Sono le elezioni provinciali
dei big della politica italiana
Sussurri e grida - di Maurizio Verdenelli -

di Maurizio Verdenelli
Siamo agli ultimi giorni. Nessuno scivolo rispetto a sabato e domenica prossimi: la Lam resterà a guardare. Gentilucci ha invitato i “suoi” a votare scheda bianca e sarà anche questa un’indicazione sulla sua effettiva rappresentanza elettorale. Si ricomincia dunque da 3: non s’aggiungerà un posto a tavola. Il Tar ha detto no.
Gruppi omogenei con un’estrema destra: la Fiamma tricolore. Per la provincia di Macerata sarà anche un contarsi dal punto di vista politico. Come abitanti di questo territorio “al plurale”, siamo più a Centrosinistra o a centrodestra? La conta assume importanza centrale in vista pure delle elezioni comunali a Macerata, il prossimo anno e in vista di quelle regionali. Il Pd e i suoi alleati di Sinistra riusciranno a mantenere il governo della Provincia, in controtendenza rispetto al clima generale del Paese. La scelta di Silenzi di fare campagna elettorale senza simboli appare infatti una strategia che abbia meditato a lungo questa situazione. Evidentemente da capovolgere. In ogni caso il voto per la nuova Provincia di Macerata resta profondamente politico. Come dimostra l’arrivo, finora, di ben 19 big dell’una e dell’altra coalizione. Ha cominciato il segretario del partito di Silenzi, Franceschini (in treno) e non si è sottratto a maggior ragione Bersani con il quale il presidente uscente ha particolare feeling. A sostenere il Centrosinistra ci sono stati poi Piero Fassino a Porto Recanati ed Antonio Di Pietro (IDV) a Recanati. La città di Leopardi è stata particolarmente gettonata dai leaders politici: Pierferdinando Casini (Unione di Centro), Daniela Santanchè (Movimento per l’Italia) e soprattutto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, oggi per la Festa della Famiglia, lanciando la candidatura di Bartomeoli, come primo cittadino. Tanto entusiasmo e tutti gli stati maggiori del Pdl, a cominciare dal candidato presidente Capponi e del sindaco uscente Fabio Corvatta, che, da parte sua, ha accolto due giorni fa l’ex ministro Gianni De Michelis a sostenere la lista laico socialista “Una forza per cambiare”. Un discorso forte, politico, con accenni al federalismo fiscale quello di Alemanno. In assenza di Berlusconi (che ha concesso ad un’emittente marchigiana un’intervista a sostegno del candidato sindaco di Ancona, Bugaro) e pure dell’annunciato Brunetta, il Governo non ha fatto comunque mancare a Capponi la presenza dei ministri Altero Matteoli e Giorgia Meloni, preceduti dal vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (poi, qualche giorno più tardi a Montecosaro, ai funerali del piccolo Antonio Bonaduce, figlio di Nicola, suo segretario particolare: una tragedia che ha sconvolto tutti).

In gran spolvero l’Udc a sostenere la scelta di Pettinari nell’alleanza col Pdl: con il citato Casini, sono scesi in campo il segretario nazionale Lorenzo Cesa e il vice Mario Tassone. Intorno a Cesa si è stratto il gran popolo dell’Unione di centro. Quattrocento persone a “Le Case”. Tra le “stelle” della serata, Rosalba Ubaldi gran favorita come sindaco di Porto Recanati. Da citare naturalmente anche Gianni Rivera a Macerata: politica e sport per l’ex golden boy. Rammaricato magari per aver mancato l’onore del trionfo toccato ad un altro grande del Milan, Paolo Maldini, al momento dell’addio: “Ma io –ha detto l’ex campione- non sapevo certo che quella che stavo giocando sarebbe stata la mia ultima partita!”. La passerella del Centrodestra è continuata, al “Grassetti”, con una cena in onore del mitico Teodoro Buontempo, sempre in gran spolvero. “Berlusconi ci aveva garantito 8 senatori e 4 deputati se fossimo confluiti nel nuovo partito, ma noi abbiamo preferito l’esilio piuttosto che perdere l’identità conquistata lasciando An. Sono stati giorni duri: pensate che, con Napolitano, facevo parte della Fondazione Camera, ai piani alti”. Alla cena, Buontempo, che è consigliere provinciale di Roma, si è lasciato andare a considerazioni pessimiste sulla …cultura dei parlamentari: “Il 70% non hai avuto un lavoro normale!”. Non mancando tuttavia di ringraziare il segretario provinciale Mauro Nocelli di essere riuscito in un’alleanza che mette la Destra all’interno del centrodestra “come ci aveva promesso a suo tempo Berlusconi”.
Torniamo al centrosinistra e più in particolare alla Sinistra nel cui nome c’è da registrare la presenza di tre leaders carismatici: il presidente della Regione Puglia, Nicky Vendola all’Abbazia di Fiastra, l’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti e Claudio Fava (Sinistra per la libertà). E per la Fiamma Tricolore? E’ naturale, il segretario nazionale Luca Romagnoli. Elezioni provinciali: come si fa a chiamarle soltanto amministrative?
Nella foto (di Genesio Medori): Il segretario regionale dell’Udc, Antonio Pettinari indica la via dell’alleanza con il Pdl. Lorenzo Cesa “prega” chè tutto vada bene…
Vorrei capire perche’ dell’incontro di Claudio Fava a Macerata nessuno ha fatto un resoconto, ho cercato su diversi giornali locali, ho seguito telegiornali regionali che hanno fatto servizi approfonditi sui big di questa tornata elettorale, hanno parlato anche della lista bonino, ma non ho trovato niente di niente su Claudio Fava.
Mi interessava sapere come si era svolto l’incontro e la sostanza del dibattito.
Perchè in campagna elettorale c’è sempre uno strano gioco dei giornali e dei media in generale. Ad esempio si danno pagine intere al ministro Matteoli o a Lorenzo Cesa e trafiletti a Nichi Vendola o Fausto Bertinotti, o addirittura niente a Claudio Fava che parla di mafia e legalità (ricordo che Claudio Fava è stato votato pochi giorni fa dall’Economist tra i cinque europarlamentari migliori della scorsa legislatura).
Considera anche che Sinistra per la tua provincia (che, in forme leggermente diverse, altro non è che Sinistra e Libertà a livello provinciale) sul tg3 regionale è stata presentata come lista civica (nonostante una nostra precisa lettera).
Purtroppo le novità in questo momento sono sempre viste con occhio particolare.
A presto,
Daniele
Ho grande stima di Claudio Fava,
il figlio di Giuseppe (Peppe) Fava, direttore de “I Siciliani” ucciso dalla
mafia per il suo impegno contro le cosche. Un eroico giornalista che fa onore
alla nostra categoria. Ricordo anche una bella intervista di Claudio Fava alla
Rai. Disse: “In Sicilia non esiste una società buona o cattiva,
il fatto è che non esiste proprio la società. E in questo magma mette radici la mafia”.
Penso che questo pensiero sia applicabile per altri territori italiani, anche senza
la presenza massiccia della malavita organizzata. Territori e popolazioni dove
magari ancora stenta a crescere la pianta della responsabilità e della
coscienza civica.
E non c’è da andare troppo lontani da noi. Ecco perchè anche
nelle Marche c’è bisogno di una classe di giornalisti come Giuseppe ed ora
Claudio Fava, come Rosaria Capacchione e Roberto Saviano. Giornalisti precari
anche come Ginacarlo Siani, ucciso anni fa dalla camorra davanti alla sede de Il
Mattino.
Maurizio Verdenelli
Grazie dell’aggiunta Maurizio, questo dimostra ancora una volta come il nuovo giornalismo telematico e interattivo possa essere un valido strumento per la trasmissione delle informazioni nel XXI secolo.
La redazione di CM, fatta di giovani validi e preparati è sicuramente un esempio positivo e riuscito.
A presto,
Daniele Principi