A Civitanova scoppia il caso
dei contratti pubblicitari
Il rinnovo della gestione delle insegne comporta una grave perdita per le casse comunali
di Laura Boccanera
Ritorno in Comune agitato per il sindaco Massimo Mobili che si è trovato a dover fronteggiare un nuovo scandalo legato alle finanze comunali. Dopo il caso swap emerso lo scorso anno, questa volta a finire nell’occhio del ciclone è il rinnovo del contratto per l’esclusiva pubblicitaria delle frecce informative su paline della zona industriale.
La storia inizia nel 2004 quando la giunta decide di affidare il servizio di esclusiva pubblicitaria alla Adriatica Pubblicità: si tratta dell’installazione e riscossione dei proventi di 600 paline per un affare per il privato di circa 720mila euro. In cambio dell’esclusiva l’azienda si impegna a versare nelle casse comunali un introito pari a 356 mila euro. Quei soldi infatti vengono investiti per la riqualificazione dell’area di fronte al lungomare sud, dove attualmente si trova il Palmeto Blu e per alcune opere pubbliche. Prima della scadenza però, attorno al mese di Ottobre del 2009 un solerte dirigente decide di rinnovare il contratto per altri sei anni. Questa volta però, senza sentire la giunta e l’assessore competente e senza trattare le condizioni di sponsorizzazione, rinnova con una lettera all’azienda l’esclusiva fino al 2015 applicando il canone comunale. Questo, tradotto in termini monetari, significa che il Comune anziché percepire come introito una cifra pressapoco pari o superiore (per adeguamento) a quella del 2004 (356 mila euro) ne percepisce solo circa 35mila, mentre resta invariato il profitto del privato. Il consigliere del Pd Cognigni che per primo ha cercato di ricostruire i passaggi, ha posto la situazione all’attenzione della stampa e degli assessori competenti che non sapevano nulla dell’avvenuto fino a che il dirigente di un altro ufficio non ha segnalato la cosa cercando di recedere dal contratto, ma a quanto pare ormai L’Adriatica Pubblicità si farebbe forte dell’autorizzazione in suo possesso.
In Comune l’ambiente è teso: Claudio Morresi, assessore al Bilancio sta analizzando le carte e la corrispondenza e con lui anche Ermanno Carassai, assessore ai lavori pubblici al quale è passata la patata bollente. Nel frattempo l’opposizione incalza: <<La vicenda dell’autorizzazione rinnovata per gli impianti pubblicitari, con danno per le casse comunali – dichiara Giorgio Palombini – è uno degli altri pasticci prodotti da una macchina amministrativa senza controllo. Perchè il dirigente rinnova l’autorizzazione ben tre mesi prima della scadenza? Anche se la ditta privata ha prodotto l’ovvia richiesta di rinnovo, perchè tanta fretta da parte degli uffici comunali di rinnovare l’autorizzazione in ottobre 2009 considerando che la stessa sarebbe scaduta a gennaio 2010? E perchè chi doveva conoscere il contenuto del contratto in scadenza non si è attenuto alla procedura di rinnovo nello stesso contratto indicata (necessità della preventiva delibera di Giunta)?>> Tutti interrogativi che ora si chiede vengano sciolti con il congelamento della pratica, <<perchè se è vero che la pubblicità è l’anima del commercio altrettanto non lo è per le casse comunali>> – conclude Palombini.

affare per il privato di 720mila euro per..?semplice pubblicita’.Siamo davvero arrivati alla fine,trovo sia una scelta pessima di gestione del denaro.Sarebbe necessario dare il voto a chi è in grado di gestire delle risorse economiche in maniera piu’ intelligente,davvero pessima scelta.povero comune di civitanova…
Già con gli SWAP, con cui il Comune di Citanò credeva di essere più furbo dei furbi, prenderà una tavolata di serf sui denti (per la serie: si scrive swap ma si legge “digli ciao che i soldi non li rivedi”) ora con quest’ultimo scivolone dimostra quello che (oramai oltre 20 anni fa) si diceva in città: chi ha la testa apre un calzaturificio, gli inetti, gli incapaci, i fancazzisti vanno in Consiglio Comunale…
…… Son passati 20 anni è di sicuro il livello qualitativo degli amministratori civitanovesi è peggiorato.