“Tanti progetti in cantiere
nel nome di Matteo Ricci”

di Tommaso Venturini
Il viaggio nel mondo di Padre Matteo Ricci continua e da questa settimana inizieremo a porre la nostra attenzione sul rapporto della figura ricciana con la città di Macerata. Per l’occasione abbiamo intervistato il sindaco Giorgio Meschini (nella foto), con l’intenzione di capire il legame indissolubile tra “l’uomo strano” e la sua città natale e le iniziative che il Comune di Macerata, insieme alle altre istituzioni, porterà avanti per celebrare il prossimo anno il quattrocentenario dalla morte di Ricci.
Meschini, chi è per lei Padre Matteo Ricci e cosa ha significato per Macerata?
“Beh Padre Matteo Ricci è il figlio più illustre della storia cittadina. Legare il nome di Ricci alla nostra città è motivo di immenso orgoglio e le celebrazioni che faremo l’anno prossimo saranno tutte rivolte alla valorizzazione della sua figura. Padre Matteo Ricci significa grandezza assoluta, sia come gesuita sia come umanista: la sua genialità è e rimarrà per sempre un fiore all’occhiello della nostra città. Mi piace ricordare sempre Ricci come l’uomo che ha anticipato di 400 anni il Concilio Vaticano II° e come troppo spesso accade le persone che sono troppo avanti non vengono comprese a pieno e si riscoprono solo dopo anni. La stessa cosa è accaduta a Padre Matteo Ricci, ma penso che d’ora in poi la sua figura sia entrata nella storia e come maceratese sarei orgoglioso di una sua possibile beatificazione”.
Come procedono i preparativi per il grande evento?
“Abbiamo moltissime iniziative, che stiamo cercando di portare avanti con una progettualità seria. Abbiamo delle difficoltà dovute al grande taglio di fondi a livello statale: noi avevamo chiesto una cifra consistente per le celebrazioni, invece dovremo accontentarci di fondi più bassi. Inoltre il riconoscimento del Comitato Nazionale ci sarà solamente nel 2010 e quindi abbiamo dovuto un po’ rallentare negli ultimi mesi. In generale siamo comunque soddisfatti di quello sviluppato assieme alle altre istituzioni e credo che ci stiamo avvicinando al meglio a questa data storica”.
Qual è secondo lei l’obiettivo principale da raggiungere in questo biennio?
“Credo che il primo obiettivo sia l’approfondimento e lo studio della figura di Padre Matteo Ricci. In questo senso un plauso va all’Istituto Padre Matteo Ricci, alla Chiesa locale e alla Provincia, che stanno dando un contributo importante per la conoscenza trasversale delle opere ricciane, che testimoniano la sua importanza a livello culturale. Raggiunto questo primo obiettivo dovremo come città promuovere la sua figura e garantire nei prossimi anni un afflusso di turisti interessati a conoscere la città di Padre Matteo Ricci”.
Cosa sta facendo il Comune di Macerata in questa direzione?
“In linea generale ci sono già contatti con la Cina, tramite una nostra delegazione, che sta verificando la possibilità di portare una mostra nelle maggiori città cinesi. Per quanto riguarda la città siamo in via di definizione per redigere una guida turistica anche in lingua cinese, che mi auguro faciliterà l’afflusso del turismo orientale. Sempre in questo senso ci sarà una segnaletica con l’individuazione della casa dove Ricci visse nei primi anni di collegio gesuitico ed in generale un rifacimento della cartellonistica, anche questa con la doppia lingua italiano-cinese”.
Per quanto riguarda la mostra permanente, la cosiddetta “Ricci memoria”, come si sta procedendo?
“Abbiamo un progetto preciso che stiamo cercando di valutare al meglio. Ci sono diversi luoghi dove istituire il museo dedicato a Padre Matteo Ricci, che potrà essere un elemento fondamentale non solo per il prossimo anno (la sua costruzione è prevista per ottobre 2010), ma anche per il futuro, sia a livello turistico, che a livello cittadino. Ripeto, di concerto con le altre istituzioni sono convinto che riusciremo a portare a termine anche questo importantissimo tassello”.
A livello promozionale agirete assieme alla Provincia?
“Certamente. La collaborazione sarà fondamentale e vediamo già oggi l’importanza di un progetto condiviso e visto a 360°. Sappiamo che il mercato cinese non è facile, perché il turista che viene dalla Cina è legato alle proprie tradizioni e alla propria cultura, ma contiamo di curare anche questi aspetti, parlando con gli alberghi e i ristoranti della città, per garantire loro il massimo dei servizi e dell’ospitalità. Il giudizio positivo dato a dicembre dall’ambasciatore cinese durante la sua visita a Macerata ci dà ulteriore stimolo a continuare in questa direzione”.
Pensa sia utile la collaborazione tra Cronache Maceratesi e l’Istituto Padre Matteo Ricci per avvicinare i cittadini alla figura ricciana?
“Una collaborazione del genere è molto importante, perché oltre a dare una certa visibilità a più strati della cittadinanza, garantisce tramite la traduzione delle opere cinesi di Ricci di comprendere la grandezza dell’ “uomo strano” e a livello culturale sviluppa tematiche alte ed interessanti, che rispecchiano lo spirito della nostra città. Spero vivamente che i cittadini maceratesi apprezzino tutto quello che si sta facendo per ricordare un personaggio, che ha portato in alto il nome di Macerata”.