Boxe, Simone Mancini
vice campione italiano

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di Eros Mandolesi

È passato ormai un mese, era il 13 dicembre 2008, quando al “Pala Lido” di Milano, tempio del pugilato nazionale, Simone Mancini, classe 86’, si è laureato vice campione italiano nella categoria dei pesi leggeri (60 Kg). Un risultato, che onora l’Accademia pugilistica Maceratese e va ad impreziosire la sua carriera sportiva, oltre che nobilitare la tradizione del pugilato locale e regionale.

Simone, che sensazione si prova ad essere vice–campione italiano?

“E’ una soddisfazione unica che mi ripaga di tanti sacrifici fatti in questi anni e di tante ore di allenamento. Ti trovi sul ring con gente che fa questo sport per professione, entrando a far parte del corpo armato, hanno la possibilità di allenarsi con costanza tutti i giorni, con esercizi specifici e mirati. Io sono un operaio metal meccanico e dopo 8/9 ore di lavoro, non è semplice venire ad allenarsi con quella grinta e quella voglia necessaria per essere competitivi.È per questo, che è stata anche una grande rivincita, nei confronti di tanta gente che nell’ambiente, mi dava ormai per finito”.

A 22 anni finito, come mai?

“Si, perché dopo aver raggiunto dei buoni risultati nelle categorie inferiori, ho avuto un brutto infortunio al polso. Si sono poi aggiunti diversi problemi lavorativi e sono stato costretto a lasciare i guantoni appesi al chiodo per un anno. È per questo che questa medaglia ha un valore speciale per me”.

Da quanti anni pratichi questo sport?

“Sono ormai 7 anni, mi sono iscritto all’Accademia all’età di 15 anni. Il mio primo allenatore fu Alessandro Santucci, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2005, Luigi Vasari (suo vice) lo ha sostituito e da allora, con grande entusiasmo, cerca di trasmettermi i valori di questo sport e la passione per la box”.

Come mai questa passione per il pugilato?

“Ho iniziato, diciamo così, per scaricare la tensione giovanile. Sai nell’età dell’adolescenza a volte ti prende un po’ quella voglia di spaccar tutto, e un sacco appeso alle catene, mi ha dato la possibilità di scaricare lì, tutta la mia rabbia e la mia voglia di crescere”.

Quante volte ti alleni alla settimana?

“In genere tre volte (lunedì, mercoledì e venerdì). Quando poi bisogna preparare delle manifestazioni importanti, come i campionati italiani, si inizia una preparazione specifica e ci si allena praticamente tutti i giorni, a volte anche il sabato e la domenica”.

Quali altri successi hai ottenuto in questi anni?

“Allora, nel 2002 (il mio primo anno di attività) sono stato vice campione italiano nella categoria cadetti che va dai 14 a 16 anni; l’anno successivo sono arrivato terzo nella categoria juniores (16 – 18). Nel 2004, sempre nella stessa categoria, mi sono invece classificato secondo e sono stato convocato dalla Nazionale juniores in uno stage a Formio. Nel novembre 2008, ho vinto il campionato interregionale ad eliminazione diretta di Marche – Umbria – Abruzzo e Molise valido per l’accesso alle finali del campionato italiano; dove come è ormai noto, sono stato battuto nella finalissima da Tommasone (riserva nazionale di Valentino Domenico, ex campione del mondo e convocato per ben 2 volte alle Olimpiadi). Come ho detto prima, è gente che si allena da professionisti e che è quasi impossibile battere. Di più non potevo chiedere”.

Quali sono le soddisfazioni più grandi nel praticare il pugilato? “Vincere competizioni a livello nazionale ti gratifica sicuramente di tanti sacrifici fatti nell’arco degli anni. L’essere considerato poi, uno dei miglior pugili italiani sui 60 Kg è qualcosa di belo e stimolante, anche se continuo a restare con i piedi per terra visto che non sarà facile ripetersi”.

I prossimi appuntamenti in cartello?

“Per marzo la società sta organizzando una manifestazione pugilistica di ottimo livello tecnico, in onore dell’architetto Mario Crucianelli, ex presidente dell’Accademia, indimenticabile figura sportiva, che ha dato tanto alla nostra società. A livello nazionale, mi piacerebbe partecipare al Guanto d’Oro, in programma nei mesi di ottobre – onvembre, il torneo più importante dopo i campionati italiani, dove vengono iscritti i migliori pugili della categoria, ma non i titolari in maglia azzurra”.

Allora, in bocca al lupo!

“Crepi! Grazie”.



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