Ballesi avanti per la sua strada:
“Ciò che conta è il programma”
Le interviste ai candidati sindaci (Terza puntata)
di Mauro Montali
“Dopo il primo turno, se ci sarà il ballottaggio, aprirò una trattativa con i due contendenti”.
L’avvocato Giorgio Ballesi è onesto. Non ha paura di usare questa parola schifata da tutti: trattativa. E non foss’altro che per questo va ammirato.
Complimenti avvocato, lei non ha paura.
“Quale paura? Ballottaggio vuol dire trattativa”.
Ma trattativa su cosa? Poltrone? Assessorati?
“Ma quando mai? Io parlo del programma. Se c’è qualcuno che mi garantisce la condivisione di diversi punti qualificanti del mio programma e si impegna a realizzarli, lo appoggerò”.
Tuttavia il suo programma è così ampio che sarà difficile non condividerlo. Troppa carne al fuoco. Non trova?
” E’ vero ma ne sono accorto strada facendo. Del resto, non mi potevo limitare a dire: riparate i marciapiedi. E dopo?”
Torniamo al programma. Qual è il tema da lei proposto che ha trovato più accoglienza tra i cittadini?
“Molti, a partire dal rilancio di Macerata come capoluogo provinciale. Ma poi anche la cultura, la viabilità, il commercio, il centro storico, i parcheggi e così via”.
Insomma, come è andata finora? E’ soddisfatto?
” E’ andata bene e sono soddisfatto. Non sono frasi di maniera. La gente mi è stata e mi è vicina. In tanti hanno capito che il mio è un discorso senza compromessi, un discorso rivolto solamente al bene della città”.
Giorgio, lei ha un prestigio indiscusso. Si è mai posto il problema che se fosse stato a capo di una coalizione probabilmente avrebbe vinto a mani basse?
“Lo so, ma volevo star fuori dai partiti e dalla loro pesante eredità. Il mio sogno, come lei sa bene, era quello di far nascere in terzo polo centrista…”
Che è fallito. Ma per colpa di chi?
“L’Udc non ha voluto, così stanno le cose. Mi creda”.
Ma sembrava Ivano Tacconi il padre del terzo polo. Poi cosa è successo?
“Non le sembra paradossale che l’Udc abbia scelto di stare con il centrodestra poche ore prima della presentazione delle liste? Dico solo questo”.
Eppure Maurizio Mosca l’accusa, in quella famosa riunione del 30 dicembre, di aver posto, come prioritaria, la sua richiesta di far il capolista. E da qui sarebbe abortito il progetto. Dov’è la verità?
“In realtà , io non ho mai posto questa questione. L’unica domanda che feci fu: ma l’Udc da che parte sta? Cotognini e gli altri presero tempo. Lei capisce bene che senza l’Udc non c’è nessun terzo polo”.
Leggenda metropolitana vuole che lei sia sceso in campo per contrastrare sua cugina, Paola Ballesi, che aveva annunciato, in ottobre, la sua candidatura nell’Udc, ed eventualmente alla candidatura a sindaco.
“Ci rido sopra”.
Perchè si chiama Diapason la sua lista?
“E’ per l’amore per la musica”.

Ho partecipato all’incontro che Giorgio Ballesi ha tenuto a Sforzacosta venerdì sera. Sono rimasto molto colpito dalla chiarezza e onestà nel suo modo di porsi: è la prima volta che mi capita di incontrare un candidato Sindaco e non ascoltare le solite roboanti promesse ma affrontare con un certo pragmatismo le problematiche della mia città e della mia frazione. Merce rara di questi tempi!. Per quanto mi riguarda, il suo modo di fare e il suo programma meritano fiducia.
Non conosco personalmente Giorgio Ballesi. Ho conosciuto il padre Elio attraverso i racconti entusiastici di un suo caro amico.Quando mi raccontava delle vicende politiche di Elio Ballesi si commuoveva.Ho conosciuto ed apprezzato suo fratello Carlo, persona che incontro sempre con grande piacere per la stima che ho sempre avuto per lui. Credo che Giorgio Ballesi non possa essere diverso da loro. Penso sarebbe stato interessante avere Giorgio Ballesi impegnato nella coalizione di centrosinistra. La cosa mi sarebbe sinceramente piaciuta. Sono certo che avrà una buona affermazione personale ed auspico di trovarlo, qualora ci sia il ballottaggio, a fianco di Romano Carancini. Sarebbe una presenza importante anche per il futuro.
Appare evidente, da altri miei interventi, che io sono un “tifoso” del terzo polo.Quanto dice Ballesi, a proposito dell’UDC che non volle il terzo polo, è oggettivo e incontrovertibile. Anche Anna Menghi tentò la via ( per me desiderabile ) del terzo polo, ma neppure lei ci riuscì davato la “blocco” dell’UDC. Ciò detto, bisogna ora chiarire alcune cose. L’UDC sta facendo un duplice campagna elettorale ( a sinistra in regione a destra in comune). Ma, “prima” di andare a destra ( in Comune) si assicurò di aver fatto il suo bottino in regione ( chiedendo e ottendndo da Spacca assessorati). Dopo che spacca firmò l’accordo, l’ UDC ( non tutto) di Macerata chiese altro assessorati a Fabio Pistarelli,avendo ” fiutato” che forse pioteva vincere Pistarelli a Macerata e Spacca in regione. Fabio, naturalmente ( io stesso avrei fatto altrettanto) dovrà cedere all’UDC un paio di assessorati: il Bilancio e la Cultura. L’UDC deve giustificare al suo elettorato questa scelta bisex, unica in Italia, da dover chiamare Striscia la Notizia per l’assegnazione di un Tapiro ( Assessorati in regione dalla Sinistra e assessorati in Comune dalla destra, nello stesso giorno). Appare ovvio che l’UDC, asserendo che è il partito Cattolico, si rifaccia ovviamente al fenomeno della bilocazione che aveva San Francesco.
Per il Signor Garufi: io direi che i dirigenti dell’UDC sono Cattoli Praticanti Professionisti!!!!!
Lei pensi che Marconi di Recanati ha mandato in giro un depliant dimenticandosi di dire che l’UDC appoggia Spacca.
Che VERGOGNA!!!
p.s. le dico francamente che sono un ex-udc o cdu come si chiamava prima: di cattolico c’era poco di democrazia … lo .. stesso!!!
Per Rossi: apprezzo molto il suo conio, ironico e veritiero, di “cattolici professionisti”. La dice lunga.
mi associo. E avendo sentito stasera Ballesi alle Vergini, assicuro a chi non c’era che si è perso qualcosa di formidabile per la capacità di intrecciare con naturalezza trame apparentemente distantissime come la cultura e l’urbanistica, il diritto, la Costiuzione e l’ambiente, il commercio, l’arte, il turismo e le tradizioni. In definitiva, quel respiro ampio che da tempo non si avverte, non solo a Macerata ma più in generale nei rappresentanti tutti della cosa pubblica.