L’alcol dilaga tra i giovani
Un libro della professoressa Paola Nicolini spiega il fenomeno in termini scientifici
di Mauro Montali
Allarme alcol tra i minorenni. La questione era ben percepita sia a Macerata che in tutt’Italia. Ma ora c’è uno studio approfondito, coordinato dalla professoressa Paola Nicolini, dell’Università di Macerata a dare scientificità all’intera vicenda. Ne è venuto fuori un libro “Sentirsi brillo” che domani, 24 febbraio, verrà presentato, alle ore 17, presso l’aula 8 della facoltà di Scienze della Comunicazioni, dal prof Andrea Smorti, preside della facoltà di Psicologia all’Università di Firenze.
Si è trattato di una lunga e complessa indagine che ha coinvolto i ragazzi di Senigallia e dintorni con la collaborazione dell’Ambito Territoriale numero 8 della Regione Marche.
La bevanda preferita dalle nuove generazioni è la birra. Seguita, incredibile a dirsi, dal caffè Borghetti. Noi pensavamo che il mitico “Borghetti” fosse confinato nei pressi, o dentro, lo stadio olimpico di Roma. Durante la finale Juventus- Aiax della coppa dei campioni (era la fine di maggio del 1996), per battere la tensione, ci riempimmo di quattro o cinque bottiglliette di queste bottigliette. Portarono fortuna. La Juve vinse e noi uscimmo dall’Olimpico brilli e felici. Ma avevamo già una certa età e, dunque, l’assoluzione venne automatica. Stavolta è diverso. Stiamo parlando di adoloscenti o di appena diciottenni. E l’allarme è reale. I ragazzi si sono confessati ai ricercatori dell’Università di Macerata che hanno chiesto loro di raccontare, in modo diverso, cosa cercano nell’incontro con l’alcol. Ebbene è venuto fuori che il primo motivo <è il bisogno di sfogarsi> ma poi <essere figo> oppure <non amare la vita> e così via, fino al fatidico <sentirsi adulto>. Ma i ragazzi sono consapevoli delle conseguenze: salute a rischio, incidenti, incoscienza, ritiro patente, stupidità e violenza.
“Sentirsi brillo”, dunque. <Il libro- dice Paola Nicolini- offre al lettore la possibilità di conoscere in modo profondo chi è il giovane che fa uso di bevande alcoliche e qual è il suo vissuto a tale riguardo>.
Comunque nell’ordine di preferenza, tra i giovani, dopo la birra e il Borghetti, ci sono i cocktails, la grappa, il limocello, il vino, il whiski, il rum e la vodka. Le sensazioni, mentre di beve, sono <di confusione, distrazione, divertimento, eccitazione, ubriachezza>.
La ricerca e il libro conseguente hanno un obiettivo: i rimedi. Ma come? <Non seguire gli altri, sapersi regolare, alcolisti anomini, comunità terapeutiche> hanno risposto i ragazzi. <E ciò dimostra un certo grado di consapevolezza degli effetti e dei rischi> commenta Paola Nicolini. Ma c’è un altro problema.
I genitori. <Che spesso sono involontariamente complici o silenziosi e inerni testimoni del disagio che spinge il proprio figlio a voler sentirsi brillo>.
Per chi ne voglia sapere di più, l’appuntamento è per domani pomeriggio a Scienze della Comunicazione. Il libro (Franco Angeli editore) è a cura, oltrechè di Paola Nicolini, di Michela Bombrezzi e Luisa Cherubini, in collaborazione con Federica Andreoli, Giovanna Biagetti, Serenella Feduzi, Marisa Sabatini, Marco Sabbatini, Fabrizia Taccheri, Nicoletta Torbidoni.

Birra perchè semplicemente è l’alcoolico con un basso prezzo, rispetto ad esempio ad una discreta bottiglia di vino (ma è tutto relativo perchè ci sono birre che costano anche 15 o 20 euro alla bottiglia), e la gradazione alcoolica non è mai elevatissima (cioè volendo, senza cercare le birre a 14 gradi, si può bere a lungo prima di sbronzarsi) .
Il caffè sport perchè, anche qui, è il prezzo che incide (cioè ti sbronzi ma non spendi un esagerazione, in confronto allo sbronzarsi con superalcoolici vari)
Nulla di nuovo sotto il sole: anche 25 anni fa era la stessa cosa.
L’unica differenza sostanziale è che 25 anni fa spesso c’erano sempre 3 auto per 25 persone cosicchè, giocoforza, si era costretti a restare in città e, se ti ubriacavi, poi tornavi a casa a piedi e non facevi grossi danni.
Oggi invece i giovani si spostano spessissimo in auto e, soprattutto il fine settimana, ci sono troppi ubriachi (o fatti di droga) al volante.
Che il consumo (al limite dell’abuso) di alcoolici stia colpendo sempre fasce più giovani di popolazione lo si anche alla pubblicità martellante che colpisce una società fortemente imitativa: 25 anni fa non c’era….
Ed aivoglia a dire “bevi responsabilmente”…. E solo il contentino-salva-anime-e-denuncie.
conosco ed ho conosciuto molte persone che abusano dell’alcol.
Motivi?frustrazione nei confronti della loro vita,depressione,rabbia,insoddisfazione,insuccessi,paure ecc.
Ho conosciuto anche tante donne che abusano dell’alcol,tutte donne che hanno seri problemi privati e lavorativi.
Io canalizzo la “rabbia” e/o ho altre passioni come la lettura,la pittura,la musica,lunghe passeggiate,i viaggi(quando posso) ecc.
Degustare i vini è un arte che va mantenuta,ci sono dei vini eccezionali in circolazione.Per saper degustare bisogna avere l’esperienza…ciao ciao
Ciò che stupisce è che ci sia qualcuno che faccia queste “analisi” e sopratutto che ci sia qualcuno che sponsorizza queste cose.
Dopo i sei anni di ricerca per capire che stimoli porti l’odore delle feci umane al soggetto “annusante”, credo che questa si possa classificare seconda nella classifica delle ricerche inutili.
Bisogna dapprima specificare che tale classifica di preferenza alcoolica era molto più facilmente desumibile andando una sera in un bar od in una discoteca; assicuro che avendo io lavorato nel settore avrei potuto stilare una classifica identica.
Si comprende nuovamente, quindi, quanto esistano due mondi diversi, ignaro l’uno degli usi dell’altro e qualora i due mondi vengano a collidere è soltanto per “studio” o per “analisi”.
Mi rendo conto, e molto è dato dal volermi interessare per la prima volta delle politiche, che esiste una netta distinzione come nei secoli scorsi, dove c’era il popolo ed i nobili. Che si debba fare un analisi per riuscire a capire i gusti palesi dei giovani, spero sia solo un pretesto per scrivere un libro.
Spero si voglia fare una ricerca utile, ovvero sui genitori di quei giovani che vengono sorpresi ubriachi al volante che, anzichè “aumentare la pena” sui propri pargoli, se la prendono con i poliziotti “cattivi”. Non servono interventi sulla cultura dei giovani, credo che dovrebbe essere obbligatoria una scuola per genitori.
Ciò, tuttavia, è solo una mia opinione