Il giudice anti-crocifisso
rimosso dalla magistratura
Luigi Tosti si rifiutò di tenere le udienze al Tribunale di Camerino- VOTA ILSONDAGGIO -
di Matteo Zallocco
Luigi Tosti è stato rimosso dall’ordine giudiziario. Lo ha deciso la sezione disciplinare del Csm. Il magistrato, che prestava servizio presso il Tribunale di Camerino, era diventato famoso come il “giudice anti-crocifisso” perche’ si rifiutava di tenere udienza in aule in cui fosse esposto il simbolo religioso. Secondo il Csm la sua posizione configurava il rifiuto di compiere atti connessi all’attività giudiziaria.
Tosti era già’ stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal 2006, ed ora, dopo il verdetto di stamattina, non potrà più vestire la toga. Il giudice camerte era accusato di aver violato “i doveri istituzionali e professionali di diligenza e di laboriosita’, con grave e reiterata inosservanza delle disposizioni relative alla prestazione del servizio giudiziario”, si legge nel capo di incolpazione redatto dalla Procura generale della Cassazione, poiche’ si era “sottratto ingiustificatamente ed abitualmente dalle relative funzioni a lui conferite”, astenendosi dal trattare 15 udienze tra il maggio e il luglio del 2005, e ancora fino al momento della sua sospensione, nonostante fosse stato promosso l’azione disciplinare nei suoi confronti, “con dichiarazione di rifiuto di tenere l’udienza manifestata nello stesso giorno o nell’immediata prossimita’”, cosi’ determinando, si sottolinea ancora nel capo d’accusa, “la necessià’ delle relatove sostituzioni, grave perturbamento dell’attivita’ d’ufficio ed estrema difficolta’ del proseguio dell’attivita’ giurisdizionale per i procedimenti a lui affidati”. In tal modo, spiega la Procura generale della Cassazione nell’incolpazione, rilevando che “tale condotta era persistita nonostante la messa a disposizione da parte del Presidente del Tribunale di un’aula priva di simboli religiosi”, Tosti “è’ venuto meno al dovere fondamentale di svolgimento della funzione” ed ha “compromesso la credibilita’ personale ed il prestigio dell’istituzione giudiziaria”.
Tosti dunque è stato rimosso dall’ordine giudiziario per non aver tenuto udienza in tutto il periodo compreso dal maggio del 2005 al gennaio del 2006. Il magistrato si era difeso spiegando di averlo fatto per la presenza del crocifisso nell’aula giudiziaria, che lui contestava. E aveva anche spiegato che finché il crocifisso non fosse stato rimosso avrebbe continuato con questo comportamento. Una posizione che ha convinto la sezione disciplinare del Csm a ricorrere al più drastico provvedimento, perché configurava il rifiuto di compiere atti connessi all’attività giudiziaria. In sede penale Tosti era stato assolto per questa stessa vicenda dall’accusa di omissione di atti d’ufficio, ma solo perché il magistrato era stato sostituito e dunque le udienze erano state regolarmente celebrate.
(Foto di Guido Picchio)
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Lo scorso novembre il giudice camerte esultò dopo la sentenza europea sul crocifisso da eliminare nelle scuole: “Come al solito l’Italia ha trovato il modo di fare l’ennesima figuraccia in Europa. Questa è una sentenza storica”,dichiarò.
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Intanto su Cronache Maceratesi si è acceso il dibattito dopo il “sì” arrivato lunedì per l’esposizione del crocifisso nella sala consiliare della Provincia:
https://www.cronachemaceratesi.it/?p=14711
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Ancora una volta si dimostra come certe fissazioni siano puerili e inconcludenti. E mi riferisco sia a coloro che pretendono di mettere i crocifissi ovunque sia a chi rifiuta di lavorare per la presenza di un crocifisso. Un attaccamento (o un timore) morboso che evidenzia una pochezza imbarazzante.
Quanto tempo sprecato…!
conosco il giudice Tosti da quando facevo il cancelliere al Tribunale di Camerino. E’ un ottimo magistrato la sanzione del C.S.M. è certamente eccessiva. E’ stato già assolto dalla Cassazione in sede penale per cui non mritava assolutamente questa punizione così severa. Con il ricorso uscirà sicuramente e nuovamente a testa alta.
condivido la battaglia del magistrato camerte,l’italia è sempre stato un paese laico.
Ho un caro amico che ha lavorato a stretto contatto col giudice Tosti e mi ha detto in maniera spassionata che è un ottimo giudice. Sono sicuro pure io, come ha detto l’interlocutore che mi ha preceduto che alla fine la vicenda avrà giustizia in senso pieno.
La cosa che vorre chiedere alla redazione di Cronache Maceratesi, la quale ha lanciato anche un simpatico sondaggio, è di scriverci come hanno votato i consiglieri provinciali e specialmente quelli che sono espressione di partiti chiaramente laici. Conoscere per deliberare e sapere come votano i nostri rappresentanti. A San Severino Marche, per esempio, l’assessore alla cultura dott. Alessandra Aronne di Sinistra Democratica che nel 2008 era pure candidata alle politiche per la Sinistra Arcobaleno, non solo ha votato a favore della Mozione sul crocefisso, ma ha pure votato l’emendamento portato dal consigliere avv. Marco Massei che chiedeva al sindaco una ordinanza che obbligasse l’ostensione del sacro simbolo in tutti gli uffici pubblici.
Mi astengo, ormai esausto, sulla questione del crocefisso ed anzi, proporrei la sua esposizione obbligatoria in tutti i crocevia. sulle facciate degli edifici, diciamo almeno ogni 100 metri, onde evitare che qualcuno, magari vedendo passare una bella ragazza, si distragga e, orribile dictu, possa, per un momento, dimenticare le proprie “origini cristiane”…
C’è di peggio in giro. C’è, per esempio, questo provvedimento del csm tanto severo in questa circostanza, quanto comprensivo e tollerante in altre.
Mi raccapriccia, per esempio, l’idea che tra i giudici che hanno espulso Tosti ci possano essere quei tali pubblici ministeri di Napoli, Di Persia e Di Pietro (quest’ultimo solo omonimo del più famoso Tonino) che hanno condotto la encomiabile inchiesta contro Enzo Tortora. Essi infatti, a differenza di Tosti, non solo non sono stati espulsi ma sono stati promossi.
C’è di che preoccuparsi o no?
altroché se c’è di che preoccuparsi. E asserisco anche qui – come ho da poco fatto nella mia bacheca in fb – che si può disonorare il crocifisso molto di più essendo cattivi cristiani. Senza per questo arretrare di un centimetro nelle mie convinzioni sulla scarsa tolleranza dei tolleranti di professione.