvolta nel progetto di omicidio del presidente dell’Eni Enrico Mattei, morto nel 1962.

Lo ha rivelato il pentito Antonio La Perna, nel processo per l’assassinio del giornalista palermitano Mauro De Mauro.

Per la scomparsa del cronista de L’Ora è imputato in corte d’Assise a Palermo il boss Totò Riina. Una delle piste dell’accusa ruota attorno alla morte di Mattei.

Il giornalista potrebbe essere stato eliminato per avere scoperto i retroscena dell’omicidio Mattei, su cui faceva ricerche per conto del regista Francesco Rosi. Il pentito dice di essere stato incaricato dal capo della sua famiglia mafiosa di procurare armi e uomini per un delitto commissionato dal boss di Riesi Giuseppe di Cristina.

Inizialmente non gli fu spiegato chi doveva essere la vittima. Successivamente, però, dal capomafia arrivò un contrordine: l’omicidio sarebbe stato affidato ai clan catanesi, più ”adatta” ad utilizzare esplosivo


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