Bianchini e Carancini salgono
Ciaffi e Pambianchi scendono
Il verdetto delle primarie del centrosinistra
di Mauro Montali
Bianchini: “E’ complicato ma posso vincere”. Carancini: “La città è con me”.
I due sostanziamente sono zero a zero. Novanta voti di differenza sono un niente.
Il giorno dopo le primarie di coalizione del centrosinistra, i due vincitori, al di là della contentezza personale, fanno i conti con la realtà. Che è questa: Ciaffi e Pambianchi non sono più gli stessi: hanno perso. Diciamoci la verità: il loro candidato, Romano Mari,che partiva come il favorito in questa prima competizione, non è passato. Qualcosa si muove a Macerata. E, sullo sfondo, c’è un altro grande perdente, ammesso che siano tutte vere le cose che sono state dette, ed è il vescovo.
Un asse, quello storicamente vincente e strutturato, è ridimensionato. Possono dire ciò che vogliono ma Adriano Ciaffi e Graziano Pambianchi da ieri contano molto meno. Carancini, che era, nel Pd, il candidato di Giorgio Meschini e di Gian Mario Maulo, è il vincitore assoluto di questa prima giornata di primarie. Bianchini, l’outsider di sinistra-centro, è ad una incollatura. “Siamo zero a zero” dice, tutto contento, l’assessore alla cultura. “Vedremo, vedremo” risponde il capogruppo del Pd.
A Macerata è successa una piccola rivoluzione. “Qualcosa si muove” ha scritto qualcuno sul nostro giornale. Ed ha ragione. C’è una gran voglia di partecipazione e di nuova politica.
Monsignor Giuliodori – forse non ci ha mai pensato, ma altri hanno ritenuto una sua simpatia per il “cattolico” Romano Mari – esce dalla giornata di domenica meno influente di quel che si supponeva.
Perchè ha perso Mari? Questa è la domanda vera. Tutti lo accreditavano come vincitore. “Macerata ha avuto voglia di distruggere il suo ceto politico” dichiara al nostro giornale Massimiliano Bianchini. Carancini replica: “Una situazione nuova si è aperta”.
Adesso sono alla ricerca di nuovi consensi. Tutti all’interno dello stesso campo: quello del centrosinistra.
Nella foto di Guido Picchio: Massimiliano Sport Bianchini e Romano Carancini festeggiano nella sede del Pd.

Caro Mauro,
mi pare che si stia vendendo la pelle dell’orso prima di averlo ucciso….
Non vorrei che, come accaduto in passato, “tutto cambi affinchè nulla cambi…”
Ha perso un candidato (e c’è chi in città mormora che, nelle ultime ore, sia stato “tagliato”, come già accadee nel 1993 con Ercoli) non certo una certa linea politica…
Caro Mauro,
… eppure le fonti che ho io permettono di leggere le primarie sotto un altro taglio interpretativo:
1. Mari, ad esempio, non mi risulta – e non mi è mai risultato – che fosse il vero candidato di Ciaffi e Pambianchi. Ecco anche spiegato perché lui titubasse (e visti i risultati giustamente) a candidarsi nelle primarie. Su Mari, invece, sin dall’inizio si era espressa favorevolissimamente l’IdV. Che da sola, infatti, porta più o meno quei tantissimi voti tuttavia insufficienti a vincere le primarie.
2. che il Vescovo abbia mai manifestato simpatie politiche per un candidato del centrosinistra mi risulta non nuovo ma nuovissimo; credo, anche, che sia totalmente nella linea indicata con chiarezza dal Papa ieri, chiedendo che i vescovi non facciano politica attiva, in quanto sfera che non compete loro.
3. Carancini è uomo d’establishment: non a caso, vinte le primarie, si sente dire proprio dallo sconfitto Mari – che è uomo di partito come lui – che, in nome del partito, questi gli farà confluire i suoi voti. Dunque, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia; e l’unico elemento di destabilizzazione reale e sorpresa reale rimane Bianchini. Il quale però, pur professandosi oggi di centro ben più di quanto non sia stato e sia tuttora assessore in quota a Rifondazione comunista, ha una base che certamente di centro non è.
Nulla da aggiungere a quanto sostenuto da Filippo.
Mai si è sentito parlare ci Centro come ora. Bene, avanti cosi. Un sincero Buon Natale a tutti.
Ivano ha capito tutto e sta gongolando come non mai…