Dopo 24 anni l’Atalanta
non conferma Malizia

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malizia nello

di Maurizio Verdenelli

Destini diversi per due grandi giocatori maceratesi, nel cuore di tutti gli sportivi marchigiani.
Mentre Giovanni Pagliari è stato confermato alla guida del Perugia in C1, tanta amarezza per Nello Malizia, il più grande portiere della storia della Maceratese. Nello non farà più parte infatti, da questa stagione, dello staff tecnico dell’Atalanta dove pure tanto bene aveva fatto in oltre 24 anni d’attività. Il club orobico ha deciso dunque di non rinnovare il contratto in scadenza al 59enne ex estremo difensore di Maceratese, Perugia, Cagliari, Padova, Atalanta ed Orceana che dal 1992, ricoprendo in particolare  il ruolo di preparatore dei portieri della prima squadra nerazzurra, aveva contribuito alla crescita, tra gli altri, di Fabrizio Ferron, Ivan Pelizzoli (ora alla Lokomotiv Mosca) e Andrea Consigli (titolare nell’Atalanta e Nazionale Under 12). Con l’Atalanta il rapporto, dopo che lui aveva appeso i guantoni al classico chiodo, andava avanti dal 1985, prima come preparatore dei portieri delle Giovanili, poi della Prima squadra. Una promozione voluta dal trainer Marcello Lippi con cui Nello ha avuto sempre uno splendido legame.
Con il Perugia, Malizia aveva fatto parte della squadra che aveva conquistato nel ’75 la promozione in serie A e di quella, qualche anno più tardi, che contendendo sino all’ultimo lo scudetto al Milan di Nereo Rocco e Gianni Rivera, aveva segnato il mitico record dell’imbattibilità in campionato.
Originario del Molise –nato nel 1950 a Montenero di Bisaccia, il paese diventato famoso per aver dato i natali ad Antonio Di Pietro– portorecanatese d’adozione, Malizia aveva esordito a 18 anni nella Maceratese dove si era messo subito in luce come portiere di grande agilità e dotato di un talento virtuosistico. Nel ’74 il passaggio alla corte dei Grifoni che da tempo l’avevano messo nel loro mirino e che andavano allestendo una squadra di grandi ambizioni alla guida di Ilario Castagner, ex giocatore perugino divenuto poi tecnico delle giovanili dell’Atalanta.
I legami con la terra maceratese ed in particolare con Portorecanati dove gioca il figlio (anch’egli bravo portiere della squadra locale) non sono venuti meno. Ricordo qualche anno fa un incontro casuale a Macerata con l’ex, grande numero uno, insieme con l’avv. Giancarlo Nascimbeni, il diesse biancorosso degli anni d’oro, avevo avuto modo di fare a Nello un’intervista  “a sorpresa” -nel senso che lui non aveva sospettato che da quella pur lunga conversazione, traessi un servizio per “Il Messaggero”. Su Lippi, Malizia aveva disegnato un ritratto inedito: “Marcello ha un cuore grande così. Appena vede un amico, non è felice se non riesce ad invitarlo a cena o al bar o a fargli una qualsiasi cortesia o marineria. Ama tantissimo il dialogo e l’amicizia. Ha tuttavia un piccolo neo: è un po’ permaloso…”.
Di quei ricordi “strappati” e pubblicati della sua giovinezza e dei suoi primi trionfi sportivi a Macerata, ne parlammo poi sorridendo a cena, il 1° maggio di due anni fa al “Balestruccio” di Perugia insieme con tutti i grandi “grifoni” di ieri intervenuti per una partita amarcord in occasione dell’intitolazione della curva nord dello stadio “Renato Curi” al grande presidente scomparso, Spartaco Ghini. Un presidente e soprattutto un padre per Nello che quel g neliorno, arrivando da Bergamo, aveva voluto assolvere con la sua presenza ad un dovere di riconoscenza nei confronti di chi, dopo Macerata, l’aveva voluto e lanciato nel grande calcio.
Da parte sua, l’altro grande biancorosso, Giovannino Pagliari continua la sua avventura sportiva anche quest’anno in quel Perugia dove con Moreno Morbiducci aveva trovato tanti anni fa maturità calcistica e successo. Attualmente Pagliari è a Cingoli, impegnato negli stages estivi di calcio all’interno del club di calcio giovanile che porta il suo nome.
A dimostrazione della stima riscossa dall’ex biancorosso nella società di patron Covarelli, c’è un’intervista rilasciata ai giornali da Simone Calori, il grifone più in vista (probabilmente in partenza per il Vincenza in B) che ha detto: “La conferma di Pagliari? La trovo una scelta saggia. Si è deciso di ripartire da una persona che già conosce l’ambiente e il mister, da persona intelligente qual è, consiglierà la società sulle scelte da operare in sede di mercato. Nel gruppo di quest’anno c’erano molte individualità di spicco, ma evidentemente sono mancate altre qualità”.



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