Tre foto di Beniamino Gigli
finiscono in Tribunale
Prosciolto dalle accuse di calunnia e danno all'immagine il fotografo Mandolini
di Alessandra Pierini
A 120 anni dalla sua nascita, Beniamino Gigli, il grande tenore recanatese, continua a far parlare di sè, anche se indirettamente. Questa volta sono tre foto che lo ritraggono in diversi momenti della sua vita a tenere banco. Le prime due foto, una che ritraeva Gigli con i due fratelli e l’altra durante una Bohème che lo ha visto protagonista a Porto Recanati, sono state scattate da Remo Stortoni, fotografo ufficiale della famiglia Gigli, la terza, invece, è del 1954, ritrae il tenore in Piazza Giacomo Leopardi a Recanati, in compagnia di un soprano e un baritono, al termine della sua esibizione in “Pagliacci” ed è stata scattata da Walter Mandolini, nipote di Remo Stortoni e fotografo anche lui. Le foto in questione sono state pubblicate, senza autorizzazione, in un volume dal titolo “Beniamino Gigli, un’anima sul territorio” in vendita in edicole e librerie dalla fine del 2007. La pubblicazione, presentata dal Comune di Recanati e dalla Banca di Credito Cooperativo di Recanati, era stata realizzata in occasione dei cinquant’anni dalla morte di Gigli, dai fotografi Fabio e Roberto Buschi dell’Esa Studio. Walter Mandolini, all’epoca si rivolse all’avvocato Giampaolo Cicconi per chiedere un risarcimento per il danno subito pari a 100.000 euro.
Nel giugno 2008, il Gip Bonifazi del Tribunale di Macerata dispose l’archiviazione del procedimento penale contro i fotografi Bruschi ed ha escluso il reato in quanto, secondo la sentenza, gli scatti rivendicati non rappresentano opera d’arte. “La cosa poteva finire lì – spiega l’avvocato Cicconi – invece i fratelli Buschi si sono costituiti parte civile chiedendo a Mandolini 25.ooo euro di risarcimento e 1 anno e 4 mesi di detenzione per calunnia e danno all’immagine. “
Questa mattina la Dottoressa Basili del Gup del Tribnale di Camerino ha prosciolto Walter Mandolini perchè il fatto non costituisce reato. “In pratica – sottolinea l’avvocato Cicconi – il mio cliente, presentando il suo esposto non ha accusato falsamente nessuno, ha solo tutelato le sue foto.” Le motivazioni del Gup saranno accessibili tra almeno un mese, intanto Walter Mandolini si gode il risultato ottenuto: “Le foto erano mie, sono il fotografo più anziano di tutta Recanati e ho voluto solo proteggere il mio lavoro. Ricordo che con mio zio andavamo spesso alla villa Gigli nei mesi estivi e ricordo anche il tenore che dava feste, invitava parenti ed amici e amava giocare a bocce.”
(Foto di Guido Picchio)


