Il Pellegrinaggio Macerata-Loreto?
“Un’emozione indescrivibile,
un momento di riflessione unico”

L'inchiesta della settimana

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di Beatrice Cammertoni

ed Eros Mandolesi

Uno stadio Helvia Recina nell’inusuale veste di luogo di preghiera ha accolto il grande popolo della trentunesima edizione del pellegrinaggio Macerata – Loreto.  Pronti a mettersi in cammino verso la Santa Casa gruppi provenienti da tutta Italia. Per molti quella di ieri sera è stata la prima esperienza, altri ne hanno fatto un appuntamento fisso e irrinunciabile. Moltissimi i giovani pellegrini: a loro è andato il particolare ringraziamento del Cardinale Sepe per la vicinanza ai valori cristiani e per la loro testimonianza di fede.  A Macerata da tutta Italia ma con il cuore in Abruzzo: a tutte le vittime e alle famiglie sfollate a causa del sisma sono andate le preghiere e il pensiero più grande di tutti i fedeli.

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Giunti da Castiglion Fiorentino in Provincia di Arezzo i signori Franco, Mauro, Roberto e Giuliano partecipano al pellegrinaggio per la quarta volta: “L’emozione che si prova lungo il cammino è qualcosa che non si può raccontare, bisogna viverla per comprenderla fino in fondo. Ci sono tantissimi giovani, con le problematiche di oggi, sentirli cantare e pregare è un grande segno di speranza per tutti”.

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Alla sua prima esperienza da pellegrina Maria Antonietta non si lascia spaventare dalla difficoltà del cammino: “Ho sentito dire che non sarà facile per la lunghezza del tragitto, però è una cosa che sento di fare per la mia crescita spirituale”. La sua compagna di marcia, Mary invece, ha già affrontato la marcia verso Loreto: “Parlo da laica, credo che il pellegrinaggio sia un momento di intima riflessione sulla vita e sull’uomo. È bello vedere come persone che intraprendano lo stesso cammino con motivazioni diverse si trovino a raggiungere un obiettivo comune”.

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Proveniente da Aosta per il suo secondo pellegrinaggio, il signor Gianfranco ci confessa che la precedente è stata un’esperienza tanto unica e meravigliosa da indurlo a ripeterla anche quest’anno. “C’è così tanta gente riunita per lo stesso fine; credo che la funzione nello stadio sia la parte più bella, le testimonianze dal palco mi hanno emozionato”.
Da Milano per il terzo anno consecutivo il gruppo “Amici di Zaccheo”. Tra loro Emanuele Nameas, ci racconta mentre lentamente prendeva forma il lungo corteo dei pellegrini: “Mi sono sposato, ho avuto una bimba, sono venuto a ringraziare!”

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Marco Orazi e Francesco Staffolani sono due ragazzi di Passo di Treia. Il primo ha già partecipato al Pellegrinaggio ed ha un ricordo magico. “La mia esperienza risale a quattro anni fa e quello è stato poi uno dei periodi più belli della mia vita. È stato bellissimo, anche se devo ammettere molto faticoso. Questa volta vengo con un mio amico, Francesco, che per la prima volta camminerà al mio fianco. Oltre che un momento di raccoglimento, il pellegrinaggio è anche un momento di grande condivisione.”

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La macchina organizzativa che ogni anno rende possibile il Pellegrinaggio, si compone di molti volontari che si occupano di soccorrere chi nel corso della nottata fa fatica a proseguire il cammino.
Non è un servizio come gli altri quello offerto nella notte della lunga marcia verso Loreto: tutte le testimonianze degli addetti all’assistenza hanno come comun denominatore la consapevolezza che pur non affrontando il percorso tra i pellegrini, tutti coloro che percorrono la strada fino a Loreto condividono lo stesso spirito e lo stesso obbiettivo.
Rossella Vincenzoni vive il Pellegrinaggio come un appuntamento fisso che si ripete negli anni. Da qualche anno si occupa dell’accoglienza a Loreto, senza mai però mancare alla messa allo stadio Helvia Recina: “Il ricordo più bello delle mie esperienze come pellegrina è legato all’arrivo a Montereale: si dimenticano sonno e stanchezza e si comprende il vero senso del pellegrinaggio. Secondo me essa è il paradigma della vita, con la sua fatica, con la sensazione di non dover cedere, l’aiuto del vicino. È come ripercorrere i passaggi della nostra storia”.

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Alice Illuminati e Roberto Ortenzi, invece, accompagnano per la prima volta i pellegrini dalle ambulanze della Croce Verde. “Siamo qui come soccorritori, ma affrontiamo la notte con lo stesso spirito degli altri. Oltre a questo cerchiamo di dare una mano e speriamo di essere utili.”
La signora Giovanna Milucchi conta ben trentuno partecipazioni al Pellegrinaggio Macerata- Loreto. Anche lei, dopo la Santa Messa a Macerata si prospettava una notte in servizio per il soccorso lungo la strada. “Ogni anno è un’emozione diversa, incontriamo facce e d esperienza di vita sempre nuove. Lo spirito con il quale affronto il tragitto quest’anno trascende i problemi della vita quotidiana, il mio cuore è rivolto a Cristo come fine unico della nostra esistenza.”

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Da Serravalle di Chienti, il signor Mario Zucchini e l’associazione di cui fa parte, Misericordia Taverne di Volontariato si mettono a disposizione dei pellegrini ormai da 8 anni, occupandosi con il pulmino messo a disposizione, di trasportare coloro che lungo la strada cedono alla stanchezza. “Ogni anno è un’emozione, vedere tutte queste persone in marcia è molto toccante, è un grande evento di fede.”
Tra i pellegrini quest’anno anche Franco Capponi e Antonio Pettinari. Premiati dal risultato delle elezioni della scorsa settimana, il nuovo Presidente della Provincia ed il suo alleato dell’Udc sono arrivati insieme allo stadio (con loro anche il sindaco di Treia Luigi Santalucia) prima della funzione, pronti a mettersi in marcia verso Loreto.

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