Alunni protagonisti
al Consiglio provinciale aperto
sulla Liberazione
I ragazzi di oggi vogliono conoscere la storia recente ed approfondire aspetti che sentono più vicini anche alle vicende delle loro famiglie e del loro paese, come la Resistenza e la lotta per la Liberazione, di cui hanno potuto ascoltare testimonianze a casa o a scuola. Questo loro desiderio è emerso chiaramente a Montefano, dove al teatro “La Rondinella” si è svolta la seduta “aperta” del Consiglio provinciale di Macerata dedicata alla celebrazione del 65° anniversario della Liberazione e che di fatto ha avviato un programma di convegni ed approfondimenti che proseguirà fino alla celebrazione delle Festa della Repubblica. Gli alunni della scuola media di Montefano, che hanno affollato il teatro comunale, sono stati i protagonisti dell’incontro, sia perché a loro si sono rivolti gli oratori, sia perché sono stati i ragazzi, con le loro numerose domande, a far rivivere episodi della Resistenza sul territorio maceratese. E’ stata proprio la domanda di un ragazzo, il quale ha chiesto “cosa significhi essere partigiano oggi” a concentrare su questo tema il dibattito a cui hanno preso parte molti consiglieri provinciali di vari gruppi politici. Interventi che hanno spaziato da aspetti più storici ad altri più politici e nei quali non è mancato un accenno di decisa contestazione da parte del presidente dell’Anpi, Giulio Pantanetti e di altri consiglieri per alcuni concetti giudicati “revisionisti” espressi dal consigliere regionale e provinciale Enzo Marangoni. Tutto rivolto ai ragazzi l’intervento del sindaco di Montefano, Carlo Carnevali, per il quale la Resistenza resta attuale per averci insegnato quanto preziosa sia la libertà, il senso di uguaglianza e di rispetto della dignità umana.
Un invito a lasciare da parte le divisioni che in passato hanno ostacolato il processo di pacificazione nazionale è stato rivolto dal presidente della Provincia, Franco Capponi, per il quale la Liberazione, “frutto del sacrificio e delle lotta di tanti italiani” va tramandata e valorizzata come l’inizio di una storia nuova per l’Italia, una storia fatta di libertà, di democrazia e di progresso. “All’indomani della Liberazione – ha ricordato Capponi – tutte le forze politiche, che pur nella loro diversa posizione ideologica avevano combattuto il nazifascismo, seppero unirsi in uno sforzo eccezionale per la ricostruzione del Paese, ridando dignità e diritti ad ogni italiano, rifondando l’organizzazione dello Stato che gli italiani vollero che fosse una Repubblica, fino a darci la Carta Costituzionale ai cui principi fondamentali facciamo tutti riferimento. Dobbiamo far riferimento a quell’insegnamento per impegnarci tutti in una continua e incessante ricerca di unità e di coesione, nonostante le diversità e la dialettica anche aspra”.
Il presidente del Consiglio provinciale, Umberto Marcucci, ricordando che la Provincia ha voluto promuovere quest’anno un unico programma di eventi per unire idealmente le due date fondanti dell’Italia moderna: 25 aprile 1945 e 2 giugno 1946, ha presentato l’oratrice ufficiale, Sara Pennicino dell’Università di Padova. La docente ha ripercorso con un’accurata analisi storica e numerose citazioni documentarie un periodo breve, ma che è risultato estremamente delicato e fondamentale per la costruzione dello Stato democratico e dare quindi senso compiuto alla Lotta di Liberazione: quello tra il 24 settembre 1945 e il giugno 1946. Un periodo trascurato dai libri di storia, di cui poco si è parlato e si parla, caratterizzato dai lavori della Consulta nazionale, “organo di sintesi” nel passaggio alla ritrovata Libertà e alla rinascita democratica.
Nelle foto, alcuni momenti della seduta “aperta” del Consiglio provinciale a Montefano.


Trovo assurdo definire revisionista l’intervento di Enzo Marangoni. Il consigliere regionale ha ricordato ciò che altri avevano dimenticato o voluto dimenticare e cioè che nel febbraio del 1944, durante i giorni dell’eccidio nell’ l’Osteria del Cacciatore, il partigiano Sandro Pertini viaggiava tra Muccia e Visso e pernottò a Pieve Torina presso la Locanda di Menicuccia. Credo che ricordare la presenza del futuro Presidente della Repubblica nel teatro di guerra civile sia stato un grande contributo a coloro i quali vorranno scrivere la storia di questo periodo..
Poichè non è la prima volta che il consigliere regionale e provinciale (che bella somma di cariche, proprio come la partitocrazia della I repubblica) Marangoni sfarfalla nei suoi interventi si potrebbe sapere esattamente cosa ha detto?
Caro Cerasi/ Pertinii,
sarebbe troppo lungo e noioso fare la cronaca degli interventi, dei soliti luoghi comuni e di rosari snocciolati. Marangoni dopo aver letto un articolo di Massimo Fini sull’argomento ha concluso, come già detto, sul Pertini dimenticato. Al che qualcuno ha esclamato “vergogna”!
La Provincia non è culturalmente attrezzata per affrontare un argomento così delicato. Tant’è che quando un ragazzo ha chiesto se ci fossero stati scontri tra le stesse formazioni partigiane nessuno s’è ricordato dell’eccidio di Porzus.
Non ero presente e non ho potuto ascoltare gli interventi.
Però se qualcuno, senza commenti personali,potesse riassumerli…