Doverosa la laurea a Cantalamessa
Attacchi sospetti e fuori luogo
LA POLEMICA IN ATENEO
di don Luigi Taliani *
In questi giorni fa discutere l’invito da parte di alcuni docenti dell’Università di Macerata a ritirare la “Laurea Honoris Causa” che sarà conferita al predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, dall’ateneo cittadino, tramite la facoltà di Scienze della Comunicazione, il prossimo 26 aprile. Ma di cosa è reo il nostro padre francescano, noto anche per il suo ruolo di predicatore televisivo? Noi dilettanti allo sbaraglio del giornalismo, presi da scrupolo e sicuramente anche dal senso del dovere professionale siamo andati a verificare le fonti, ci siamo messi alla ricerca del “corpo del reato”. Abbiamo preso in mano il pezzo “incriminato”, ovvero il testo tratto dalla predica del Venerdì Santo del Cantalamessa che pretestuosamente è stato giudicato offensivo nei confronti della Shoah: <……Ho ricevuto in questi giorni la lettera di un amico ebreo e, con il suo permesso, ne condivido qui una parte. Dice: sto seguendo con disgusto l’attacco violento e concentrico contro la Chiesa, il Papa e tutti i fedeli da parte del mondo intero. L’uso dello stereotipo, passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo……>. Una posizione, quella di padre Cantalamessa, che già era stata espressa in una omelia del Venerdì Santo del 1998 scovata durante le nostre ricerche. Il predicatore del Papa, Raniero Cantalamessa, ricorda le icone bizantine che raffigurano – ai lati della Croce di Cristo – due figure femminili: <Una guarda la croce, l’altra le volta le spalle, o è addirittura spinta da un angelo ad allontanarsi dalla croce: sono la Chiesa e la Sinagoga. Si è persa di vista l’affermazione di Paolo che Cristo è morto sulla croce per unire le due realtà e non per dividerle>. Conclusione del padre Cantalamessa: <Tutto ciò ha reso meno vigilanti i cristiani quando, nel nostro secolo, si è scatenato contro gli ebrei il furore nazista. Ha favorito, insomma, indirettamente la Shoah, l’Olocausto. Ma già prima di questo epilogo fatale, la polemica è servita a giustificare molteplici vessazioni causate al popolo ebraico, non poca sofferenza da parte delle popolazioni cristiane e delle stesse istituzioni della Chiesa>.
Sono parole chiare, inequivocabili, comprensibili a tutti certamente approvate da papa Giovanni Paolo II prima che venissero pronunciate alla sua presenza. A questo punto, a nostro modesto avviso, più che criticare, non si dovrebbe chiedere scusa a padre Cantalamessa per essere stato bersagliato ingiustamente da banali e strumentali attacchi ? Ci viene il sospetto che la vicenda maceratese sia ricollegabile al grande attacco mediatico a cui è sottoposto in queste ultime settimane papa Ratzinger. O forse, non sarà per caso che questo riconoscimento da fastidio ad un certo malcelato e indomito laicismo per il fatto che viene insignito con la laurea un cattolico, per di più religioso e persino predicatore della Casa Pontificia? E’ opportuno che i confronti, in qualunque ambito si svolgano, tornino ad essere onesti, franchi e sereni!
* Direttore di Emmaus

Caro Don Luigi,
non credo che Padre Cantalamessa necessiti delle scuse di chicchessia. Credo abbia spalle sufficientemente robuste per sapere che è scritto nella sua vocazione di cristiano – prima che frate e presbitero – il mandato di Cristo che assicura il centuplo insieme alla persecuzione.
Detto questo, non posso che trovarmi totalmente d’accordo con te – e con lui – su quanto ha asserito, a proposito della querelle che lo riguarda. Tra l’altro, sono parole molto importanti, che aiutano a inquadrare un problema che è stato non solo della comunità ebraica al tempo del nazismo, ma anche di quella armena sotto la pressione genocida dei sovietici, etc. Sono parole, è dato credere, che se le avesse dette qualunque altro non avrebbero mosso neppure un commentino minuscolo. Se invece le avesse pronunciate uno degli intellettuali in voga avrebbero probabilmente raccolto coinvolti consensi. Ma le ha dette un prete, per di più predicatore della Casa pontificia. E il periodo – come si sa… – non è propizio, dal momento che ben lo 0,03% dei preti cattolici è coinvolto nello scandalo della pedofilia. Molti più pedofili sono statisticamente segnalati tra i preti protestanti (sposati), tra i professori di ginnastica delle scuole (laici) e tra i padri di famiglia, ma quelli non contano: i cattivi sono solo i preti cattolici. E naturalmente il Papa. Questo Papa.
Come dici? Quando era cardinale risultava inflessibile anche per questi problemi e aveva meritato il titolo di “panzerkardinal”? Non importa: oggi come oggi non è vero che è stato un “panzerkardinal”. Anzi, è stato connivente, molle, occultatore consapevole di verità orrende. Domani, poi, vedremo: se è il caso, gli risuscitiamo la maschera di tedesco feroce e crudele.
Del resto, non vorrai privare i detrattori locali del Cantalamessa della chance di somigliarsi ai colleghi romani che impedirono al Papa di difendere la laicità della cultura e della ricerca dentro le mura della Sapienza!
Davvero vorresti essere così intollerante, così antidemocratico? Così prepotente da pretendere addirittura scuse pubbliche?
Dammi retta: nel paese delle scopate in diretta al “Grande fratello” e delle lauree honoris causa anche a Vasco Rossi e Valentino Rossi, essere avversati diventa un onore. Non solo per un prete. Anche per una persona colta.
Inspiegabilmente anche il direttore di Emmaus fa confusione, o peggio è in malafede, poichè continua a dire cose sbagliate.
Nessuno ha chiesto il ritiro della Laurea.
All’interno dell’Università si sta chiedendo una cosa ben diversa: alcuni docenti hanno chiesto una pausa di riflssione, una sospensione temporanea, per discutere serenamente se dare una Laurea Onoris (il cui iter è iniziato quasi 2 anni fa, quando Catalamessa non aveva ancora debordato con le sue esternazioni allucinanti) ad una persona che, salvo rarissime e cattolicissime eccezioni, è stata fortemente criticata a livello Europeo per le sue ultime esternazioni.
Cioè a dire: guardate che stiamo dando la Laurea (cioè un riconoscimento presumibilmente importante) ad una persona che nelle ultime settimane se ne è uscita con dichiarazioni a dir poco meritevoli di una più attenta discussione.
PS:
Dopo che negli anni scorsi, in Italia, in diverse università la Laurea Onoris in Scienze delle Cominicazioni è stata conferita a cani e porci non credo che si tratti di malcelato laicismo ma semplicemente di evitare che l’Università di Macerata faccia una figura barbina, a livello europeo, dando una Laurea ad un soggeto che, fuori dall’Italia, è stato fortemente criticato per le sue ridicole e offensive esternazioni.
Nel 2001, dopo che negli Stati Uniti iniziano a imperversare gli scandali legati ai preti pedofili in alcune parrocchie americane, JOSEPH RATZINGER e TARCISIO BERTONE, rispettivamente Prefetto e Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, inviarono a tutti i vescovi la lettera De Delictis gravioribus, un testo che contiene informazioni aggiornate sui comportamenti da tenere in materia di abusi sessuali e molestie.
Viene ribadito che TUTTE LE CAUSE SONO SOGGETTE A “SEGRETO PONTIFICIO” e viene minacciata la SCOMUNICA IMMEDIATA PER CHI DIFFONDESSE INFORMAZIONI RIGUARDANTI ABUSI SESSUALI E MOLESTIE.
La Chiesa Cattolica ha agito in modo da evitare che i casi di pedofilia fossero sottoposti al giudizio della magistratura civile. I preti che si sono resi colpevoli di molestie su minori sono stati trasferiti ad altre parrocchie.
Per questo credo che invece di fuorviare e proporre paragoni azzardati, (come ha fatto Cantalamessa), la Chiesa Cattolica e i suoi rappresentanti dovrebbero dare spiegazioni dei suoi comportamenti.
Sono d’accordissimo con Gianfranco e Simone. Cantalamessa e i suoi alti colleghi prelati, nessuno escluso,dovrebbero di più pensare ai problemi interni della Chiesa e fare un vero mea culpa sui peccati dei loro colleghi pedofili sparsi in tutto il mondo e non fare sempre dei paragoni e dei distinguo con altre religioni o altre persone che non la pensano come loro. I professori Universitari di Macerata critici circa la consegna della laurea onoris causae al Sig. Cantalamessa, sono liberi di pensarla come gli pare , in quanto, sino a prova contraria, siamo ancora in democrazia e ognuno può esprime la propra idea liberamente. Dovrebbe essere lo stesso Cantalamessa a riflettere un pò di più di fronte a tutte queste critiche che gli sono state rivolte per comprendere quanto meno le motivazioni vere di tante persone dissidenti sulla consegna della laurea medesima.
Caro don Luigi,
Padre Cantalamessa è uno delle poche guide spirituali al di sopra di ogni sospetto. Le sue riflessioni non appartengono a questo mondo, nel senso che sono tutte incentrate sullo spirito. Confondere e condurre Padre Raniero con polemiche del genere equivarrebbe a degradarlo a mero predicatore di cose terrene.
Una cosa che non merita assolutamente…