Orlando si ispira a Dante e Petrarca:
“La cultura è libertà”
L'incontro organizzato dall'Idv
La politica può essere affrontata anche in maniera originale. Lo ha dimostrato l’Italia dei Valori nel corso dell’incontro dal titolo “Passione politica e tensione civile” che si è svolto ieri sera presso l’Asilo Ricci a Macerata e che ha avuto tra i suoi protagonisti l’onorevole Leoluca Orlando. In un primo momento della serata sono stati presentati i candidati maceratesi dell’Idv alla presenza di Romano Carancini, candidato sindaco che il partito appoggia e al cui programma ha dato un forte contributo, e di Giovanni Torresi, primo cittadino di Pioraco e unico sindaco per l’Idv nelle Marche. Si è passati poi ad un secondo momento di tutt’altra impostazione e significato volto ad approfondire il tema della serata dal punto di vista storico e letterario.
Paola Giorgi ha per l’occasione smesso le vesti da candidata alle prossime regionali per decantare due liriche classiche dal profondo significato politico, il VI Canto del Purgatorio dantesco e la “Canzone all’Italia” del Petrarca.
“L’obiettivo che ci siamo proposti – ci dice Paola Giorgi – è quello di ridare un senso di dignità alla politica proprio grazie alle parole dei grandi letterati italiani”. Leoluca Orlando si è ispirato alle opere lette per mettere in evidenza l’importanza culturale dell’Idv: “Nelle Marche l’Idv è davvero un partito aperto e lo state interpretando al meglio dando spazio a tutti coloro, che pur avendo un’esperienza politica alle spalle, si ritrovano in questa nuova modalità. Dobbiamo quindi intendere la cultura come libertà, libertà di esprimere il proprio passato e la propria identità.”
Nel corso della sua visita nelle Marche, Leoluca Orlando ha trascorso qualche ora anche con i candidati di Cingoli con i quali ha avuto modo di confrontarsi sulle caratteristiche del partito e sulla strada da seguire in questo periodo importante per la politica nazionale e locale.
Non ha trascurato neanche Civitanova Marche dove è stato ospite all’Hotel Miramare dove ha incontrato i candidati civitanovesi.




La cultura è liberta’,condivido al 100% ed aggiungo anche che “non c’è liberta’ senza l’educazione -Noam Chomsky in DEMOCRAZIA E ISTRUZIONE.
La produzione di esseri umani liberi di pensare:”Per gran parte della sua vita,prima che divenisse scettico,Dewey sembra aver ritenuto che le riforme nell’istruzione di base potessero costituire in se stesse delle leve di cambiamento sociale,che avrebbero potuto aprire la strada verso una societa’ piu’ giusta e libera,in cui,nelle sue parole, “IL FINE ULTIMO DELLA PRODUZIONE NON SIA LA PRODUZIONE DI BENI,MA LA PRODUZIONE DI ESSERI UMANI LIBERI RECIPROCAMENTE ASSOCIATI IN CONDIZIONI DI UGUAGLIANZA IN CUI NON SI E’ SOLO SPETTATORI MA PARTECIPI”.
In realta’ si puo’ sostenere che l’economia ha avuto due origini alquanto diverse,entrambe collegate alla politica,ma in modi alquanto diversi,interessanti rispettivamente all'”etica” da una parte, e a quella che potrebbe essere chiamata l'”ingegneria” dall’altra.La tradizione legata all’etica risale almento ad Aristotele.All’inizio della Etica Nicomachea Aristotele collega la materia dell’economia ai fini umani,riferendosi all’interesse di questa scienza per la ricchezza.Egli vede la politica come la “piu’ importante” delle arti.La politica deve utilizzare “le altre scienze pratiche”,ivi compresa l’economia,e “dal momento che essa si serve delle altre scienze pratiche,e inoltre stabilisce che cosa bisogna fare e che cosa evitare,il suo fine potrebbe comprendere quello delle altre,cosicche’ sarebbe il bene umano”. da ETICA ED ECONOMIA -Amarthya Sen.
Gentile Signoera Ciccarelli, nel marsma della battaglia politica, fa piace leggere un approfondimento “radicale” di questo tipo. Ne condivido il taglio e la citazione ad hoc. Mi piace aggiungere Habermas a tal proposito. Sembra davvero che l’etica ( oggi più di ieri ) sia “sottoposta” alla economia, scompare il soggeto, visto solo come protesi e funzione della legge economica. La Legge ecominca è diventata una Metafisica, intangibile, dogmatica. Mi complimento.
Esiste anche una bibliografia sul pensiero ecomonico della Chiesa, a partire dalla Scoila di Salamanca. Molti anni or sono ( ero ancora giovane ) eci pubblicare un bel saggio scritto da un sacerdote, don Lombardi, che rifetteva sul tema del “danaro” in San Tommaso. Cheisi all’ecomimista Valerio Selan di introdurlo. Lo fece. Ora il testo è introvabile. Molte cose che lei ha detto ( a proposito di Aristotele ) le ritorva ovviamente in Tommaso. Ancora grazie per quel poco di respiro tra tanta calca.
grazie a lei.