La crisi pesa anche sull’oreficeria
Calo del 16% sul fatturato del 2009
Atteso entro l'anno un disegno di legge rivolto ai metalli
La crisi economica non risparmia il comparto dell’oreficeria: il settore ha chiuso infatti il 2009 con un fatturato di 5,5 miliardi di euro, in calo del 16%.
<Proprio in considerazione del momento critico che stiamo attraversando – afferma Stefano Iommi, Presidente Regionale degli Orafi di Confartigianato Marche – il disegno di legge sui metalli preziosi ora alla Commissione Industria del Senato puo’ contribuire a rilanciare un settore che sta attraversando un periodo di grave crisi. Una proposta di legge che porterebbe un’innovazione cruciale alla disciplina vigente sui titoli dei metalli. Parlando infatti di quotazioni borsistiche, negli ultimi 12 mesi le quotazioni di oro e argento hanno registrato rialzi rispettivamente del 65 e del 30%. Uno scenario che certamente non giova alle aziende del comparto che devono fronteggiare un calo della domanda appesantita, oltre che dalla crisi dei consumi, anche dalle alte quotazioni raggiunte dalle materie prime che scoraggiano gli acquisti>.
La proposta di legge, sostenuta dalla Consulta Nazionale Orafi attivamente partecipata dalla nostra Associazione <innova la disciplina vigente sui titoli e sui marchi di identificazione dei metalli – ha detto Iommi – e inserisce temi importanti come tutela del made in Italy, attenzione al consumatore e lotta alla contraffazione. Altra rilevante novita’ – ha aggiunto – riguarda la destinazione dei proventi che potranno derivare dalle sanzioni amministrative, le quali saranno destinate ad un fondo, istituito presso il ministero dello Sviluppo economico, che sara’ impiegato nell’ attività di vigilanza e nella promozione del settore>.
<Tutti temi – aggiunge Paolo Capponi, responsabile del settore Orafi di Confartigianato imprese Macerata – che sono di rilevante attualità e che necessitano di importanti attenzioni per la salvaguardia delle nostre eccellenze artigianali da sempre fucina di stile, innovazione e del “100% Made in Italy”.
<Su questo ultimo punto – aggiunge Paolo Capponi – le nostre imprese orafe hanno già visto di buon grado l’applicazione delle nuove norme che permettono di fare finalmente chiarezza sulle radicali differenze tra l’etichettatura “Made in Italy” (che vede realizzare solo in parte le lavorazioni del prodotto in Italia), e “100% Made in Italy” (per il quale ai sensi della normativa vigente, il disegno la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento devono essere compiuti esclusivamente sul territorio italiano)>.
Confartigianato Imprese auspica infine che anche il disegno di legge rivolto alle imprese dei metalli preziosi possa avere un veloce quanto auspicato iter legislativo.
