Silenzi contro Capponi
La battaglia dei sondaggi
In copertina

di Matteo Zallocco
“Secondo un sondaggio di Macromedia il Pdl si aggiudica la Provincia di Macerata. Capponi +6% rispetto a Silenzi”.
Questo è il titolo del comunicato inviato ieri dall’ufficio elettorale di Franco Capponi a tutti gli organi di stampa.
“La Provincia di Macerata, secondo un sondaggio Macromedia sulle prossime elezioni di giugno – si legge nella nota -, sarà governata come del resto altre 34 amministrazioni provinciali italiane dal Popolo della Libertà. Il candidato presidente Franco Capponi, tra l’altro, è avanti di 6 punti percentuali nei confronti del presidente uscente del centrosinistra Giulio Silenzi. Per Capponi voteranno come avvenne già nelle ultime elezioni politiche con Berlusconi, anche gli operai e gli imprenditori. Che il PdL sia un partito che conquista tutta la gente viene confermato dal sondaggio Ipsos diffuso da “Il Sole 24 Ore” secondo cui gli operai si schiereranno al 43,3% con il PdL e solo il 22,4% con il Pd.
“Nella realtà maceratese questo dato è ancor più rafforzato – scrive Capponi – in quanto il più delle volte gli operai sono anche soci della stessa azienda in cui lavorano. Questa inversione di tendenza avvenne già nel 2006 quando con Berlusconi si schierarono sia gli operai che gli imprenditori come confermò una ricerca Cgil-Swg secondo la quale artigiani, imprenditori,, lavoratori autonomi, operai, commercianti, liberi professionisti e pensionati votarono per Berlusconi. Oggi che poi è al governo il Popolo della Libertà ha guadagnato consensi ancor di più delle piccole e medie imprese grazie ai provvedimenti per la messa in sicurezza finanziaria delle aziende voluta dal governo di centrodestra e all’estensione degli ammortizzatori sociali per le aziende con meno di 15 dipendenti.

Solo per le Marche questo governo ha previsto 50 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali e 45 milioni di euro di copertura rischi fidi per le Pmi che generano qualcosa come 800 milioni di euro. Il cartello di partiti raggruppati da Silenzi, di stampo Prodiano, che va dai cattolici popolari fino a rifondazione comunista è già stato bocciato dagli italiani pochi mesi fa alle politiche e perché è una coalizione litigiosa che poco e nulla ha fatto in concreto per la Provincia di Macerata se non tante chiacchiere”.
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Questa la replica dall’Ufficio stampa del Comitato elettorale di Giulio Silenzi:
“Il candidato del PdL agita sondaggi inutili, infatti anche cinque anni fa disse di essere avanti nei sondaggi ma poi fu sconfitto dai voti veri: una commedia che si ripete. Inoltre il comunicato diffuso è grave in quanto si cita un sondaggio di Macromedia, società ai più sconosciuta, sull’andamento elettorale generale nelle province, con dati che non sono confermati, il tutto con lo scopo di far dimenticare i flop dell’inaugurazione delle sedi elettorali e la deludente iniziativa di domenica pomeriggio a Civitanova Marche, dove Capponi ha parlato di fronte a pochi affezionati.
Ma ormai è chiaro che la campagna elettorale del centro destra si fonda su bugie e su invenzioni. Capponi aggiunge che le percentuali nazionali per cui gli operai voterebbero più il centro destra che il centro sinistra nella nostra provincia sarebbero addirittura superiori, perché in molte fabbriche gli operai sono soci dei loro datori di lavoro.
Anche questo dato sociale, come bene sanno gli operai e i sindacati della nostra provincia, è un parto della fantasia e non si basa su nessun dato reale.
Capponi usa indagini qualitative nazionali del tutto lontane dalla provincia di Macerata, confermando quello che fece durante le scorse elezioni provinciali, quando diffuse sondaggi incoraggianti per lui che poi, invece, risultò sconfitto.
La verità è che Capponi non riesce a dare motivazioni per cui i maceratesi, dopo averlo già bocciato nel 2004, dovrebbero votare per lui, che invece di restare in Consiglio provinciale a fare il capo dell’opposizione, come aveva promesso, scelse di dimettersi per restare alla presidenza del Cosmari, che era più utile al suo obiettivo di diventare consigliere regionale. Da lì la sua presenza in provincia è stata quasi impercettibile. Oggi, dopo essersi candidato persino alle Politiche, in una sorta di bulimia da candidatura, si ripresenta alle elezioni provinciali per fare il presidente buttandola in falsità e faziosità e non avendo null’altro da opporre a cinque anni di fatti concreti e realizzazioni vere per la nostra comunità provinciale”.

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I mezzi di comunicazione sono tenuti ad osservare una particolare cautela nell’utilizzo e nella diffusione dei sondaggi poichè potrebbero in qualche modo influenzare gli elettori. Si ritiene infatti che la diffusione di risultati di sondaggi preelettorali possa essere uno strumento di condizionamento improprio del voto, in quanto le preferenze “autentiche” degli elettori possono essere influenzate dalla conoscenza delle intenzioni altrui, la quale intaccherebbe la liberà determinazione del voto. In senso lato, i sondaggi preelettorali finirebbero per “creare” opinione pubblica anziché rilevarla.
Per questo anche i sondaggi elettorali sono regolamentati dalla legge n.28 del 2000, la legge sulla par condicio.
Art. 8 (Sondaggi politici ed elettorali)
1. Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto.
2. L’Autorità determina i criteri obbligatori in conformità dei quali devono essere realizzati i sondaggi di cui al comma 1.
3. I risultati dei sondaggi realizzati al di fuori del periodo di cui al comma 1 possono essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni, delle quali è responsabile il soggetto che ha realizzato il sondaggio, e se contestualmente resi disponibili, nella loro integralità e con le medesime indicazioni, su apposito sito informatico, istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri:
a) soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) committente e acquirente;
c) criteri seguiti per la formazione del campione;
d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento;
f) domande rivolte;
g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
h) data in cui è stato realizzato il sondaggio.
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Un’annotazione infine sul sondaggio che Cronache Maceratesi ha proposto in queste ultime due settimane ai suoi lettori chiamati a rispondere alla domanda “Se si andasse oggi alle urne chi voteresti come presidente della Provincia?”
Si sono espressi solo in 129, numero molto più basso rispetto a quello del totale dei lettori e quindi il campione non è certo molto significativo. Fatto sta che quel 24% che ha votato “Nessuno dei due” è un dato molto alto rispetto al 31% di Giulio Silenzi e il 45% di Franco Capponi. Ma va sottolineato che con un campione del genere il sondaggio non è indicativo.
Ricordiamo infine che hanno avanzato la propria candidatura alla presidenza della Provincia anche Luigi Gentilucci della Lam e Tonino Quattrini del Fronte Verde Marche.
Io, pur ritenendomi incondizionatamente di Centro Sinistra, faccio parte di quel 24% che ha espresso la sua preferenza non preferendo nessuno dei 2.
Il motivo è molto semplice: soltanto in italia abbiamo i politici (da me chiamati politicanti) di “lunghissimo corso”.
Persone che non hanno un mestiere proprio e che sono in politica (tra consigli, assessorati, membri di consigli di amministrazione di società collegate alle amministrazioni pubbliche, ecc.) da 15, 20 addirittura da 30 anni.
Ammesso e non concesso che all’inizio della loro carriera avessero qualche spinta propositiva o qualche progetto da realizzare… O addirittura che lo facessero veramente con “spirito di servizio” adesso cercano di essere eletti (almeno la stragrande maggiorazna di loro) solo per avere una poltrona e uno stipendio.
E questi politucoli non sono soltanto attempati signori di 50 o 60 anni (abbiamo il premier addirittura di 73 anni, uno che ha un luminoso avvenire ALLE SPALLE!!!) ma la stessa mediocrità la si ritrova in “ragazzi” di 35/40 anni….
Abbiamo una classe politica (locale e nazionale) tra le più incapaci del Globo, pressapochista e ignorante, ma così piena di se che sa solo parlarsi addosso.
Il PdL e il PD avevano nei loro programmi (e non mi sembra che sia cambiato qualcosa) CHIARAMENTE SCRITTO: ABOLIZIONE DELLE PROVINCE.
Capponi e Silenzi sono “esponenti provinciali di primo piano” di queste due coalizioni: se fossero coerenti con il partito da cui provengono dovrebbero dire chiaramente che concorrono per una poltrona che loro sarebbero i primi a voler cancellare… Attendiamo fiduciosi che in qualche assemblea pubblica i 2 candidati riconoscano di essre sulla stessa lunghezza d’onda dei loro partiti: CHIUDERE LE PROVINCE perchè inutili baracconi.
PS: più dell’astensione ci sarebbe da andare a votare e ANNULLARE.
Perchè se non vai (come accaduto in Abruzzi, dove oltre il 40% degli elettori ha disertato le urne) tutti fanno finta che tu non esista…
Ma se tu vai ed ANNULLI LA SCHEDA significa che ancora vuoi votare ma che non ti riconsoci nei candidati che vengono presentati ed il segnale politico è molto più forte.
PPSS: al Referendum votare SI