Resti etruschi a Tolentino?
E’ solo un pesce d’aprile

Buona Pasqua

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Ovviamente non c’è stato alcun tipo di ritrovamento nell’area dove è in fase di costruzione (oramai quasi completato) il nuovo sito commerciale in contrada Cisterna di Tolentino.

Si trattava, com’era facilmente comprensibile, di un innocuo pesce d’aprile con il quale abbiamo voluto rinnovare una tradizione, particolarmente presente nel giornalismo. Abbiamo lasciato online questo articolo fantasioso per poco più di due ore (perché lo scherzo è bello quando è corto)  anche per stemperare l’atmosfera inevitabilmente seriosa che si crea in concomitanza con le elezioni.

Speriamo che nessuno se la sia presa e cogliamo l’occasione per augurare a tutti i nostri lettori una buona Pasqua!

La redazione

(Aggiornamento delle 23.50)

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Clamoroso ritrovamento nel tardo pomeriggio di oggi a Tolentino nell’area dove è in fase di costruzione una nuova area commerciale in contrada Cisterna.
Si tratta forse della più grande casa etrusca arcaica mai scoperta in Italia.
Sarebbero i resti di una grande città etrusca risalente al VI-V° secolo A.C. venuta alla luce per caso, mentre si stava scavando per posizionare alcune infrastrutture. Nel bel mezzo degli scavi per l’area commerciale, così, sono apparsi loro, gli etruschi. Vecchi di migliaia di anni, inattesi quanto misteriosi. E ingombranti.
Subito si è creata eccitazione del mondo accademico e tra gli addetti ai lavori.
In tarda serata è intervenuta la Sovrintendenza archeologica: qualcuno è arrivato a ipotizzare che fosse questa la mitica città dove trovò sepoltura Re Porsenna. In mezzo agli scavi, appaiono anchei muri perimetrali di un’abitazione di 1400 metri quadri, la più grande abitazione esistente in Italia per orizzonte etrusco, un’abitazione che presentava una corte porticata decorata, con una messe importante di materiali e di cui oggi restano le fondamenta. Una scoperta assolutamente inattesa.

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Un edificio di 1400 metri quadri articolato attorno ad un cortile centrale in cui si trovava il pozzo e che era attorniato da un portico a colonne ricoperto da tegole e coppi. Intorno erano disposti tutti gli altri ambienti: cucina, dispensa, zone di rappresentanza e ambienti di servizio, sul modello della “Domus romana pompeiana”. L’edificio era anche dotato di sistemi di drenaggio delle acque con una grande fogna e scannafossi laterali, ancora in parte funzionanti.

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