Mondiali di baseball, a Macerata
arrivano gli Stati Uniti
Contro il Giappone sul diamante di via Cioci

Sarà Stati Uniti contro Giappone la gara che si giocherà domani, martedì 15 settembre, alle ore 20.00, allo stadio di baseball di Macerata. Un incontro fra due formazioni blasonatissime che, di fatto, si daranno battaglia nel rinnovato impianto di via Cioci, fresco di inaugurazione (nella foto al centro).
L’altra partita, in programma domenica 20 settembre, sempre alle ore 20, vedrà di fronte Australia e Messico. La sorte ha riservato al diamante maceratese due incontri formidabili che non mancheranno di soddisfare le aspettative di appassionati e sportivi. Il biglietto, ingresso unico, costa 15 euro. Si può acquistare in prevendita fino a martedì mattina nel bar del campo da gioco, in via Cioci, oppure, dal pomeriggio di martedì alla biglietteria che è situata proprio all’altezza dell’ingresso di via Cioci, per quanto riguarda la prima partita.
Per la seconda partita sarà comunicato tempestivamente il tempo riservato alla prevendita. L’ingresso allo stadio potrà avvenire a partire dalle ore 18.00.
Funzioneranno anche i servizi di ristorazione; la cornice sarà impreziosita da stand espostivi, fra cui quello della federazione Coldiretti di Macerata.
La nazionale italiana ha cominciato il cammino mondiale ieri da Firenze con una sconfitta evitabile contro Taiwan, che pure è una superpotenza: è finita 2-5, con molti rimpianti per la squadra di Marco Mazzieri, soprattutto nell’ottavo inning quando la rimonta pareva possibile. Dopo Taiwan troveremo oggi a Bologna il Messico, martedì le Antille Olandesi a Vicenza, giovedì l’Australia a Parma, venerdì il Giappone a Novara, sabato il Canada a Reggio Emilia e domenica, dulcis in fundo, a Torino i detentori della Coppa, gli Stati Uniti.

Il premio, ambitissimo, è una coppa in oro massiccio del peso di ben 5 chili, alta 36 centimetri e larga 13. Ma è il simbolo quello che conta di più. Il simbolo della migliore nazionale del mondo nel baseball, lo sport di mazza e pallina, disciplina numero uno negli Usa, che dopo alterne vicende sta risalendo la china della popolarità anche nel Bel Paese.
Dal punto di vista tecnico il mondiale manda in scena la solita sfida fra Usa e Cuba. Con gli statunitensi a difendere il titolo conquistato nell’ultima edizione (il terzo nella lunga serie di mondiali) e i cubani che di titoli ne hanno vinti 25, in cerca di riscatto. Fra gli statunitensi molto atteso è Pedro Alvarez (nella foto in alto), seconda scelta assoluta del Draft 2008, ma anche il 31enne lanciatore mancino Cedrick Bowers, professionista dal 1996. I cubani schierano la nuova stella dell’Avana, il 22enne Miguel Gonzalez che, con i suoi lanci, ha trascinato gli Habana Cowboys al titolo nazionale che non vincevano da 23 anni. E’ uno dei rari lanciatori ad utilizzare la “knuckle ball” (una palla non velocissima ma ad effetto che inganna il battitore, lanciata usando le nocche della mano) e avrà accanto veterani come Norge Vera, 38 anni, campione olimpico con la nazionale cubana ad Atene 2004. Fra i due contendenti c’è proprio il Giappone. Potenza emergente (hanno battuto i “pro” Usa di Maior League nel “World baseball classic” di quest’anno) sono una squadra forte e compatta, anche se mancano grandi individualità.
La prima fase ha coinvolto 20 squadre suddivise in cinque gironi, ognuno in una città europea (Praga, Barcellona, Stoccolma, Zagabria, Ratisbona). La seconda è divisa in due gironi, uno in Olanda e l’altro in Italia. La fase finale è un vero e proprio viaggio nel Bel Paese con 40 partite disputate da Torino a Messina fino alla finalissima di Nettuno. Con ben 48 gare in programma, l’Italia è il cuore dei Mondiali 2009 e con l’arrivo della nazionale Usa per una sera, domani sera, il cuore del baseball, sarà Macerata. Con il suo diamante pronto a brillare.